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Green Bond: a ottobre la prima emissione della Commissione Europea

Prevista per il mese di ottobre la prima tranche di emissione di obbligazioni verdi. In cinque anni possibili emissioni per 250 miliardi di euro. Stretta aderenza ai principi del PNRR

08 Set 2021

È prevista per il prossimo mese di ottobre la prima emissione di obbligazioni verdi, i green bond, da parte della Commissione Europea. Parliamo di obbligazioni che assicurano all’investitore che i fondi mobilitati saranno destinati a progetti verdi sul cui impatto la Commissione è tenuta a relazionare.
Si tratta, per l’appunto, di una prima tranche di un impegno che potrebbe arrivare da qui al 2026 a 250 miliardi di obbligazioni verdi, pari al 30% del totale del NextGenerationEU.
Per quest’anno si parla di emissioni di obbligazioni a lungo termine per circa 80 miliardi, da integrare con decine di miliardi di euro di buoni dell’UE a breve termine. L’emissione avverrà mediante un’asta e un’emissione sindacata al mese.

Le finalità dei Green Bond

Il quadro di riferimento per le obbligazioni verdi NextGenerationEU, elaborato secondo i principi dell’International Capital Market Association (ICMA) e sottoposto alla revisione dell’agenzia di rating ESG Vigeo Eiris, garantisce alla comunità degli investitori come i fondi raccolti dall’emissione di obbligazioni verdi NextGenerationEU saranno utilizzati per conseguire obiettivi verdi: questo significa che i proventi delle obbligazioni verdi finanzieranno la quota di spesa pertinente per il clima nel PNRR, secondo il quale ogni Stato membro deve destinare almeno il 37% del proprio piano a investimenti e riforme pertinenti per il clima.
Gli Stati membri riferiranno alla Commissione in merito alle spese verdi effettuate e la Commissione utilizzerà queste informazioni per mostrare agli investitori come i proventi delle obbligazioni verdi siano stati utilizzati e come gli investimenti siano aderenti alle nove categorie previste, con la parte preponderante rappresentata dall’energia pulita, dall’efficienza energetica e dai trasporti puliti.

Per una valutazione di impatto imparziale, la Commissione europea farà ricorso alla consulenza di esperti indipendenti.

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