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Earth day 2021, i Big: “Non c’è più tempo, necessario agire subito e insieme contro il climate change”

In occasione della Giornata della Terra, Capi di Stato e addetti ai lavori riuniti in un vertice virtuale sul clima per iniziativa di Joe Biden. Tanti gli impegni messi sul tavolo: Stati Uniti pronti a ridurre del 50% le emissioni di gas serra entro il 2030, Cina verso le emissioni zero entro il 2060, per l’Unione europea calo del 55% di Co2 entro il 2030. Ma anche i Paesi emergenti si dicono pronti a fare la loro parte. E mentre l’Onu ammonisce tutti sulla ristrettezza dei tempi, Papa Francesco ribadisce: “Spezzati i legami con il Creatore”

23 Apr 2021

Veronica Balocco

Il mondo ha fretta. Ce lo dicono le due grandi “catastrofi globali”, Covid e clima, come ricorda Papa Francesco. E ce lo dice la scienza, come ricorda l’Onu, con i dati sulla CO2 che ha raggiunto livelli mai visti in 3 milioni di anni.
Insomma, è tempo di agire subito per ripristinare le condizioni di sopravvivenza del genere umano: su questo ormai tutti gli Stati del mondo concordano. La più grande economia del mondo, gli Stati Uniti, è pronta a ridurre del 50% le emissioni di gas serra entro il 2030; la sua diretta rivale, la Cina, punta alle emissioni zero entro il 2060; l’Unione europea lavora per ridurre il proprio impatto sull’atmosfera del 55% entro la prossima decade. Ma tutto il mondo, comprese economie in crescita come quella indiana, è ormai in movimento verso questa stessa direzione.

Un coro di impegni, propositi, belle parole che tutto il pianeta si attende siano seguite da fatti concreti: è questo il quadro globale che emerge dalla 51a edizione della Giornata della Terra, in programma ieri fra i consueti eventi organizzati in tutto il mondo da associazioni nazionali e coordinati dalla ong statunitense earthday.org, e il grande summit virtuale sul clima, proseguito oggi. Riuniti dal presidente degli Usa Joe Biden, 40 capi di Stato e di governo (fra cui i 17 Paesi responsabili dell’80% delle emissioni di gas serra), assieme a inviati speciali delle Nazioni Unite, capi di aziende e rappresentanti di organizzazioni a difesa del pianeta, hanno fatto sentire la propria voce sul tema del climate change e delle sfide che attendono l’umanità. E confortati dai buoni propositi, hanno rinnovato l’appuntamento a Glasgow, per il Summit Onu sul Clima dell’1 novembre: “Il benessere delle persone e la forza delle nostre economie dipenderà dalle decisioni che sapremo mettere in atto ora”, ha ammonito Biden dando l’annuncio.

In termini scientifici, gli impegni globali inseguono obiettivi sostanzialmente comuni: puntare al 2030 per abbassare il tasso di inquinamento e al 2050 per azzerarlo. In termini culturali e sociali, il dialogo sul tema dell’anno – “Restore Our Earth”, “Ripariamo la nostra Terra” – si articola sui tanti piani delle visioni soggettive e dello scacchiere politico mondiale.

Biden: “Serve l’impegno di tutti”

“Per combattere i cambiamenti climatici, tenendo il riscaldamento globale entro la soglia di 1,5 gradi C, non ci resta molto tempo, ma dobbiamo farlo, non abbiamo scelta. E dobbiamo farlo insieme”, ha detto Biden in apertura dell’evento. Il presidente ha assicurato “infrastrutture per potenziare la produzione di energie pulite” e, annunciando l’impegno a ridurre del 50% le emissioni di gas serra entro il 2030, ha ricordato al mondo che “non basta lavorare per un’economia prospera ma anche giusta, pulita e sostenibile”.
“L’America rappresenta il 15% delle emissioni, e credo che noi che rappresentiamo le maggiori economie mondiali, dobbiamo dare il massimo”, ha aggiunto. Nessuno, ha ribadito, può farcela da solo: ”Gli i scienziati ci dicono che  questo è il decennio decisivo in cui dobbiamo prendere decisioni che  possono evitare le peggiori conseguenze della crisi climatica. Soprattutto quelli che rappresentano le maggiori economie devono  farsi avanti ed adottare misure ambiziose”.

Gli ha fatto eco la vice Kamala Harris, la quale ha ribadito che “nessun Paese è immune” al cambiamento climatico. “Dobbiamo agire insieme”, ha esortato Harris rivolgendosi ai leader presenti all’incontro.

Xi: “Noi facciamo la nostra parte: verso le emissioni zero”

La Cina sarà a emissioni zero entro il 2060″. Lo ha annunciato il leader cinese Xi Jinping al vertice sul clima, ribadendo la necessità di “impegnarci per uno sviluppo verde, per un’economia sostenibile  per le future generazioni”. “Questa  è la via per rafforzare la produttività. E i Paesi in via di sviluppo devono accrescere le loro ambizioni”, ha aggiunto, sottolineando come il progetto della Via della Seta “può contribuire a un maggiore benessere e a creare un mondo più pulito”.

Guterres (Onu): “Siamo sull’orlo dell’abisso”

“Quello passato è stato il decennio il più caldo di sempre, con la CO2 che ha raggiunto livelli mai visti in 3 milioni di anni e le temperature che sono già salite di 1,2 gradi, vicine a un livello catastrofico”. E’ il quadro delineato da Antonio Guterres, segretario generale delle Nazioni unite, al Leader Summit on Climate virtuale organizzato dall’amministrazione Biden. “Abbiamo sperimentato “temperature bollenti, devastanti tempeste e epici incendi – ha aggiunto -: siamo sull’orlo dell’abisso e dobbiamo assicurarci che il prossimo passo sia verso la giusta direzione”.

