La ricerca

Ai generativa, per gli insegnanti più vantaggi che rischi

Secondo il sondaggio realizzato da Capgemini quasi il 60% dei docenti delle scuole secondarie crede che l’interazione con i sistemi di intelligenza artificiale sarà una skill decisiva per i lavori del futuro. Ma molti studenti non si sentono ancora pronti

Pubblicato il 07 Giu 2023

Gli studenti di età compresa tra i 16 e i 18 anni non sono sicuri quanto i loro insegnanti che le competenze digitali li rendano pronti ad affacciarsi sul mondo del lavoro, soprattutto nell’ambito della comunicazione digitale e della data literacy. E’ una delle principali evidenze di “Future ready education: Empowering secondary school students with digital skills”, nuovo report del Capgemini Research Institute.

Il ruolo dell’Ai generativa nei sistemi educativi

 I sistemi educativi di istruzione e di formazione di tutto il mondo si stanno già muovendo per integrare o escludere strumenti di AI generativa come ChatGtp dalle attività quotidiane degli studenti, e il 48% degli insegnanti di scuola secondaria riferisce che gli istituti hanno bloccato o limitato l’uso di questi strumenti. Altri “early adopter”, al contrario, hanno scelto un approccio meno restrittivo: il 19% ha dichiarato che l’utilizzo di tali strumenti è consentito per casi d’uso specifici, mentre il 18% ha dichiarato che sta ancora valutando la loro applicabilità e utilità nelle aule.

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In generale, comunque, il 56% degli insegnanti di scuola secondaria concorda sulla necessità di adattare programmi di studio e valutazioni per analizzare le percentuali d’uso dei contenuti generati dall’intelligenza artificiale da parte degli studenti, e il 52% è dell’idea che questi strumenti possano rappresentare un cambiamento positivo per la professione di insegnante.

Rischi e opportunità: serve un bilanciamento

 In un contesto in cui il potenziale degli strumenti di AI generativa è generalmente riconosciuto, il 78% del campione degli insegnanti su scala globale esprime preoccupazioni sull’impatto negativo che potrebbero avere sui risultati di apprendimento degli studenti, ad esempio – per il 66% – sulla percezione del valore della capacità di scrittura venga sminuito sulla limitazione della creatività degli studenti (66%).

A questo si contrappongono le opportunità, con più della metà del campione degli insegnanti che vede le potenzialità dello strumento avere la meglio sui rischi, grazie alla possibilità di insegnare agli studenti a interagire e a comprendere i modelli di Ai (60%), per aiutarli a sviluppare il pensiero critico (56%) e per essere di supporto nel suggerire modifiche ai loro lavori (52%).

Il sentiment nei confronti dell’AI generativa varia in modo significativo nelle diverse aree geografiche: gli insegnanti di Stati Uniti, Regno Unito, Germania e Finlandia riconoscono l’importanza e il potenziale di questa tecnologia, molto più ad esempio di Singapore, Giappone o Francia.

Le competenze chiave per il futuro

Quanto all’importanza delle competenze digitali per gli studenti, il 64 degli insegnanti è convinto che sia utile per migliorare la preparazione al mondo del lavoro, e l’82% afferma che rendere obbligatorio l’insegnamento delle competenze digitali sarebbe un vantaggio per gli studenti.

Ma se da una parte il 70% degli insegnanti e il 64% dei genitori pensa che gli studenti abbiano le competenze per avere successo nell’attuale mercato del lavoro, soltanto il 55% dei ragazzi che tra i 16 e i 18 anni che frequentano la scuola è della stessa opinione.

Il punto di vista degli studenti

Stando allo studio del Capgemini Research Institute, mentre il 72% degli studenti di età compresa tra i 16 e i 18 anni si sente soddisfatto della propria digital literacy di base, coltanto il 47% si sente preparato per la comunicazione digitale e la data literacy. “Infondere fiducia è fondamentale per consentire agli studenti di distinguere i fatti dalla disinformazione quando navigano sul web – recita il report – Se da un lato la maggior parte degli studenti (80%) afferma di essere in grado di reperire informazioni online, dall’altro sono pochi quelli che sanno distinguere le fonti affidabili (66%) e ancora meno i fatti dalle opinioni (61%)”.

Il gap tra scuole rurali e urbane

“In linea con il nostro report del 2020 sul divario digitale, questo nuovo studio identifica gap significativi tra le scuole rurali e quelle urbane in termini di competenze digitali fondamentali per il futuro – spiega Alessandra Miata, Csr director di Capgemini in Italia – Tecnologie come l’AI generativa stanno plasmando sempre di più il nostro mondo e stanno rendendo le competenze digitali di base ancora più importanti. Riteniamo che siano anche la chiave per colmare le lacune, in particolare grazie a percorsi di apprendimento iper-personalizzati in grado di adattarsi al ritmo di ogni studente”.

“In Capgemini ci impegniamo a fare un uso responsabile delle nuove tecnologie per continuare a rafforzare le competenze digitali – conclude – Quasi 2 milioni di persone hanno già beneficiato dei nostri programmi di alfabetizzazione digitale dal 2018 e siamo orgogliosi di aver assunto il 23% dei 26.000 partecipanti alle nostre accademie digitali. Ci auguriamo che i risultati di questa ricerca siano una fonte di ispirazione per l’ecosistema di attori che si occupano delle stesse tematiche e contribuiscano alla costruzione di un futuro più sostenibile e inclusivo”.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

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