Ricerche

Vegetazione urbana e qualità dell’aria: due nuovi studi ENEA

Condotti da ENEA e pubblicati sulla rivista scientifica ‘Forests’ gli studi analizzano l’effetto della vegetazione nelle aree urbane sulla temperatura, la velocità del vento e gli inquinanti atmosferici

Pubblicato il 18 Dic 2023

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Risultati positivi in termini di mitigazione della temperatura e della velocità del vento, ma non necessariamente anche a livello di diminuzione degli inquinanti.  Queste, in estrema sintesi, sono le conclusioni a cui sono giunti due studi condotti da ENEA e pubblicati sulla rivista scientifica “Forests”, nell’ambito del progetto Life VEG-GAP.

“Abbiamo implementato modelli di qualità dell’aria, configurandoli per includere in modo più accurato la vegetazione esistente e la struttura urbana. Abbiamo stimato l’ammontare di inquinanti rimossi, evidenziando che tale rimozione non assicura sempre un miglioramento della qualità dell’aria a livello locale”, osserva Mihaela Mircea, ricercatrice presso il Laboratorio Inquinamento atmosferico dell’ENEA e responsabile del progetto. Nel corso dello scorso luglio, gli studiosi dell’ENEA hanno osservato che nelle tre città analizzate (Milano, Bologna e Madrid), la vegetazione conferma il suo ruolo come elemento per l’adattamento ai cambiamenti climatici e nell’ambito della ricerca ha contribuito a ridurre localmente le temperature fino a 0,8 °C a Milano, 0,6 °C a Madrid e 0,4 °C a Bologna.

La riduzione degli inquinanti sono soggette a interazioni complesse

Le concentrazioni di inquinanti hanno invece mostrato variazioni stagionali e geografiche, poiché sono il prodotto di interazioni complesse tra centinaia di gas e composti chimici influenzati dalle condizioni meteorologiche ed emissioni. Durante l’estate, l’ozono, particolarmente sensibile alle emissioni delle piante, ha registrato una diminuzione a Madrid (fino a -7,40 µg/m3), ma un incremento a Milano (fino a +2,67 µg/m3).

Le fluttuazioni dell’ozono sono inversamente proporzionali a quelle di un altro inquinante, il biossido di azoto: quest’ultimo ha infatti mostrato un aumento a Madrid (fino a +7,17 µg/m3) e una diminuzione a Milano (fino a -3,01 µg/m3). Per quanto riguarda le particelle atmosferiche (PM10), la vegetazione ha avuto un impatto maggiore a gennaio, coincidendo con l’aumento delle emissioni antropiche, e ha evidenziato riduzioni a Milano (fino a -3,14 µg/m3) e incrementi a Madrid (fino a +2,01 µg/m3).

La vegetazione esercita i suoi effetti su tutta l’area urbana, non solo nelle zone verdi e non solo durante la stagione estiva. Gli alberi decidui modificano le proprietà dell’aria anche in inverno, agendo come barriere che rallentano la velocità del vento e la dispersione degli inquinanti. Inoltre funzionano come fonti di acqua attraverso il terreno permeabile circostante, aumentando così l’umidità relativa dell’aria.

“Le nostre ricerche hanno preso in considerazione l’interazione costante tra la vegetazione e l’aria urbana e possono essere applicate in qualsiasi città dotata di un inventario della vegetazione esistente”, conclude Mircea.

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