Johnson: “Impegniamoci tutti insieme”

Il primo ministro britannico Boris Johnson ha ribadito gli impegni del Regno Unito sul clima, plaudendo agli annunci sugli obiettivi Usa in termini di emissioni. “Possiamo agire insieme in tutto il mondo – ha fatto notare il premier -. Significherà che le nazioni più ricche si uniranno e supereranno l’impegno di 100 miliardi di dollari che hanno già preso nel 2009”. “Possiamo ricostruire meglio, ricostruendo più verde”, ha poi fatto notare riferendosi alla creazione di posti di lavoro che può derivare dalla lotta al cambiamento climatico.

Canada, India e Brasile in prima linea

Tagliare le emissioni di gas serra del 40-45% entro il 2030 (contro il precedente 30%) rispetto ai livelli del 2005. E’ l’obiettivo annunciato al vertice virtuale dal premier canadese Justin Trudeau, cui ha fatto seguito l’intervento del primo ministro indiano Narendra Modi.

Al centro dell’intervento di Modi, il “Partenariato India-Stati Uniti per  l’Agenda 2030 per il clima e l’energia pulita”, in via di elaborazione: un progetto che mira a “promuovere collaborazioni nel  rispetto dell’ambiente, mobilitare investimenti e favorire le energie  pulite”. “Perché l’umanità possa combattere il riscaldamento climatico, serve un’azione concreta, rapida e su grande scala, di respiro globale”, ha chiarito Modi, affermando che “l’India sta facendo la sua parte”: “L’impronta di carbonio pro capite dell’India – ha concluso – è inferiore del 60% rispetto alla media globale poiché il nostro stile di vita è ancora radicato nelle pratiche tradizionali sostenibili”.

Importante anche l’impegno che arriva dal Sud America: “Ho stabilito che la nostra carbon neutrality in Brasile sia raggiunta entro il 2050” e “l’impegno a eliminare la deforestazione illegale entro il 2030”, ha infatti dichiarato il presidente brasiliano, Jair Bolsonaro, parlando al summit sul clima. “Dobbiamo ammettere che sarà un obiettivo complesso – ha aggiunto -, ma noi stiamo facendo la nostra parte”.

Merkel: “Rivoluzionare lo stile di vita e lavoro”

“Cambiare e trasformare completamente il modo in cui viviamo e lavoriamo”. E’ l’appello lanciato dalla cancelliera tedesca Angela Merkel, la quale ha fatto presente che l’Ue prevede di ridurre del 55% le emissioni entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990. “Sono contenta che gli Stati Uniti siano tornati a lavorare con noi sulle politiche sul clima perché non c’è dubbio che il mondo avesse bisogno del loro contributo se intendiamo raggiungere i nostri obiettivi ambiziosi – ha puntualizzato -. Il contributo che gli Usa intendono dare per il 2030 è un chiaro segnale delle loro ambizioni oltre a un messaggio chiaro e importante alla comunità internazionale”.

Putin: “Sì a investimenti stranieri in energia pulita in Russia”

“Lo sviluppo globale non deve essere solo verde ma anche sostenibile: dovrebbe andare a braccetto con la lotta alla povertà e alle disuguaglianze”. E’ quanto ha dichiarato il presidente russo Vladimir Putin intervenendo al summit sul clima, chiarendo poi di voler proporre “un regime preferenziale per gli investimenti stranieri nell’energia pulita in Russia”.

Macron: “Necessario fissare un prezzo per il carbonio”

Per il presidente francese  Emmanuel Macron, “il 2030 è il nuovo 2050”: “Come Francia ci stiamo impegnando per raggiungere l’obiettivo delle  emissioni zero, ma è necessario cambiare  completamente il nostro sistema finanziario e utilizzare tutte  le leve a nostra disposizione, ovvero innovazione, trasformazione  del sistema finanziario, regolamentazione dei prezzi”. “In particolare – ha aggiunto il capo dell’Eliseo – occorre fissare un prezzo per il carbonio”.

Draghi, invertire la rotta e farlo subito

Parole di apprezzamento per la nuova strategia Usa sul clima da parte del premier italiano Mario Draghi al vertice virtuale. “Voglio ringraziare il presidente Biden – ha puntualizzato il presidente del Consiglio -: il suo è un totale cambio di politica sull’ambiente e abbiamo fiducia sul fatto che insieme possiamo vincere questa sfida”. “Dobbiamo invertire la rotta delle politiche climatiche e dell’elaborazione dei target. E dobbiamo farlo subito”, ha aggiunto.

Von der Leyen: “Serve transizione ecologica inclusiva”

“L’Unione europea intende tagliare le emissioni di gas del 55% entro il 2030, inoltre è fondamentale che nella transizione ecologica nessuno venga lasciato indietro”, ha fatto notare la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. “Questa decade è fondamentale per salvare il pianeta, la scienza ci dice siamo ancora in tempo, ma dobbiamo muoverci”, ha ammonito.

Papa Francesco: “Ritrovare i legami con Dio”

“Abbiamo spezzato i legami che ci univano al Creatore, agli altri esseri umani e al resto del Creato. Abbiamo bisogno di risanare queste relazioni danneggiate, che sono essenziali per sostenere noi stessi e l’intero tessuto della vita”. Con questo tweet, sull’account ‘@pontifex’, Papa Francesco ha sottolineato le responsabilità dell’uomo nel rapporto con la natura nella Giornata Mondiale della Terra. In un videomessaggio, il Pontefice ha fatto presente che di fronte alle due “catastrofi globali” rappresentate dal Covid e dal clima, “è il momento di agire, siamo al limite”.

Foto tratte da Pixabay

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