Nuovi scenari

Simbiosi industriale e Circular economy: stanno qui le basi del nuovo capitalismo

La crescita dei distretti produttivi, attraverso l’economia circolare, riduce i costi di produzione, rende le imprese più competitive e crea nuove opportunità di lavoro, in un modello economico inclusivo e rigenerativo: il punto al convegno del magazine I,WE del Gruppo EcoEridania, ad EcoMondo

Pubblicato il 10 Nov 2023

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La simbiosi industriale come chiave per la condivisione di risorse, materie prime, energia e sottoprodotti e per il raggiungimento di un nuovo capitalismo di tipo inclusivo e di modelli economici rigenerativi è stato il tema chiave del primo dei convegni del Gruppo EcoEridania a Rimini, nell’ambito della 26ª edizione di EcoMondo.

L’azienda, leader a livello europeo nei servizi ambientali per rifiuti di origine sanitaria e tra i principali player nei rifiuti industriali e nell’end of waste, ha promosso l’evento – intitolato “La ricerca di un nuovo modello economico. Simbiosi ed economia circolare guidano la crescita dei distretti produttivi” – con il magazine I,WE – Inclusion, Welfare, Environment, di cui Gruppo EcoEridania è editore insieme a Edizioni Este, in collaborazione con Fiap Autotrasportatori e moderato da Chiara Lupi, direttrice editoriale della casa editrice Este.

Ridurre rifiuti, costi e impatto con un approccio eco-innovativo

Adottare un nuovo approccio eco-innovativo – è emerso nel corso dell’incontro, con il pieno sostegno del Ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin  – permetterebbe di ridurre rifiuti, costi di produzione e impatto ambientale. L’economia circolare, che mira a ridurre al minimo gli sprechi e a valorizzare i materiali e le risorse, e la simbiosi industriale possono infatti contribuire alla crescita dei distretti produttivi, riducendo i costi di produzione, rendendo le imprese più competitive, rendendo i distretti stessi più sostenibili e rispettosi dell’ambiente, creando nuove opportunità di lavoro, stimolando l’innovazione e la crescita economica.

Tra gli speaker, Ada Rosa Balzan, Direttrice I,WE – Inclusion, Welfare, Environment, sottolineando l’importanza dei distretti, ha affermato: “L’economia lineare ha finito il suo tempo, occorre creare distretti simbiotici che possono lavorare insieme nell’interesse di tutti. I distretti produttivi, in particolare quelli industriali, sono luoghi particolarmente adatti per la simbiosi industriale. In questi territori, le imprese sono vicine tra loro e operano in settori complementari, facilitando la creazione di sinergie e la condivisione delle risorse.”

Oltre ad accelerare la transizione verde, la circolarità consente inoltre la nascita di nuovi soggetti economici e imprenditoriali, come nel caso di Circularity, raccontato da Camilla Colucci, Co-founder & CEO Circularity e vicepresidente Innovatec con deleghe ESG che ha raccontato l’obiettivo del progetto Circularity: creare una piattaforma per “trovare partner industriali e migliorare l’uso delle risorse delle imprese, prevedendo un sistema di misurazione dell’impatto ambientale”.

Investimenti per recuperare materie prime

Nel corso dell’evento, si è dato spazio anche ai settori dei trasporti e della logistica con l’intervento di Alessandro Peron, Segretario Generale FIAP, che ha evidenziato la necessità di mettere in campo investimenti per permettere alle imprese di recuperare materie prime: “Questo ci permetterebbe di non dipendere dagli altri ma di diventare autoproduttori di materia prima”, cui ha fatto seguito quello di Pierpaolo Parodi, Direttore Logistico Gruppo EcoEridania, sulla necessità di ridurre la quantità di energia necessaria al trasporto: “Occorrono, a nostro parere, una gestione e una manutenzione attente dei veicoli ma soprattutto, pensare all’elemento che può fare la differenza: il biocarburante”.

Confronto costante con stakeholder pubblici e privati

Con Laura Cutaia, Presidente SUN- Symbiosis User Network ENEA, si è discusso poi anche della necessità di un confronto costante con stakeholder pubblici e privati per superare le difficoltà implementative della simbiosi: “Le organizzazioni del territorio devono guardare alle risorse che hanno in esubero progettandole per le destinazioni concrete che hanno sul territorio”, mentre con Mariano Serratore, Direttore ICEA Istituto di Certificazione etica ambientale, ci si è soffermati sul tema della tracciabilità come sinonimo di trasparenza: “La tracciabilità presuppone un processo di certificazione che crea valore per l’azienda e per il consumatore finale ed è anche la base per di un modello di simbiosi industriale che funziona”.

Infine, l’intervento di Fabio Fava, Professore ordinario di biotecnologie industriali e ambientali Scuola di Ingegneria dell’Università di Bologna e presidente Comitato Scientifico di EcoMondo, sull’importanza della bioeconomia per la creazione di un ecosistema più resiliente e sostenibile che riesca a rigenerare la biodiversità.

A chiudere l’evento, si è annunciato il prossimo appuntamento organizzato dalla rivista I,WE che si terrà a Padova il prossimo 30 novembre e approfondirà il ruolo della formazione nella progettazione di un mondo sostenibile.

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