Avanade Point of View

Da Avanade un’applicazione che misura la footprint digitale di Tenova

La società del gruppo Techint specializzata in soluzioni per l’industria metallurgica e per quella mineraria, impegnata in progetti incentrati su cloud e IoT, potrà così monitorare l’impatto ambientale delle proprie strategie di digitalizzazione

20 Apr 2022

Gianluigi Torchiani

Giornalista

Le organizzazioni di tutti i settori stanno sempre più integrando la sostenibilità nel proprio business, spinte dalle esigenti normative ambientali e da una mutata sensibilità dell’opinione pubblica. Parallelamente, un altro percorso ampiamente avviato è quello della digitalizzazione, ovvero l’adozione di nuove tecnologie digitali in grado di migliorare le performance e ottimizzare i costi aziendali. Inevitabilmente, queste due strade si intersecano, tanto che molto spesso i progetti di digital transformation vengono presentati come propedeutici alla riduzione di emissioni e altri impatti, grazie ad esempio alla sostenibilità intrinseca del cloud in termini di risparmio energetico o alla possibilità di monitoraggio dei consumi. Ma le cose stanno davvero così? O meglio, le aziende si stanno davvero occupando di misurare quale sia l’impatto ambientale delle nuove soluzioni tecnologiche? Un innovativo progetto in tal senso è stato recentemente avviato in Italia da Tenova, realtà industriale del Gruppo Techint specializzata nello sviluppo di soluzioni sostenibili, innovative e affidabili per l’industria metallurgica e per quella mineraria, e Avanade, fornitore leader di servizi digitali innovativi, cloud e soluzioni verticali nell’ecosistema Microsoft.

La sostenibilità per Tenova

La tematica della sostenibilità è centrale nell’attività di Tenova, tanto da essere uno dei quattro principali committment dell’azienda, insieme a innovazione, sicurezza e affidabilità. Il gruppo serve infatti un settore hard-to-abate (cioè in cui è più difficile abbattere le emissioni di gas serra) e ha perciò sempre avuto tra i suoi obiettivi anche quello di rendere le proprie tecnologie più efficienti e performanti in termini di consumo di risorse ed energia, così da diminuire l’impatto sull’ambiente. “L’azienda lavora a fianco dei suoi clienti-partner per progettare e sviluppare tecnologie e servizi capaci di migliorare le loro attività sia nel presente, sia nel futuro, creando soluzioni che aiutano le aziende metallurgiche e minerarie a ridurre i costi, risparmiare energia, limitare l’impatto ambientale e migliorare le condizioni di lavoro dei propri dipendenti. Grazie a uno staff dinamico e dalle idee innovative, che conta oltre 2.200 dipendenti distribuiti in 19 paesi, Tenova è in grado di comprendere al meglio le esigenze dei suoi partner internazionali”, racconta Francesca Tagliati, Corporate Communications Coordinator di Tenova.

Foto di Francesca Tagliati
Francesca Tagliati, Corporate Communications Coordinator di Tenova

I progetti di Trasformazione digitale

Allo stesso tempo, Tenova ha deciso di percorrere la strada della digitalizzazione. In particolare, negli ultimi cinque anni è stato abbracciato il concetto più ampio di digital transformation in modo olistico e integrato con numerose iniziative di varia natura. Nel 2017 è stato costituito il Team Digital con l’obiettivo di ideare, creare e sviluppare progetti di trasformazione digitale in modo trasversale. “Ci siamo mossi principalmente lungo due direttrici: l’ottimizzazione e innovazione di processi interni, con progetti dedicati alla costruzione di un mindset digital condiviso, e lo sviluppo di nuovi prodotti e servizi digitali per i nostri clienti del settore metallurgico. È proprio in quest’ultimo stream di progetti che l’IoT gioca un ruolo di primissimo piano. Tenova ha realizzato una propria piattaforma IoT basata su tecnologie Microsoft caratterizzata da un’estrema verticalizzazione sui bisogni e le esigenze della nostra industria, e con il fondamentale contributo di Avanade assicuriamo che siano sempre implementate le migliori scelte architetturali e pratiche di sviluppo”, evidenzia Stefano Moroni, IoT Platform Manager di Tenova.

