NetCom Point of View

Mobility as a Service: le sfide da affrontare nell’implementazione

Il cambiamento di paradigma del mondo della mobilità è legato all’innovazione tecnologica. NetCom Group partecipa attivamente a una serie di progetti che puntano a introdurre servizi innovativi

05 Set 2022

Gianluigi Torchiani

Giornalista

Le modalità con cui le persone si spostano lungo il territorio, così come sono trasportate merci e manufatti, hanno degli impatti rilevanti sull’ambiente e la qualità della vita. L’attuale modello di mobilità, fondato su un utilizzo intensivo delle vetture private, si è dimostrato incapace di assicurare il giusto grado di sostenibilità ed è anzi fonte di stress e preoccupazioni per gli utenti e il territorio.

La Mobility as a Service

Non a caso, da alcuni anni a questa parte, si sta cercando di promuovere un nuovo tipo di mobilità, in particolare grazie al supporto delle nuove tecnologie digitali, che hanno le potenzialità per cambiare radicalmente l’attuale quadro. Abilitando l’erogazione di nuovi servizi volti alla promozione di una guida consapevole, alla mobilità sostenibile e all’incremento dei livelli di sicurezza stradale​.

In particolare, a questa esigenza risponde il paradigma della Mobility as a Service (MaaS), che mira a integrare più modalità di trasporto (es. autobus, bike sharing, car sharing) attraverso piattaforme di intermediazione, fornendo agli utenti finali una varietà di servizi che vanno dalla pianificazione del viaggio alla prenotazione e ai pagamenti. Più in generale si parla anche di ITS (Intelligent Transpostation System), ovvero come l’insieme di procedure, sistemi e tecnologie che consentono di ottimizzare le modalità di trasporto di persone e merci.

La spinta di normative e investimenti

Secondo NetCom Group, realtà consulenziale che da anni accompagna anche l’evoluzione del mondo dei trasporti, perché la mobilità possa davvero evolversi in senso intelligente, occorre considerare tre aspetti.

Innanzitutto, ci devono essere le Smart Roads, ovvero strade, autostrade e altre infrastrutture in grado di comunicare e interconnettersi con veicoli e sistemi utili alla sicurezza e alla sostenibilità ambientale. In tale direzione c’è una spinta della normativa: il DM 70/2018 ha promosso la sperimentazione su strada delle Smart Road e la guida connessa e automatica. Inoltre, un attore importante come Anas ha messo sul piatto 1 miliardo di euro da investire per la fornitura e l’installazione di sistemi tecnologici avanzati per infomobilità e sicurezza ed è stato avviato un progetto per rendere smart oltre 3.000 km di rete.

Un secondo prerequisito è che i veicoli siano sempre più automatizzati (ad esempio con i sistemi di assistenza alla guida): la notizia positiva è che tutte le normative di settore vanno sempre più in questa direzione. I principali OEM del mondo manufacturing, inoltre, hanno investito ben 50 miliardi di dollari nell’Automazione Avanzata.

Il terzo aspetto è quello della connettività, fronte su cui c’è forse ancora più strada da fare, ma anche in questo caso i soldi sul piatto non mancano: Volkswagen investirà 3.5 miliardi di euro entro il 2025 per immettere sul mercato auto connesse a Internet, mentre Ford altri 375 milioni di dollari. C’è poi da segnalare la nascita di associazioni come la 5G automotive association, che comprende Audi, Bmw, Daimler, Ericsson, Huawei, Intel, Nokia e Qualcomm, impegnata a lavorare proprio sul fronte connettività.

Una rivoluzione oggi possibile

Più in generale, come mette in evidenza Enrico Landolfi R&D Manager di NetCom Group, “La grande differenza rispetto al recente passato, in cui di questi discorsi erano soprattutto teorici, è che oggi le tecnologie sembrano effettivamente mature per consentire un cambio di passo. Di MaaS si parla da anni, ma ora abbiamo a disposizione delle tecnologie che ci permettono di mettere in atto delle azioni data-driven. Oggi, infatti, abbiamo la possibilità di acquisire dati da una strada intelligente, mettendo in correlazione dati meteo e ambientali grazie ai sensori, piuttosto che da dispositivi che monitorano flussi di traffico. Soprattutto con i processi data-driven si possono mettere a fattor comune queste sorgenti di dati eterogenei per erogare dei servizi innovativi: ad esempio permettendo all’utente di decidere quale mezzo prendere per spostarsi in un determinato posto a seconda delle condizioni meteo”. In questo senso gli attori del mondo TLC, nell’ottica di NetCom Group possono e devono giocare un ruolo fondamentale nel promuovere processi di digitalizzazione data-driven basati sulle reti di comunicazione e le tecnologie IoT​ (Internet of Things). Soprattutto, mettendo a disposizione dei Mobility Operator le proprie infrastrutture abilitanti. “Le aziende che operano nel mondo TLC possono diventare dei veri e propri technology provider. Per questo sottolineo che non è necessario installare nuove infrastrutture sul mercato: le antenne e le torri di telecomunicazioni già esistenti possono essere facilmente equipaggiate per abilitare l’erogazione dei servizi MaaS e ITS”.

I progetti di NetCom Group

Fondamentale sarà anche il contributo delle università e dei centri di ricerca: servono infatti figure trasversali per progettare e trattare questo tipo di servizi. E naturalmente, anche l’avvio di progetti qualificati, capaci di spingere in avanti il settore. Come ad esempio C-Mobility, legato alla connettività dei veicoli, ricompreso nel Programma Borgo 4.0 e finanziato dalla Regione Campania (POR FESR 2014/2020), in cui NetCom Group è parte attiva: il progetto è finalizzato alla realizzazione di servizi per la guida cooperativa fra veicoli connessi a una Smart Road, in cui sviluppare e testare algoritmi efficienti per il monitoraggio del conducente e per la predizione di potenziali rischi/pericoli per conducenti, passeggeri e utenti di un’infrastruttura stradale secondo paradigmi V2X (Vehicle to Everything). Sempre nell’ambito di Borgo 4.0 è in fase di realizzazione il progetto E-mobility, dedicato al miglioramento della longevità delle batterie usate dai veicoli elettrici: NetCom Group lavora all’introduzione di nuovi componenti su un veicolo full-electric attualmente disponibile sul mercato, sia a livello di powertrain che sistema di ricarica con relativa infrastruttura, introducendo metodologie data-driven per la corrispondente manutenzione predittiva dei sistemi e sottosistemi individuati.

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