Edifici sostenibili

Riscaldamento residenziale, da Daikin piano in 4 mosse per la decarbonizzazione

Il primo obiettivo è di aumentare la quota di sistemi di riscaldamento e raffrescamento da fonti rinnovabili al 40% entro il 2030. Patrick Crombez: “Le parole non servono più, ora servono azioni chiare per arrivare a un’Europa carbon neutral entro il 2050”

03 Giu 2021

Un piano in 4 fasi per trasformare il riscaldamento e il raffrescamento residenziale, riducendo le emissioni di CO2 prodotte dagli edifici grazie all’aumento della quota di sistemi da fonti rinnovabili al 40% entro il 2030. A proporlo è Daikin, in linea con l’obiettivo di ridurre le emissioni di CO2 dal 40% al 55% entro il 2030, come stabilito il 21 aprile con l’approvazione della Legge europea sul clima.

La maggior parte dei complessi residenziali, spiega la multinazionale giapponese specializzata in sistemi di climatizzazione e riscaldamento per applicazioni residenziali, commerciali, alberghieri e industriali, è ancora riscaldata con sistemi obsoleti e che spesso utilizzano combustibili fossili inquinanti, come ad esempio metano, carbone e gasolio. “Ad oggi – spiega l’azienda – il parco immobiliare europeo è responsabile di circa il 36% di tutte le emissioni di CO2 nell’UE.”

“È necessaria una strategia chiara e accessibile per decarbonizzare il riscaldamento ad uso residenziale – afferma Patrick Crombez, General Manager Heating and Renewables di Daikin – Le tecnologie rinnovabili giocano un ruolo chiave nel raggiungimento dei nuovi obiettivi, specialmente nel mercato delle sostituzioni. Daikin ha da subito condiviso questi obiettivi ambiziosi e ha preso l’iniziativa creando questa guida in 4 passi per trasformare il riscaldamento residenziale”.

Ma veniamo ai quattro passi per la decarbonizzazione proposti da Daikin. Il primo consiste nel rafforzare le nuove norme in materia di consumo energetico nell’edilizia. Secondo le stime dell’azienda infatti le pompe di calore, attualmente, occupano già il 50% della quota di mercato delle nuove case (unifamiliari) in tutta Europa, mentre occorrerebbe rafforzare le norme attuali in modo che le pompe di calore diventino lo standard.

Il secondo passo è quello di aumentare il tasso di sostituzione: “Per raggiungere gli obiettivi della Legge europea sul clima, il tasso di sostituzione deve raddoppiare dall’1% al 2% entro il 2030 – spiega Daikin – Con l’aumento del tasso di sostituzione, i sistemi obsoleti verrebbero sostituiti da sistemi a maggiore efficienza energetica, che porterebbero in questo modo a una riduzione delle emissioni. La sfida successiva è incoraggiare i cittadini europei a scegliere soluzioni con fonti rinnovabili. Questo implica la necessità di spiegare su larga scala che i sistemi di riscaldamento da fonti rinnovabili, come le pompe di calore, sono una soluzione efficiente, conveniente e consolidata.

Si arriva così al terzo passo, che consiste nel porre fine agli incentivi per i combustibili fossili. “Gli esponenti politici dovrebbero evitare di fornire incentivi per i combustibili fossili – spiega Daikin – Attualmente, gli incentivi diretti o indiretti vanno a vantaggio delle caldaie a gasolio o a gas piuttosto che delle pompe di calore. Vengono rese più economiche e più accessibili, ed è per questo che anche le tecnologie rinnovabili hanno bisogno di poter competere alle medesime condizioni”.

Infine sarebbe importante che il riscaldamento da fonti rinnovabili diventi lo standard per la sostituzione. “Daikin – conclude la società, che si è data l’obiettivo di diventare carbon neutral entro il 2050 – ritiene che le pompe di calore siano la soluzione migliore. Sono infatti sempre più in grado di raggiungere alti livelli di efficienza, anche a temperature esterne molto basse. Sono quindi adatte per qualsiasi tipo di casa o appartamento. L’impiego di fonti di energia rinnovabile per riscaldare la propria abitazione riduce sia il consumo di combustibili fossili inquinanti che le emissioni di CO2”.

“Noi di Daikin – conclude Crombez – stiamo lavorando ogni giorno per trasformare questi 4 passi in realtà. La tecnologia per farlo c’è, abbiamo investito in questo. Vogliamo fare in modo che la nostra rete di installatori si unisca alla causa. Le pompe di calore sono il futuro del mercato della sostituzione ed è nostro dovere convincere tutte le parti interessate. I segnali sono inequivocabili, dobbiamo agire ora. Le parole non bastano più, servono azioni chiare. Questo è l’unico modo per rendere l’Europa climaticamente neutra entro il 2050”.

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