Siccità

Allarme siccità, Cia: “Servono misure concrete, produzione agricola a rischio al Nord”

La Confederazione Italiana Agricoltori lancia l’appello: “La rete idrica ha bisogno di manutenzione e servono nuove forme di assicurazione”. Intanto nell’Oltrepò pavese di sperimentano vigneti più sostenibili a attenti alla biodiversità

20 Giu 2022

Siccità e cambiamenti climatici in primo piano su Esg Data. A partire dall’appello lanciato da CIA, la Confederazione Italiana Agricoltori, preoccupata per la siccità che sta affliggendo l’Italia settentrionale, con particolare riferimento al bacino del Po, dove secondo l’associazione fino al 50% della produzione agricola sarebbe a rischio. Per arginare l’emergenza CIA sottolinea come siano necessari interventi rapidi, come turni per annaffiamenti e irrigazioni di soccorso per le colture in campo e la creazione di una rete di nuovi bacini e invasi, diffusi sul territorio, per l’accumulo e lo stoccaggio di acqua piovana. Tra le misure concrete suggerite da Cia per affrontare i rischi dovuti alla siccità ci sono anche gli interventi di manutenzione della rete idrica per un miglior utilizzo delle acque e nuove opere di irrigazione, da piccoli invasi distribuiti, in modo da rendere i territori più resilienti. La proposta contempla anche la realizzazione di nuovi impianti di desalinizzazione dell’acqua di mare, sulla scia di quanto già sperimentato in Israele, utilizzando al meglio i fondi messi a disposizione dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Tutto questo, secondo la confederazione, affiancato da nuovi strumenti di assicurazione.

Prove di vigneti sostenibili nell’Oltrepò pavese

Lavorare i vigneti mantenendo l’attenzione sulla biodiversità: è questo il focus di uno studio realizzato da Mattia Brambilla, ricercatore in Ecologia presso il Dipartimento di Scienze e Politiche Ambientali dell’Università Statale di Milano, e Francesco Gatti, entomologo presso Fondazione Lombardia per l’Ambiente e associazione Iolas, che è stato pubblicato sul Journal of Applied Ecology. Secondo l’Unione Coltivatori Italiani (UCI), che ha segnalato la ricerca – realizzata con il sostegno di Fondazione Lombardia per l’Ambiente e di Fondazione Cariplo in Oltrepò pavese, tipica area viticola del nord Italia – questo studio apre nuove prospettive sulla biodiversità in ambito vitivinicolo.

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Il lavoro dei due ricercatori, durato tre anni, ha voluto dimostrare come la gestione alternata della vegetazione al suolo nei vigneti possa avere un impatto positivo sulla biodiversità, con il taglio dell’erba o la lavorazione del suolo (a seconda del sistema adottato dal viticoltore) ogni due spazi interfila, anziché in tutte le file. Dopo un primo anno senza interventi, la gestione alternata dell’interfila è stata adottata in un numero variabile di siti in primavera-estate nei due anni successivi, secondo un disegno sperimentale di tipo BACI (Before and After Control-Impact), quello più indicato per la valutazione dell’effetto di trattamenti e sperimentazioni. Come gruppi biologici target, per la loro sensibilità alle variazioni ambientali sono stati scelti uccelli e farfalle, che sono stati censiti lungo transetti lineari di 200 m di lunghezza, ricadenti in vigneti sia convenzionali che biologici, con e senza gestione alternata.

Sicurezza alimentare: alleanza Unido-Fssc

Promuovere la sicurezza alimentare dai campi alla tavola nei Paesi a basso e medio reddito: è questo l’obiettivo dell’accordo siglato tra Unido, l’associazione delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Industriale, e Fondazione Fssc, ente globale senza scopo di lucro e indipendente che implementa sistemi di gestione basati sulle norme ISO per la sicurezza alimentare globale nell’industria dei beni di consumo.

“L’Unido vanta una solida esperienza nella promozione della sicurezza alimentare lungo l’intera catena del valore attraverso efficaci iniziative di sviluppo delle capacità in materia di sicurezza alimentare – spiega Bernardo Calzadilla-Sarmiento, direttore generale della direzione Digitalizzazione, Tecnologia e Agri-Business di Unido – Siamo impegnati nella nostra partnership strategica con la Fssc per ridurre l’impatto socio-economico delle malattie di origine alimentare in alcuni Paesi a basso e medio reddito: la sicurezza alimentare globale è una responsabilità condivisa che richiede collaborazione e partnership internazionali”.

“Il dono è un elemento chiave per realizzare la visione della Fssc di creare un mondo migliore e la partnership con Unido è parte integrante della nostra strategia di dono – aggiunge Aldin Hilbrands, direttore generale della Fondazione Fssc – Oltre a sostenere la creazione di capacità di sicurezza alimentare per la produzione e il consumo locale nei Paesi in via di sviluppo, la Fondazione FSSC partecipa attivamente condividendo le conoscenze per sostenere e rafforzare lo sviluppo locale dei sistemi di sicurezza alimentare”.

El Salvador: le verdure nascono dal deserto

Una serra di peperoncini, cetrioli e pomodori nel cosiddetto “corridoio secco” dei El Salvador, vasta distesa dell’America centrale che soffre cronicamente di siccità a causa degli effetti di “El Niño”. E’ uno dei progetti che il World Food Programme ha realizzato in occasione della giornata mondiale contro la desertificazione. La serra sfrutta le proprietà nutritive della pomice macinata come sostituto del suolo, che oltre a risolvere il problema della mancanza di terreno fertile, riduce le possibilità di infestazione da parassiti, grazie anche all’utilizzo delle energie rinnovabili per il funzionamento della serra.

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