Scenari

Climate Law: accordo UE su tassonomia normativa e riduzione emissioni del 55% entro il 2030

In arrivo un pacchetto di misure che vogliono rispondere alla domanda di chiarezza sulla sustainability taxonomy e sul sustainability corporate reporting in un contesto che segna l’intesa per accelerare la riduzione delle emissioni a livello continentale. Una serie di segnali positivi per i cittadini, per gli operatori della finanza sostenibile e per l’ESG

22 Apr 2021

Mauro Bellini

Direttore Responsabile ESG360.it e Direttore testate verticali Network Digital360

In concomitanza (quasi) con la Giornata mondiale della Terra l’accordo tra il Parlamento Europeo e il Consiglio Ue promette una accelerazione nel percorso verso la neutralità climatica e, soprattutto, prepara le condizioni per rendere più efficaci le azioni di tutti gli attori: paesi, organizzazioni, imprese, mondo della finanza nella misurazione delle performance ambientali. La riduzione del 55% delle emissioni entro il 2030 (in rapporto ai livelli di emissioni generate nel 1990) e l’obiettivo di azzerarle nell’orizzonte 2050 trovano ulteriore concretezza in un pacchetto di azioni destinate a fornire maggiore chiarezza e garanzie al mondo delle imprese e della finanza sostenibile. Un insieme di misure che si suddivide in tre grandi ambiti:

  • EU Taxonomy Climate Delegated Act
  • Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD)
  • Six amending Delegated Acts on fiduciary duties, investment and insurance

Nello specifico l’EU Taxonomy Climate Delegated Act intende fornire supporto diretto alla finanza sostenibile portando chiarezza nelle attività che contribuiscono a raggiungere gli obiettivi ambientali a livello europeo. Un “College of Commissioners”  ha raggiunto l’intesa su un Delegated Act che sarà adottato entro la fine di Maggio fornendo indicazioni chiare in termini di tassonomia normativa sui temi e sui progetti sostenibili. Una scelta che risponde alla grande domanda di chiarezza e di standard che arriva dal mondo ESG. I criteri adottati sono basati sulle indicazioni di un Technical Expert Group (TEG) on sustainabiel finance e sul rapporto costante con gli stakeholder. Grazie a questa misura si potrà rispondere alle attività che interessano il 40% delle compagnie quotate in settori che hanno la responsabilità dell’80% circa delle emissioni di CO2 e che attengono a comparti come energia, manifatturiero, trasporti, building.

La Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) ha lo scopo di indirizzare e favorire un flusso di informazioni per il mondo delle imprese allo scopo di rendere il reporting sulla sostenibilità più consistete anche in termini di benchmark. Anche in questo caso l’obiettivo è quello di rispondere alla domanda che arriva dal mondo finanziario, dagli investitori in generale e dagli stessi consumatori che chiedono di disporre di informazioni affidabili e comparabili per poter effettuare le proprie scelte con maggiore consapevolezza.

La componente dei six amending Delegated Acts è legata a un tema a sua volta molto importante e delicato, quello della consulenza e della gestione delle informazioni informazioni finanziarie destinate ai consumatori e alle imprese. Con questo lavoro si procede alla  creazione di una “normativa” che vuole portare chiarezza sui fiduciary duties e sulle regole per l’advisory che indirizzano scelte legate a investimenti e al mondo insurance. Questa componente del pacchetto intende dare indicazioni e supporto alle attività di operatori come consulenti, asset managers nella gestione delle tematiche di sustainability verso i clienti

La presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha presentato questo accordo e le condizioni per la legge sul clima come un passo in avanti nel percorso verde per garantire una Europa più sostenibile per le nuove generazioni.

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