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Sostenibilità aziendale: la chiave per preservare l’ecosistema socio-economico sta qui

Secondo SEW-Eurodrive non esistono alternative al modello “sustainability-driven” per affrontare il futuro: “Bisogna imparare a ragionare sulla qualità del contesto d’azione e non più sulle performance della singola azienda. Cambiare mindset è una necessità in grado di offrire vantaggi enormi: primo fra tutti benessere e sopravvivenza”

Pubblicato il 12 Dic 2022

Giosué Cavallaro, Marketing Manager di SEW-Eurodrive

“Spostare il focus dalla crescita continua al benessere delle persone, inaugurando un vero approccio umano-centrico capace di recuperare attenzione sulla qualità del tempo che dedichiamo agli addetti, ma anche all’ambiente e al contesto in cui agiamo. E superare, in definitiva, quella mentalità consumistica che ha creato sistemi mirati ad efficacia ed efficienza, imparando a concentrarci sulla qualità della vita, del tempo, delle relazioni e degli spazi di lavoro”.
Secondo Giosué Cavallaro, Marketing Manager di SEW-Eurodrive, è qui che si gioca la partita più importante del momento: la sfida, ormai inevitabile, per lo sviluppo di una cultura aziendale “sustainability-driven”. Perché se all’orizzonte di questi tempi difficili esiste un vero atout da giocare per puntare al successo, il suo senso sta solo in un radicale cambio di mindset: “Un salto in grado di cambiare completamente le carte in tavola, garantendo vantaggi enormi non solo al singolo, ma all’intero ecosistema. Che così si mette nelle condizioni di raggiungere uno stato di equilibrio e, di conseguenza, di sopravvivere”.

Sostenibilità: in questo momento storico fortemente concentrato sul bisogno di preservazione dell’ecosistema socio-economico, target sempre più arduo da garantire, la parola chiave del futuro sta dunque qui. E mentre il cambio di registro risulta ancora difficile per la maggior parte dei contesti produttivi e sociali, c’è già chi di questi temi tratta da tempo con una certa confidenza. SEW-Eurodrive, ad esempio, azienda che opera nella progettazione di sistemi di automazione per tutti i principali settori industriali: perfetto caso di spinta a quella forma di innovazione che mette l’uomo e l’ambiente al centro del processo di creazione di valore aggiunto nell’intero ecosistema industriale.

Cavallaro, la sostenibilità rappresenta sempre più un driver di crescita cruciale per un business di successo. Per voi la materia è quasi scontata, ma qual è il grado di maturità delle aziende su questi temi?

“Puntualizziamo un elemento chiave del ragionamento: la sostenibilità non è un driver di crescita del business, ma un driver per la sopravvivenza dell’essere umano e di qualunque sistema socio-economico. Insomma, è un passaggio essenziale, non soltanto una scelta. E se vogliamo avere un progresso sostenibile, è un elemento imprescindibile. La sua applicazione ha impatto su tutte le aziende, ma su questi temi c’è ancora poca maturità: veniamo da 50 anni in cui il focus si è costantemente centrato sul “produrre e crescere di più”, alimentato da una dinamica consumistica derivata dalla progressiva globalizzazione che, però, ha reso insostenibile il sistema socio-economico da un punto di vista ambientale. La consapevolezza su questi temi sta crescendo solo ora, ma la strada da fare è ancora lunga: lo switch è un passaggio molto difficile, perché bisogna imparare a ragionare su un modello di business più rigenerativo, che mantenga l’attenzione sul profitto, ma in ottica di crescita più sostenibile e di stabilità dell’intero ecosistema. In pratica non posso più pensare solo al benessere del mio microsistema: devo aver cura di tutto il sistema globale. E non posso rimandare, per cui bisogna far evolvere con urgenza tutta la cultura aziendale”.

A quali benefici concreti porta lo sviluppo di una cultura “sustainability-driven”?

“Se voglio operare in un contesto sostenibile, il driver non deve essere solo il mio personale vantaggio, ma una visione ecosistemica. Cambiare questa impostazione può offrire un enorme vantaggio: di fronte a una globalizzazione che ha creato forti interdipendenze, riuscire a sviluppare una vision di questo tipo permette a tutto il sistema socio-economico di porsi in situazione di equilibrio e di sopravvivere. Il segreto è acquisire una mentalità che consideri fondamentale misurare il proprio impatto, producendo indicatori orientati a un monitoraggio concreto”.

Quali funzioni aziendali vanno coinvolte, quali asset strategici devono essere ripensati e quali innovazioni tecnologiche vanno implementate per indirizzare l’impresa verso una vera cultura della sostenibilità?

