Sostenibilità, un “must” per un terzo delle famiglie italiane

Secondo l’indagine GfK #WhoCaresWhoDoes, sono sempre più numerosi i consumatori italiani che evitano di acquistare prodotti che possano avere un impatto negativo sull’ambiente o sulla società. Una tendenza che si conferma nonostante la pandemia da Covid-19

Pubblicato il 20 Gen 2021

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Stop all’acquisto di prodotti o servizi che possano avere un impatto negativo sull’ambiente o sulla società. E’ la scelta confermata dal 36% delle famiglie italiane, mentre il 30% evita i prodotti con un imballaggio in plastica, quando esiste un’alternativa. Questi sono solo alcuni dei risultati della recente indagine di GfK sulla sostenibilità e le preoccupazioni ambientali, #WhoCaresWhoDoes, la quale rivela anche che sono soprattutto i ragazzi a influenzare comportamenti di acquisto più sostenibili da parte delle loro famiglie.

Secondo quanto emerge dall’indagine, oggi più che mai la sostenibilità e l’attenzione per la salvaguardia del pianeta sono in cima alle preoccupazioni dei consumatori, tanto che un numero crescente di persone sta modificando i propri comportamenti per effetto della crescente sensibilità ai temi ambientali. A livello europeo, una famiglia su tre (35%) ha smesso di acquistare determinati prodotti e/o servizi a causa del loro impatto negativo sull’ambiente o sulla società.

Attenzione all’impatto dei prodotti e al riciclo

In linea con queste tendenze, anche i consumatori italiani si dimostrano molto attenti alla sostenibilità: il 30% dichiara di evitare i prodotti con imballaggi in plastica e il 36% ha smesso di acquistare certi prodotti e servizi a causa del loro impatto negativo; una percentuale che sale al 65% per il segmento degli Eco Active, che comprende i consumatori più ingaggiati dalle tematiche ambientali.

I risultati dell’indagine mettono in evidenza che gli italiani risultano in media ben disposti anche rispetto al tema del riciclo e dichiarano di riciclare molto di più rispetto alla media mondiale. Dalle ricerche GfK emerge però che per il 58% delle famiglie è ancora poco chiaro cosa succede ai prodotti quando vengono riciclati.
Un altro aspetto importante è quello degli imballaggi: oltre la metà delle famiglie italiane si aspetta che le aziende mettano a disposizione confezioni fatte da materiale riciclabile al 100%, di materiali alternativi alla plastica o di plastica biodegradabile.

Home e personal care in cima alla classifica dei prodotti “critici”

Guardando invece alle categorie di prodotto dove gli shopper ritengono di avere un’influenza maggiore in termini di sostenibilità, per l’Italia troviamo ai primi posti l’home e il personal care, mentre a livello europeo, invece, si piazzano in cima alla classifica frutta e verdura.
La sostenibilità e l’attenzione per la salvaguardia del pianeta sempre più centrali per i consumatori. Un dato che nessun brand può permettersi di ignorare, anche perché ben il 62% degli italiani preferisce comprare prodotti da aziende che dimostrano attenzione all’ambiente.

Scelte condizionate dai figli e dagli amici

Che cosa dire poi dei ruoli più “influencer” su queste tematiche? Nel 2019, quando è stata lanciata la ricerca GfK #WhoCaresWhoDoes, sembrava che i temi green fossero importanti soprattutto per i più giovani, che si stavano attivando a livello globale con il movimento “Fridays for Future”. Quest’anno il mondo si è trovato ad affrontare una minaccia inattesa: la pandemia da Coronavirus. Nonostante questo, anche nel 2020 l’ambiente è rimasto in cima alle preoccupazioni dei consumatori. Ancora una volta sono i più giovani a fare la differenza, indirizzando i consumi delle famiglie verso una approccio più sostenibile.

Secondo quanto emerge dallo studio GfK, in Europa i responsabili degli acquisti famigliari vengono influenzati nelle loro scelte principalmente dai figli (45%), seguiti dagli amici (42%), dal coniuge (37%) e dai genitori (19%). Le opinioni dei membri più giovani delle famiglie contano di più di quelle dei politici (14%), dei media (13%) e delle celebrità (9%). Di conseguenza, per produttori e retailer oggi è ancora più importante tenere conto dell’orientamento delle generazioni più giovani rispetto alle tematiche ambientali per impostare le proprie strategie di crescita future.

Tutte le scelte d’acquisto possono fare la differenza

Dai risultati della ricerca emerge che i consumatori sono sempre più convinti che i propri comportamenti di acquisto possano avere un effetto positivo sull’ambiente. Secondo il 40% degli intervistati, sono soprattutto i produttori di beni e servizi a poter fare la differenza nel ridurre l’impatto ambientale, seguiti dai governi con il 35%.

La percentuale di consumatori che cerca di evitare i rifiuti in plastica varia da Paese a Paese, ma ovunque risulta in crescita il segmento dei consumatori Eco Active, vale a dire di colore che si sentono responsabili in prima persona e stanno modificando i propri comportamenti di acquisto. A livello europeo questo segmento arriva a pesare il 24% e la Germania è il paese che vanta il maggior numero di consumatori Eco Active (38%). Seguono in classifica l’Irlanda, la Slovacchia (25%), la Spagna (24%), l’Italia e la Gran Bretagna (entrambe 23%). In alcuni Paesi, in particolare Spagna e Francia, il segmento di consumatori Eco Active ha registrato una crescita significativa rispetto allo scorso anno.
Un altro gruppo molto rilevante è quello dei consumatori Eco Considerer (43% del totale a livello europeo) che include coloro che si dichiarano preoccupati per i rifiuti in plastica e che modificano di tanto in tanto i propri comportamenti, ma che ritengono importante soprattutto un’azione più incisiva da parte delle aziende e dei governi.

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