Foto di Stefano Moroni
Stefano Moroni, IoT Platform Manager di Tenova

In questo contesto si colloca la collaborazione di Tenova con Avanade, un confronto e dialogo all’insegna dell’Open Innovation che ha visto Tenova tra i partecipanti della scorsa edizione della School of Innovation. “È stata un’iniziativa molto utile e apprezzata che ci ha permesso di avere un contatto stretto con altri attori che hanno intrapreso un percorso di digital transformation nelle rispettive aziende. Il contesto non competitivo ha consentito ai partecipanti di condividere il proprio percorso e, da questa condivisione, è emerso come aziende operanti in settori e mercati diversi debbano affrontare sfide molto simili, alle quali rispondono con strategie paragonabili. Questo ha permesso di creare sinergie con altri soggetti intorno a temi molto specifici di trasformazione digitale: sinergie che potranno essere ulteriormente sviluppate in successivi incontri dedicati a temi specifici”, puntualizza Moroni.

Come e perché calcolare la footprint digitale

La collaborazione tra Tenova e Avanade sulle tematiche dell’innovazione (piattaforme cloud e IoT) si è poi progressivamente intrecciata con il filone della sostenibilità. Partendo da un presupposto: nel momento in cui le soluzioni IoT – su cui gli impianti Tenova stanno facendo sempre più leva – funzioneranno a pieno regime, si produrranno grandi quantità di dati che, come accennato, saranno sicuramente utili in un’ottica di business, ma che byte dopo byte andranno ad accumularsi nei data center del provider cloud. Questi ultimi, per il proprio funzionamento, hanno bisogno di elettricità e altre risorse, come quelle idriche. L’impatto ambientale prodotto da tale attività può però essere misurato: Avanade ha infatti sviluppato un portafoglio di servizi per calcolare e monitorare costantemente in modo semplice le emissioni dirette e indirette di gas a effetto serra (GHG) generate dai servizi erogati della piattaforma IoT di Tenova, a sua volta ospitata sul cloud Azure per poter così effettuare le scelte e le ottimizzazioni implementative non solo sulle tradizionali dimensioni di feasibility, viability e desirability, ma ora anche valutando gli aspetti di sustainability.

È proprio questo l’aspetto rivoluzionario dell’approccio di Tenova alla sostenibilità: lavorare su un tema che riguarda le aziende di tutti i settori, ma che in molti stanno sottovalutando o per niente considerando, ossia “qual è la footprint delle soluzioni digitali”.

“Esistono opportune soluzioni analitiche messe a disposizione dai vendor tecnologici che permettono di calcolare questo impatto, concentrandosi ad esempio sulla footprint dell’infrastruttura cloud in termini di consumi equivalenti, che indirizzano non tanto la produzione diretta di emissioni ma le tematiche di Scopo 2 e Scopo 3, generate cioè dai fornitori di servizi, ma che vanno a incidere sulla footprint aziendale complessiva e su quella dei servizi digitali offerti ai propri clienti. Questo nuovo approccio è partito da poco ma già oggi possiamo fornire a Tenova a cadenza regolare un’evidenza della footprint dell’architettura cloud in funzione del livello di utilizzo delle risorse.

È proprio grazie a questa baseline che per l’azienda diventa possibile valutare l’impatto e pianificare i propri futuri interventi di trasformazione digitale anche in un’ottica di riduzione della footprint complessiva. Si tratta di uno dei primi progetti di questo tipo, ma certamente non l’ultimo dal momento che il mercato sta cominciando a dimostrare la giusta sensibilità rispetto alle emissioni di carbonio anche nel dominio digitale”, evidenzia Andrea Silvestri, Innovation Lead di Avanade Italia.

Foto di Andrea Silvestri
Andrea Silvestri, Innovation Lead di Avanade Italia

Il principio della Sustainability by design

Questa collaborazione permette dunque a Tenova di dotarsi di un approccio improntato alla “Sustainability by Design” anche nell’Information Technology, così da progettare tecnologie nativamente sostenibili e a basso impatto ambientale, a tutto vantaggio dell’attività dei clienti finali: “Non scordiamoci che il calcolo dei GHG è cruciale per i nostri clienti: molti di loro, infatti, si sono già dati degli obiettivi in linea con gli accordi di Parigi, alcuni si sono addirittura impegnati al raggiungimento della neutralità carbonica. Fornire loro dati precisi sull’impatto delle soluzioni cloud non può che essere un valore aggiunto per Tenova, che si propone come il partner giusto per affrontare le sfide della transizione energetica”, conclude Tagliati.

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Gianluigi Torchiani
Giornalista

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