Il report

Sustainable Development Goals, l’Onu: “Centrale il ruolo della scienza”

Pubblicato il nuovo rapporto delle Nazioni Unite “Tempi di crisi, tempi di cambiamento”, curato da un gruppo indipendente di ricercatori. Il segretario generale Guterres: “Al mondo serve un aiuto per passare dall’impegno all’azione, dalla dichiarazione alla realizzazione”

Pubblicato il 26 Set 2023

gsdr 2023

Per dare nuovo slancio al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile il pianeta dovrebbe affidarsi alla scienza. E’ questo l’appello lanciato dal Rapporto globale sullo sviluppo sostenibile 2023 delle Nazioni Unite, “Tempi di crisi, tempi di cambiamento: la scienza per accelerare le trasformazioni lo sviluppo sostenibile”.

“Il report – sottolinea Antonio Guterres, segretario generale dell’Onu, commentando il lavoro frutto dell’impegno di un gruppo di scienziati indipendenti – contribuisce a gettare nuova luce sui processi e le pratiche di trasformazione che possono aiutare il mondo a passare dall’impegno all’azione, dalla dichiarazione alla realizzazione”.

Questo lavoro arriva a poche settimane di distanza dal Sesto Rapporto di Valutazione (AR6) dell’Ipcc, che punta sull’interdipendenza e l’interconnessione tra effetti del clima, crisi della biodiversità, salute degli ecosistemi ambientali, sociali ed economici, evidenziando l’urgenza di una trasformazione energetica ed economica e la necessità di far crescere e diffondere la cultura e l’educazione ai cambiamenti climatici.

L’appello a università, istituzioni e finanza

I dati dimostrano – questo l’allarme lanciato dal report – che nei sette anni che ci separano dal 2030 non sarà possibile raggiungere i 17 obiettivi di sviluppo sostenibile, mentre rimane il dubbio che l’obiettivo sia raggiungibile anche nel 2050 se si proseguirà con il passo attuale. Per accelerare sono necessarie trasformazioni strategiche, che coinvolgano l’intera società, e a livello globale, senza lasciare indietro Paesi, società o persone. In questa prospettiva la scienza può ritagliarsi un ruolo centrale, promuovendo con una nuova carica di innovazione lo sviluppo sostenibile e aiutando a identificare e scartare le strategie meno utili o addirittura dannose.

Da queste considerazioni scaturisce l’appello lanciato attraverso il report a università, istituzioni e organizzazioni che finanziano la ricerca, perché si intensifichino gli sforzi e gli investimenti ponendosi come obiettivo l’Agenda 2030, mantenendo la massima attenzione su ciò che è possibile fare per far tenere il passo al Sud del mondo. Alla scienza si chiede di essere trasparente, inclusiva e transdisciplinare, per includere tutti i possibili player in grado di contribuire al raggiungimento degli obiettivi.

Puntare sulle interconnessioni degli obiettivi

Per recuperare il tempo perduto, secondo la tesi che scaturisce dal report, sarà fondamentale puntare sulle interconnessioni tra gli obiettivi di sviluppo sostenibile, arrivando a elaborare politiche che evitino, ad esempio, l’aumento delle emissioni di carbonio in un Paese a causa della produzione di beni consumati in un altro.

La chiave di volta del ragionamento è che investire nella riduzione della povertà, nella salute, nell’istruzione, nell’uguaglianza di genere, nell’acqua e nei servizi igienici, nell’energia pulita e nei partenariati è utile a creare sinergie che possono dare risultati importanti.

“Ad esempio – spiega il report – è dimostrato che gli investimenti nel fotovoltaico non solo sostengono direttamente l’accesso all’energia pulita e a prezzi accessibili, ma sostengono anche indirettamente i progressi nel campo dell’istruzione, consentendo agli studenti di dedicare più tempo allo studio grazie all’accesso a una luce di migliore qualità e riducendo l’inquinamento atmosferico interno”.

Ovviamente la ricerca di queste sinergie non è un processo che vale allo stesso modo per tutti i territori, e per questo la ricerca delle strategie migliori dovrà essere declinata a livello locale.

Investire sugli interventi più promettenti 

Tra tutti gli interventi possibili per raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile, alcuni possono avere effetti sistemici, come ad esempio quelli che intervengono sui sistemi alimentari sostenibili, il benessere umano o la decarbonizzazione dell’energia: su questi sarà importante puntare – questa la tesi del report – per accelerare nella roadmap.

Scienziati, rappresentanti delle istituzioni, settore privato e società civile sono chiamati a collaborare verso questo obiettivo, potenziando l’alfabetizzazione scientifica, ripristinando la fiducia nei dati e nelle prove scientifiche e aumentando gli investimenti nelle aree della direzione strategica e della previsione.

Il report invita inoltre a creare un quadro di trasformazione degli SDGs per un’azione accelerata entro il 2024, che riunisca l’azione locale e la cooperazione internazionale, riflettendo contesti, esigenze, aspirazioni e capacità. Infine, gli scienziati esortano i Paesi a sviluppare piani nazionali per un’azione coordinata sugli SDGs con i governi locali, le imprese e le associazioni industriali e gli investitori istituzionali, anche dando vita a partenariati tra tutte le componenti della società.

