Nuovi scenari

Emissioni Co2: oltre 1 mln di tonnellate in meno all’anno se il mondo passasse dalle stampanti laser alle inkjet

Secondo una nuova ricerca commissionata da Epson e condotta da Tim Forman dell’Università di Cambridge, il settore della stampa può raggiungere la neutralità climatica semplicemente scegliendo le tecnologie giuste

17 Giu 2022

Un passaggio a livello mondiale, entro il 2025, alla tecnologia a getto d’inchiostro potrebbe ridurre le emissioni di energia del 52,6% rispetto ai livelli attuali, risparmiando 1,3 milioni di tonnellate di anidride carbonica (CO2) su base annua: è quanto risulta da una nuova ricerca commissionata da Epson e svolta dal professor Tim Forman dell’Università di Cambridge.

Nello specifico, la ricerca condotta nell’ambito della campagna Turn Down the Heat, che Epson sta conducendo in collaborazione con il National Geographic per promuovere la tutela del permafrost, rivela che se tutti passassero alle stampanti inkjet, le emissioni di energia diminuirebbero del 52,6% rispetto ai livelli attuali (come se sulle nostre strade circolassero 280.000 auto in meno all’anno). Dai risultati emerge inoltre che la tecnologia inkjet può consumare fino al 90% in meno rispetto alle soluzioni laser, a seconda del tipo di stampante e dell’utilizzo.

Verso la neutralità climatica

Sempre secondo lo studio, affinché il mondo rimanga sulla giusta strada per un futuro a emissioni nette zero, è necessario che il consumo energetico mondiale associato all’uso di tutti i dispositivi diminuisca drasticamente, con una riduzione media del 25% entro il 2030 e del 40% entro il 2050 (rispetto ai livelli del 2020).

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“Questa ricerca dimostra che per la stampa è possibile un futuro net-zero, a condizione che vengano adottate soluzioni più efficienti in termini di consumo energetico, a casa come in ufficio, e che si riducano le emissioni di anidride carbonica associate alla produzione di questi dispositivi – commenta Tim Forman, Senior Research Associate presso l’Università di Cambridge -. Ora auspichiamo un maggiore sforzo nello sviluppo di tecnologie eco-sostenibili nel settore degli elettrodomestici (TV, lavatrici, frigoriferi e forni) per raggiungere emissioni nette zero entro il 2050. Per evitare che il cambiamento climatico abbia conseguenze sempre più drammatiche, è importante continuare a migliorare l’efficienza energetica delle apparecchiature e ridurre i consumi necessari per la loro produzione. L’analisi dell’Agenzia Internazionale per l’Energia (IEA) dimostra che la mancata realizzazione di uno scenario di decarbonizzazione net-zero nel settore degli elettrodomestici potrebbe comportare un aumento del 100% nella frequenza di ondate di calore estremo e un aumento del 40% della siccità”.

Invito all’azione

Secondo il report, il futuro a emissioni nette zero del settore della stampa dipende dal passaggio in tutto il mondo a prodotti più efficienti dal punto di vista energetico, come la tecnologia inkjet.

L’autore identifica tre modi per attuare un cambiamento collettivo:

  1. Innovazione tecnologica: con la crescente diffusione di apparecchiature e dispositivi, la riduzione delle emissioni di anidride carbonica dipenderà dal miglioramento degli standard di efficienza delle tecnologie in uso e dalla riduzione dell’intensità energetica legata alla loro produzione. Nel settore della stampa, la tecnologia a freddo di Epson non richiede calore in fase di espulsione dell’inchiostro ed è un chiaro esempio di progresso verso una maggiore efficienza energetica: all’elemento piezoelettrico viene infatti applicato un piccolissimo impulso elettrico che ne modifica la forma, permettendo l’espulsione dell’inchiostro dalla testina di stampa.
  2. Collaborazione internazionale: è necessaria una maggiore collaborazione a livello internazionale per allineare i membri del Parlamento europeo e promuovere l’utilizzo di apparecchiature più efficienti e migliorare il quadro per l’etichettatura dell’efficienza energetica. L’obiettivo è accelerare i tempi di eventuali piani d’azione e ridurre i costi per i dispositivi più efficienti.
  3. Adozione di nuovi comportamenti: se ciascuno di noi farà la propria parte con un piccolo cambiamento, l’impatto positivo sul pianeta può essere significativo. Scegliendo la tecnologia a freddo, è possibile ridurre i consumi energetici e le emissioni di gas serra, frenando la corsa del riscaldamento globale e quindi del cambiamento climatico. Anche le stampanti con serbatoi al posto delle cartucce offrono un’opzione particolarmente sostenibile, che può portare vantaggi in termini di efficienza e produttività, oltre a un risparmio sui costi nel lungo periodo.

“Stiamo senza dubbio affrontando una crisi climatica mondiale e il futuro è nelle nostre mani – dichiara Henning Ohlsson, Director of Sustainability di Epson Europe -. Possiamo controllare il modo in cui consumiamo l’energia e rendere il mondo un luogo migliore, dispositivo dopo dispositivo. La tecnologia inkjet è al momento la scelta più eco-sostenibile e anche i cambiamenti più piccoli possono fare una grande differenza nella protezione del permafrost”.

Informazioni sulla ricerca

Per stabilire l’impatto reale delle nostre scelte di stampa, Epson e Tim Forman (Università di Cambridge) hanno utilizzato le seguenti fonti:

  • Report internazionali e regionali sull’andamento delle emissioni energetiche e di gas serra;
  • Proiezioni con revisione paritaria sui cambiamenti climatici e il relativo impatto;
  • Analisi dettagliata dei consumi energetici delle stampanti in tutto il mondo.

Nell’analizzare l’impatto associato al passaggio dalle stampanti laser alle inkjet, oltre al confronto energetico tra le due tecnologie sono stati presi in considerazione anche i cicli di vita indicativi dei moderni dispositivi, in base alla metodologia di test Energy Star più recente.

L’approccio basato sul consumo tipico di elettricità (TEC, Typical Electricity Consumption) di Energy Star (revisione 3.0) offre un innovativo metodo standardizzato per confrontare le prestazioni energetiche dei dispositivi. Applicata alle stampanti, questa metodologia utilizza presupposti standard circa i modelli di funzionamento, incluso l’uso variabile in un determinato periodo di tempo, per valutare le prestazioni energetiche dei prodotti.

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