La ricerca

Ai generativa, in Italia lavoratori “positivi” sulle nuove opportunità

I dati della survey globale realizzata da Avanade: il 69% del campione prevede un ampliamento di organico, e il 79% è convinto che serviranno nuove competenze per adattarsi all’Ai. Ben il 92% crede che sia necessario adottare il nuovo paradigma per rimanere competitivi

Pubblicato il 24 Ott 2023

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Dare un quadro rappresentativo di cosa pensino i dipendenti dell’applicazione dell’intelligenza artificiale nel proprio ambiente di lavoro e sull’impatto che avrà a livello occupazionale. E’ questo l’obiettivo del Report Ai Readness, realizzato su scala globale da Avanade, azienda globale di innovazione nell’ecosistema Microsoft.

La situazione in Italia

Focalizzando l’attenzione sulle risposte che provengono dal contesto italiano, dal report emerge che i dipendenti guardano positivamente all’Intelligenza Artificiale e “sono entusiasti del suo potenziale come reale alleato sul posto di lavoro”, spiega Avanade. Secondo questa lettura entro la fine del 2024, l’AI aprirà la strada a una serie di benedici che andranno al di là del semplice miglioramento dell’efficienza dei processi, fino a dare un contributo importante in termini di creatività e innovazione. Dalla ricerca emerge che il 69% degli intervistati è convinto che entro il 2024 l’AI manterrà o addirittura aumenterà il numero di posizioni occupate da persone nella propria azienda, e il 58% si attende un incremento del personale fino al 9%.

Il nodo delle linee guida per la tutela dei dipendenti

Se i dipendenti mostrano in generale un atteggiamento positivo nei confronti dell’intelligenza artificiale, lasciano trapelare anche qualche preoccupazione sul fatto che  le aziende potrebbero non prestare sufficiente attenzione alla tutela dei propri dipendenti in ottica di adozione responsabile ed efficace dell’AI. Si ferma infatti al 57% (ma su scala globale la media è del 48%) la percentuale delle aziende italiane che ha implementato una serie completa di linee guida e politiche specifiche per l’adozione responsabile dell’IA.

Il 98% del campione italiano della ricerca, inoltre, afferma che la propria aziende e il team IT abbiano conoscenze e risorse per implementare su larga scala questa tecnologia. Il 39% del campione, poi, lamenta la mancanza di processi ben definiti per la pianificazione delle risorse umane e della forza lavoro, che sarebbero utili a garantire la protezione dei dipendenti durante l’implementazione di soluzioni di AI generativa. Infine il 44% degli intervistati dice di non avere iena fiducia nei processi di gestione del rischio in azienda rispetto all’AI generativa.

Gli effetti dell’Ai generativa e il gap di competenze

Secondo la maggioranza degli intervistati implementare soluzioni di intelligenza artificiale in azienda sarà utile per spingere sull’efficienza, sull’innovazione, ma per arrivare a questi risultati sarà necessario investire sulle competenze. I datori di lavoro, secondo i risultati del report, si trovano ad affrontare una carenza di talenti qualificati, e dovranno investire in aggiornamento, riqualificazione e formazione continua della forza lavoro.

Così, secondo il 79% degli intervistati entro la fine del 2024 i dipendenti italiani avranno bisogno di acquisire nuove competenze o svilupparne un set completamente nuovo, mentre il 92% ritiene che la propria azienda debba adottare un modello operativo AI-first nei prossimi 12 mesi.

Le strategie delle aziende sull’AI

“Anche se la maggior parte delle aziende sta aumentando gli investimenti digitali per accelerare il proprio percorso verso l’Ai – spiega Avanade – queste iniziative non hanno la stessa priorità in tutti i settori”. Così, ad esempio, a livello globale organizzazioni non profit, società di servizi pubblici e agenzie governative hanno identificato le piattaforme di dati e analisi come una delle aree di investimento meno prioritaria per il 2024, mentre banche, rivenditori e aziende energetiche hanno posto le piattaforme di dati come la loro massima priorità di investimento.

I dipendenti dei settori IT a livello globale hanno messo in evidenza soprattutto le piattaforme di dati e analisi tra le priorità principali per scalare l’AI nel 2024. In Italia invece, le priorità riguardano la modernizzazione/l’utilizzo del cloud, sicurezza informatica e piattaforme di automazione. “Tuttavia – si legge in una nota – poco più della metà dei dipendenti italiani, il 54%, ha piena fiducia nei risultati dell’IA e potrebbe incontrare difficoltà nell’estrazione di valore da questa tecnologia”.

Crescenti preoccupazioni a livello globale

“Se da un lato le aziende e i dirigenti IT sono entusiasti di creare valore tramite l’intelligenza artificiale, dall’altro emergono crescenti preoccupazioni a livello globale – afferma Florin Rotar, Chief AI Officer di Avanade – Non solo le aziende devono agire per preparare le persone, dotandole delle competenze essenziali per utilizzare l’AI in modo efficace, ma è anche il momento per i dirigenti di sviluppare strategie ben definite e responsabili per affrontare un futuro basato sull’AI”.

“Gli strumenti di AI generativa daranno ai dipendenti più tempo per creare, innovare e immaginare, consentendo alle organizzazioni di diventare leader di settore e di esplorare nuove idee in modi mai immaginati prima – conclude Jillian Moore, Global Advisory Lead di Avanade – Tuttavia, è fondamentale che i leader riconoscano e promuovano questi vantaggi fin dall’inizio. In qualità di early adopter, abbiamo constatato che la formazione continua è essenziale per esplorare le potenzialità dell’AI”.

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