Valuta la qualità di questo articolo

La tua opinione è importante per noi!

EU Stories - La coesione innova l'Italia

Tutti
Iniziative
Social
Analisi
Video
Finanza sostenibile
BEI e E-Distribuzione: investimenti per la sostenibilità energetica
Professioni
Servono competenze adeguate per gestire al meglio i fondi europei
Master
Come formare nuove professionalità per governare e gestire al meglio i fondi europei?
Programmazione UE
Assunzioni per le politiche di coesione: prossimi passi e aspettative dal concorso nazionale. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
innovazione sociale
Rigenerazione urbana: il quartiere diventa un hub dell’innovazione. La best practice di San Giovanni a Teduccio
Programmazione europ
Fondi Europei: la spinta dietro ai Tecnopoli dell’Emilia-Romagna. L’esempio del Tecnopolo di Modena
Interventi
Riccardo Monaco e le politiche di coesione per il Sud
Iniziative
Implementare correttamente i costi standard, l'esperienza AdG
Finanziamenti
Decarbonizzazione, 4,8 miliardi di euro per progetti cleantech
Formazione
Le politiche di Coesione UE, un corso gratuito online per professionisti e giornalisti
Interviste
L’ecosistema della ricerca e dell’innovazione dell’Emilia-Romagna
Interviste
La ricerca e l'innovazione in Campania: l'ecosistema digitale
Iniziative
Settimana europea delle regioni e città: un passo avanti verso la coesione
Iniziative
Al via il progetto COINS
Eventi
Un nuovo sguardo sulla politica di coesione dell'UE
Iniziative
EuroPCom 2024: innovazione e strategia nella comunicazione pubblica europea
Iniziative
Parte la campagna di comunicazione COINS
Interviste
Marco De Giorgi (PCM): “Come comunicare le politiche di coesione”
Analisi
La politica di coesione europea: motore della transizione digitale in Italia
Politiche UE
Il dibattito sul futuro della Politica di Coesione
Mobilità Sostenibile
L’impatto dei fondi di coesione sul territorio: un’esperienza di monitoraggio civico
Iniziative
Digital transformation, l’Emilia-Romagna rilancia sulle comunità tematiche
Politiche ue
Fondi Coesione 2021-27: la “capacitazione amministrativa” aiuta a spenderli bene
Finanziamenti
Da BEI e Banca Sella 200 milioni di euro per sostenere l’innovazione di PMI e Mid-cap italiane
Analisi
Politiche di coesione Ue, il bilancio: cosa ci dice la relazione 2024
Politiche UE
Innovazione locale con i fondi di coesione: progetti di successo in Italia
Finanza sostenibile
BEI e E-Distribuzione: investimenti per la sostenibilità energetica
Professioni
Servono competenze adeguate per gestire al meglio i fondi europei
Master
Come formare nuove professionalità per governare e gestire al meglio i fondi europei?
Programmazione UE
Assunzioni per le politiche di coesione: prossimi passi e aspettative dal concorso nazionale. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
innovazione sociale
Rigenerazione urbana: il quartiere diventa un hub dell’innovazione. La best practice di San Giovanni a Teduccio
Programmazione europ
Fondi Europei: la spinta dietro ai Tecnopoli dell’Emilia-Romagna. L’esempio del Tecnopolo di Modena
Interventi
Riccardo Monaco e le politiche di coesione per il Sud
Iniziative
Implementare correttamente i costi standard, l'esperienza AdG
Finanziamenti
Decarbonizzazione, 4,8 miliardi di euro per progetti cleantech
Formazione
Le politiche di Coesione UE, un corso gratuito online per professionisti e giornalisti
Interviste
L’ecosistema della ricerca e dell’innovazione dell’Emilia-Romagna
Interviste
La ricerca e l'innovazione in Campania: l'ecosistema digitale
Iniziative
Settimana europea delle regioni e città: un passo avanti verso la coesione
Iniziative
Al via il progetto COINS
Eventi
Un nuovo sguardo sulla politica di coesione dell'UE
Iniziative
EuroPCom 2024: innovazione e strategia nella comunicazione pubblica europea
Iniziative
Parte la campagna di comunicazione COINS
Interviste
Marco De Giorgi (PCM): “Come comunicare le politiche di coesione”
Analisi
La politica di coesione europea: motore della transizione digitale in Italia
Politiche UE
Il dibattito sul futuro della Politica di Coesione
Mobilità Sostenibile
L’impatto dei fondi di coesione sul territorio: un’esperienza di monitoraggio civico
Iniziative
Digital transformation, l’Emilia-Romagna rilancia sulle comunità tematiche
Politiche ue
Fondi Coesione 2021-27: la “capacitazione amministrativa” aiuta a spenderli bene
Finanziamenti
Da BEI e Banca Sella 200 milioni di euro per sostenere l’innovazione di PMI e Mid-cap italiane
Analisi
Politiche di coesione Ue, il bilancio: cosa ci dice la relazione 2024
Politiche UE
Innovazione locale con i fondi di coesione: progetti di successo in Italia

Articoli correlati

Articolo 1 di 3