Information technology

IT sostenibile, ancora poca consapevolezza nelle aziende

I dati del report “Sustainable IT: Why it’s time for a Green revolution for your organization’s IT” di Capgemini Research: il tema non è ancora al centro dell’attenzione delle imprese. Andrea Falleni: “La sostenibilità deve essere il fulcro dei nostri sforzi a livello globale per agevolare la ripresa dopo la pandemia”

08 Giu 2021

Le pratiche IT sostenibili non sono ancora al centro dell’attenzione delle imprese, che dimostrano una scarsa consapevolezza di come queste possano contribuire in maniera proattiva alla riduzione dell’impatto ambientale: tanto che soltanto il 6% del totale ha già raggiunto un livello elevato di implementazione dell’IT sostenibile, nonostante i vantaggi di questa strategia siano ormai chiari. Nel complesso infatti le società che possono contare su una roadmap completa per velocizzare l’adozione di un IT sostenibile ottengono un ranking migliore nell’Esg (61%), una maggiore soddifazione di clienti e utenti (56%) e un risparmio fiscale (44%). E’ il quadro che emerge dal report Sustainable IT: Why it’s time for a Green revolution for your organization’s IT, realizzato dal Capgemini Research Institute.

Per allinearsi su questo tema, secondo la ricerca, le organizzazioni avrebbero bisogno di mettere in pratica principalmente tre azioni: mettere a punto una strategia di IT sostenibile che sia in armonia con la roadmap di sostenibilità dell’organizzazione, dare vita a un processo di governance con un team dedicato all’IT sostenibile e il supporto della leadership, e rendere operative le iniziative IT sostenibili inserendo la sostenibilità tra gli elementi chiave dell’architettura software.

Le soluzioni informatiche, specifica la ricerca, possono aiutare a risolvere i problemi ambientali, anche se il settore IT complessivamente non è esente da problemi legati alle emissioni di carbonio. Così il report identifica una roadmap in tre fasi per sviluppare strategie di sostenibilità, in un contesto in cui soltanto il 22% del campione stima di ridurre di oltre un quarto la propria impronta di carbonio attraverso l’IT sostenibile nei prossimi tre anni.

“La sostenibilità deve essere il fulcro dei nostri sforzi a livello globale per agevolare la ripresa dopo la pandemia, e il settore IT non deve essere da meno. Le organizzazioni devono rendersi conto dell’impatto ambientale del nostro mondo digitale, accelerando il passaggio a modelli di business che facciano leva sull’IT sostenibile – commenta Andrea Falleni, Amministratore delegato di Capgemini in Italia – Le organizzazioni devono avere gli strumenti diagnostici, le strategie e una roadmap per accelerare il loro percorso di decarbonizzazione. L’approvazione di tutti gli stakeholder interni sarà fondamentale per il successo di queste iniziative, insieme a un’architettura software sostenibile e al cambiamento nel comportamento dei dipendenti. Al di là dell’imperativo ambientale, i benefici di business sono significativi in termini di bottom line, reputazione e customer satisfaction”.

Lo scenario attuale evidenzia un gap di consapevolezza sull’impatto ambientale dell’IT: il 57% degli intervistati afferma di essere ignaro dell’impronta di carbonio dell’IT della propria azienda, soprattutto nel campo della produzione industriale, dove soltanto il 28% del campione mostra consapevolezza. I livelli più alti sono invece quelli del settore bancario e di quello dei prodotti di consumo, con il 52% e il  51%. “Attualmente – sottolinea Capgemini – l’IT sostenibile non riceve la stessa attenzione e le stesse risorse di altre iniziative green. In termini di strategia, la metà delle aziende ha definito un approccio per la sostenibilità in senso ampio, ma meno di una su cinque (18%) presenta una strategia in ambito IT sostenibile con obiettivi e scadenze ben definiti”.

A questo si aggiunge il fatto che la gran parte delle organizzazioni non dispone di strumenti o standard condivisi per misurare l’impatto ambientale dell’IT: solo il 29% usa strumenti di valutazione delle emissioni di carbonio e solo il 34% afferma che l’IT sostenibile è parte integrante dell’agenda del board. Stabilire il costo del carbonio per le operazioni IT può aiutare le organizzazioni di tutti i settori a prendere coscienza dell’impatto della loro impronta IT, ma solo il 27% delle stesse ha standardizzato la pratica.

In questo contesto le aziende tecnologiche stanno intraprendendo azioni proattive nella riduzione delle emissioni di carbonio di operation, servizi e prodotti IT, e molti operatori hanno annunciato i propri target per diventare carbon neutral. Di conseguenza – sottolinea Capgemini – molte organizzazioni stanno cercando di trasferire sul settore IT la responsabilità della riduzione delle emissioni, con l’obiettivo di agevolare l’istituzione al proprio interno di pratiche IT sostenibili. Circa il 52% delle organizzazioni intervistate afferma che le aziende del settore tech dovrebbero incorporare una dimensione di IT sostenibile nei loro prodotti e servizi, il 61% vorrebbe che le aiutassero a misurare l’impatto ambientale dei loro processi, mentre il 45% sarebbe disposto a pagare fino al 5% in più per prodotti e servizi IT sostenibili.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

Articolo 1 di 5