“In un contesto ‘sustainability-driven’ la trasformazione digitale diventa un vero e proprio abilitatore, perché consente di misurare, di essere connessi, di avere visione sull’ecosistema e sugli impatti aziendali. Essere ‘data-driven’ richiede proprio questo presupposto: essere in grado di riconoscere il valore in certi dati, e disporre di saggezza sufficiente per saperlo sfruttare. Per ricavare insight utili al processo di ri-sostenibilità del contesto, è fondamentale, ovviamente, acquisire una visione ecosistemica. Si tratta di un radicale cambio di mentalità: da una cultura orientata alle performance a una che mira a un obiettivo non più solo individuale. Ma per arrivare a questo risultato bisogna partire dalle persone e disporre di modelli di leadership umano-centrici, capaci di ripensare le organizzazioni dal punto di vista del senso di responsabilità. Il percorso deve vedere leader in grado di prendere decisioni condivise e, sulla sua spinta e grazie alle sperimentazioni, far evolvere tutto il tessuto aziendale verso questa vision. Quindi non serve solo una formazione digitale, ma anche la capacità di influenzare il clima aziendale, di lavorare sulla relazione con il cliente e i fornitori, di avere a cuore i temi ambientali: tutto il meccanismo aziendale deve imparare ad agire in ottica proattiva e orientata al contesto, con scelte più sostenibili”.

Qual è la vision di SEW-EURODRIVE su questi temi e in che modo vi inserite nel dibattito sulla centralità delle politiche ESG?

“Innanzitutto, ci siamo dati dei chiari obiettivi di sostenibilità a livello sociale e ambientale, coinvolgendo tutti gli stakeholder nell’analisi delle leve di maggior impatto. Abbiamo quindi iniziato a rendicontare sulla base di una mappa strategica, mixando obiettivi di varia natura, con una vision che fa della sustainability una parte integrante del nostro operato. Abbiamo stilato un Report di sostenibilità (SCARICA QUI IL DOCUMENTO ORIGINALE) e operiamo secondo gli standard GRI”.

Quali soluzioni propone SEW in ambito di Sustainability management?

“In ambito di sostenibilità energetica, ad esempio, abbiamo sviluppato il sistema Power and Energy Solutions, con cui ci concentriamo sulla riduzione dei picchi di potenza e la rigenerazione di energia per ridurre i costi a lungo termine. Utilizzando in pratica un sistema di alimentazione e gestione dell’energia su misura per l’applicazione, la soluzione consente l’attuazione delle azioni necessarie per migliorare il modo in cui l’energia viene utilizzata nei processi produttivi, garantendo piena trasparenza e il monitoraggio dettagliato dei dati di rete e di consumo e l’accumulo, per il successivo riutilizzo, di energia in eccesso.

Fra le soluzioni software proponiamo DriveRadar, piattaforma as-a-Service per la gestione degli asset, il riconoscimento dei dispositivi e la mappatura dello stato dell’impianto, finalizzata ad evitare i fermi di produzione e ottenere risultati vantaggiosi anche dalla manutenzione predittiva.

Ma il ventaglio di proposte finalizzate a favorire pratiche ESG conta anche sui nostri sistemi di assistenza mobile a guida autonoma, che collegano i singoli processi di produzione e assemblaggio supportando in modo ottimale il personale, oltre al servizio Pick-Up and Delivery, per l’ottimizzazione della logistica dei trasporti dei componenti da sostituire e i processi di acquisto dei nuovi o delle riparazioni. E ancora, offriamo un servizio di consulenza a supporto delle industrie manifatturiere nel ridefinire i processi produttivi in ottica Green Smart Factory e nel configurare veicoli a guida autonoma (AGV) più appropriati per aumentare flessibilità ed efficienza di tutte le movimentazioni all’interno dello stabilimento”.

“Il tutto – conclude Cavallaro – senza scordare il nostro impegno sul fronte Circular economy, con il progetto Remanufacturing finalizzato a rigenerare prodotti usurati: quando un componente ha un grado di usura tale da giustificarne la sostituzione, noi recuperiamo le materie e le parti ancora in buono stato e rigeneriamo l’intero motoriduttore come se fosse un componente nuovo, offrendo una garanzia di due anni proprio come un nuovo motoriduttore. E non ci dimentichiamo degli aspetti sociali: in questo ampio scenario di impegni, siamo coinvolti anche in una serie di iniziative in collaborazione con fondazioni, università ed enti. Vogliamo partire dai ragazzi per cambiare la mentalità e abbattere gli stereotipi, affermando il valore della sostenibilità come ambizione verso un mondo più paritario ed equo. Insomma, le nostre tecnologie e il nostro approccio ad ambiente e società fanno squadra con gli attori del manufacturing e contribuiscono a realizzare l’obiettivo chiave del futuro di tutti noi: preservare il sistema sociale ed economico, tutelare il pianeta e le generazioni attuali e future”.

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Veronica Balocco
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