Governance

Leadership e vulnerabilità, come costruire un ambiente di lavoro accogliente

Stefano Mainetti, executive chairman di adesso.it: “Lo stereotipo del capo forte e insensibile, simbolo di potere e professionalità, nelle organizzazioni agili non è più efficace. Meglio trasmettere il messaggio che la perfezione non è necessaria e che la caccia al colpevole per mostrare infallibilità è deleteria”

Pubblicato il 16 Gen 2024

In un’organizzazione agile lo stile di leadership non può essere quello del comando e controllo, ma deve essere principalmente focalizzato sull’ispirare e favorire la crescita e l’autonomia delle persone. A evidenziarlo è Stefano Mainetti, executive chairman di adesso.it, software house che ha l’obiettivo di accompagnare i clienti nel processo di trasformazione digitale individuando e cogliendo le opportunità di business presenti e future delle aziende.​

 Oggi le persone giocano un ruolo chiave all’interno delle organizzazioni. Si discute sempre di più di tematiche legate alla cultura, alla leadership e all’evoluzione dei modelli organizzativi – spiega Mainetti – Spesso si fa riferimento alla metafora di uno stormo di uccelli per definire l’evoluzione del concetto di leadership, evidenziando come in questi casi non esista un ruolo esplicito di comando, bensì un’intelligenza collettiva che permette ad una pluralità di esseri indipendenti di collaborare per ottenere uno scopo comune”.

Il tramonto della leadership di “comando e controllo”

Avere un approccio tradizionale alla leadership, secondo la vision di Mainetti, sembra una scelta perdente per qualsiasi azienda che voglia attrarre i migliori talenti sul mercato.

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La trasformazione non è però semplice, soprattutto nel caso di aziende basate su struttura organizzative gerarchiche, con informazioni e decisioni che fluiscono dall’alto verso il basso. In questi casi – spiega il manager – soprattutto i leader con più anzianità e potere, che hanno trovato riscontri positivi nei loro comportamenti come via per scalare la piramide gerarchica e pur essendo convinti che l’approccio di comando e controllo soffochi l’innovazione e non consenta l’agilità, si trovano smarriti di fronte alla necessità di adottare approcci più flessibili e orientati alla collaborazione”.

Il nuovo modello delle organizzazioni agili

Una delle principali caratteristiche dei leader “moderni” è, secondo la lettura di Mainetti, l’essere dotati di autenticità, adattabilità, empatia, insieme alla scelta di rinunciare al micro-management e di consentire di apprendere dagli errori commessi. In altre parole: l’orientamento allo sviluppo delle persone. “Queste caratteristiche – spiega – sono immediatamente riconducibili ai principi alla base dell’agilità. Possiamo quindi provare a trarre spunti da esse per fornire degli elementi solidi ai manager che vogliano affrontare la trasformazione”.

Il potere della vulnerabilità

“Nel contesto del lavoro, la vulnerabilità ha una reputazione storicamente negativa. Per alcuni, la sola parola evoca caricature di leader inadatti. Le attuali evidenze ci permettono però di comprendere come questo non sia altro che un retaggio frutto di uno stereotipo – spiega Mainetti – Nel corso degli ultimi anni, in molte organizzazioni abbiamo osservato che i leader che riescono a dare spazio alle proprie vulnerabilità sono stati in grado di costruire ambienti di lavoro psicologicamente sicuri, in cui le persone si sentono benvenute per essere se stesse. Quando le persone sono disposte a essere autentiche sul lavoro, sono più propense ad assumersi responsabilità, più disposte a correre rischi e ad impegnarsi per il raggiungimento di obiettivi sfidanti”. Di conseguenza, secondo la vision dell’executive chairman di adesso.it, “i leader capaci di mostrare vulnerabilità trasmettono un messaggio potente: la perfezione non è necessaria e la caccia al colpevole per mostrare la propria infallibilità è deleteria. I leader capaci di trasmettere anche le proprie debolezze sono in grado di creare ambienti di lavoro fiduciosi poiché ispirano autenticità e connessione, aprono spazi per la comprensione reciproca e la crescita personale e professionale”

Le scelte di adesso.it

Ma come si possono tradurre in pratica questi principi che valorizzano la vulnerabilità non come sintomo di debolezza, ma di coraggio e forza? Per farlo Mainetti porta come esempio la sua esperienza in WebScience, azienda di cui è co-fondatore ed executive chairman, che dal 1° Gennaio 2024 ha cambiato nome in adesso.it per integrarsi nel gruppo internazionale adesso SE, che conta su un fatturato superiore al miliardo di euro e su più di 10.000 dipendenti.

Cultura della fiducia

“In adesso.it, per sviluppare tale cultura investiamo molto sulla condivisione di feedback a 360 gradi – afferma Mainetti – feedback frequenti, almeno da 4 persone diverse per ogni quadrimestre, e centrati sulla crescita delle persone. Il processo è facilitato dal leader ma la responsabilità è di ciascuno all’interno dell’organizzazione”.

Apprendimento e miglioramento

La vulnerabilità apre la strada all’apprendimento continuo – prosegue il manager – Ammettere di non sapere qualcosa o di aver commesso un errore permette di imparare dagli sbagli e di migliorare costantemente, contribuendo così all’evoluzione dell’organizzazione. Per esempio, in adesso.it, ogni team di progetto, di staff o di leadership organizza periodicamente Retrospective per riconoscere le debolezze e identificare concrete azioni di miglioramento”.

Connessione e relazioni più profonde

Essere vulnerabili aiuta a costruire relazioni più autentiche e significative – aggiunge Mainetti – Quando i leader mostrano la propria vulnerabilità, possono connettersi su un livello umano più profondo con i membri del team, creando legami più solidi e durature. In adesso.it la forza delle relazioni è forse il valore più forte. Per coltivare questo valore, promuoviamo momenti di ritrovo durante l’anno in cui conoscersi come persone e mettere in gioco se’ stessi: per esempio, gli ultimi eventi aziendali sono stati concentrati sul teatro e sul gioco”.

Innovazione e creatività

Aver superato il dogma della perfezione incoraggia la creatività e l’innovazione – aggiunge – Essere aperti a nuove idee, anche se non sono perfette o completamente sviluppate, favorisce la generazione di soluzioni innovative e fuori dagli schemi. In adesso.it abbiamo attivato le Comunità di Pratica, spazio proprio dedicato a sperimentare, sbagliare, imparare e fare innovazione che crei valore per le persone e per l’azienda”.

Adattabilità al cambiamento

In un contesto di costante cambiamento, una leadership capace di trasmettere anche le proprie difficoltà consente di adattarsi più facilmente alle nuove sfide. Essere disposti ad affrontare la realtà e adattarsi alle circostanze permette all’organizzazione di rimanere agile e reattiva – conclude il manager – In adesso.it definiamo e assegniamo chiaramente obiettivi e responsabilità. Questo permette di distribuire la responsabilità e diffondere la leadership in azienda. I leader fanno leva sull’ascolto e accettano i propri limiti, senza invadere l’autonomia degli altri team. Questa chiarezza permette all’organizzazione di agire armonicamente, sfruttando l’intelligenza collettiva, essendo pronti ad affrontare il cambiamento e le nuove sfide”.

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