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Bioeconomia circolare: ecco strumenti e policy per potenziare le filiere innovative

Concluso il progetto Interreg europeo AlpLinkBioEco, nato tre anni fa allo scopo di formulare proposte innovative. La sfida del futuro? Unire il modello circolare a un modello che guarda all’impiego delle risorse biologiche

Pubblicato il 02 Apr 2021

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Si è chiuso nei giorni scorsi con un evento online il progetto Interreg europeo AlpLinkBioEco, nato tre anni fa nell’ambito della Strategia macroregionale Alpina Eusalp con l’obiettivo di sviluppare proposte interregionali per il potenziamento delle filiere innovative operanti nel settore della bioeconomia circolare. 
AlpLinkBioEco, di cui Confindustria Lombardia è partner, nell’arco dei tre anni ha lavorato sui temi della bioeconomia e dell’economia circolare, considerati motore per la competitività, portatori di valore aggiunto per le imprese e tasselli fondamentali per raggiungere gli obiettivi del Green Deal europeo e gli Obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite.

Per sostenere la transizione da un’economia basata sui combustibili fossili a un’economia biobased, ad inizio progetto è stato sviluppato un database interattivo, il Value chain generator, mappando decine di associazioni settoriali e centinaia di aziende e successivamente sviluppando nuove catene del valore e occasioni di simbiosi industriale a livello locale, nazionale e transnazionale. Inoltre, grazie alla raccolta di input da stakeholders politici e industriali delle regioni europee coinvolte, è stato definito un piano di azione condiviso (Masterplan) per stimolare lo sviluppo della bioeconomia nello Spazio alpino.

Necessario creare condizioni di competitività

“Progetti come AlpLinkBioEco dimostrano che l’industria è l’attore principale della transizione sostenibile e le filiere innovative operanti nel settore della bioeconomia e dell’economia circolare, sono elementi fondamentali della competitività – dichiara il presidente di Confindustria Lombardia Marco Bonometti -. La crisi ci ha insegnato che la dinamicità dei territori è fondamentale e va agevolata valorizzando le specificità del contesto, costruendo un sistema interconnesso. In questa cornice, i progetti macroregionali vanno a inserirsi in un contesto omogeneo e al tempo stesso complementare dal punto di vista delle specializzazioni, creando le condizioni di competitività in cui operano le imprese, sia in termini di produzione che di valorizzazione delle risorse, in una prospettiva di circolarità. Le imprese sapranno certamente cogliere le opportunità offerte dall’economia circolare per crescere e svilupparsi in ottica ESG, ma per realizzare questa transizione servono urgentemente regole chiare e certe”.

“La sfida di oggi consiste nell’integrare la bioeconomia e l’economia circolare: unire il modello circolare a un modello che guarda all’impiego delle risorse biologiche. L’azione di Regione Lombardia  – aggiunge l’assessore all’Ambiente e clima di Regione Lombardia Raffaele Cattaneo – va in questa direzione. Mettiamo in campo politiche che guardano alla sostenibilità, in un’ottica di alleanza tra imprese e ambiente. E lo stesso va fatto anche per la bioeconomia che va sostenuta affinché sviluppi azioni che guardano all’economia circolare. Infatti, in Lombardia ci sono più di 25 mila imprese che operano nel settore biochimico, oltre un quinto del totale in Italia, che fanno della ricerca e dell’innovazione un loro punto di forza. Investono oltre 3 miliardi di euro e gli addetti del settore arrivano a 33 mila (su 50 mila in Italia). E il ruolo del Progetto AlpLinkBioEco è fondamentale perché ha creato valore, supportando le imprese in questa sfida. Il tutto all’interno di Eusalp, che vede Regione Lombardia protagonista, e dove la Green economy e la sostenibilità sono al centro delle politiche delle Regioni alpine”.

I partecipanti al progetto

Il Progetto ha visto la partecipazione di 6 Stati dell’arco alpino (Italia, Francia, Germania, Austria, Svizzera e Slovenia) e 9 Regioni, di cui 3 facenti parte dei 4 Motori d’Europa (Lombardia, Baden-Württemberg e Auvergne Rhône-Alpes). Quattordici i partner che hanno lavorato al progetto:
Plastics Innovation Competence Center – Research Center (CH); Business Upper Austria – OÖ Wirtschaftsagentur Ltd. – Regional Public Authority (AT); Poly4EmI hosts by Anteja ECG d.o.o. – Business Support Organization (SI); University of Tuscia – CSALP – University (IT); Confindustria Lombardia – Business Support Organization (IT – Lombardy); BIOPRO Baden-Württemberg GmbH – Regional Development Agency (DE –Baden-Württemberg); Hub Innovazione Trentino – Business Support Organization (IT – Trentino); Technology Center Horb GmbH&Co.KG – Business Support Organization (DE – Stuttgart); Lombardy Green Chemistry Association – Cluster (IT Lombardy); Plastipolis – Business Support Organization (FR – Auvergne Rhône-Alpes); France Clusters – Business Support Organization (FR – Auvergne Rhône-Alpes); Ministry of Education, Science and Sport – Public Administration (SI); Chemie Cluster Bavaria – Cluster (DE – Bavaria); Fraunhofer Italia – Non-profit research Organization (IT – South Tyrol).

Oltre a Regione Lombardia, il progetto ha visto la partecipazione in qualità di osservatore anche del Cluster regionale LE2C.

Immagine fornita da Shutterstock

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