La fiducia è una cosa serie che si da alle cose serie. Così recitava uno slogan pubblicitario negli Anni ’70 e l’Intelligenza artificiale è certamente una cosa seria, ma se si mette in relazione con la fiducia sorge ancora qualche perplessità. L’AI è un’altalena: da una parte solleva aspettative e speranze e dall’altra crea nuove ansie per le possibili minacce e per i rischi diretti e indiretti che crea. La fiducia è sempre in bilico e se da una parte cresce l’adozione e l’impegno verso l’intelligenza artificiale dall’altra la capacità delle imprese di governarla non procede alla stessa velocità. Ed è proprio il “segno particolare” che caratterizza il mercato italiano, vale a dire il divario tra le aspettative nei confronti dell’AI e la maturità dei sistemi di controllo che purtroppo risulta il più elevato tra i Paesi europei analizzati.
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Fiducia nell’AI: Trust Gap negativo per l’Italia
Il nostro paese registra il più ampio divario europeo tra fiducia nell’intelligenza artificiale e capacità di governarla. Secondo uno studio SAS e IDC, solo il 18,7% delle organizzazioni ottiene un ROI elevato dall’AI. Qualità dei dati, trasparenza e governance diventano decisive per generare valore

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