Green Energy

Waste2Grids: energia da rifiuti integrata con le fonti rinnovabili

La tecnologia rSOC (Celle a Combustibile a Ossidi Solidi Reversibili), oltre a produrre energia elettrica da rifiuti, è in grado di utilizzare l’elettricità in eccesso da fonte eolica e fotovoltaica per produrre combustibile gassoso

Pubblicato il 10 Mar 2021

waste 2 grids

Integrare la valorizzazione energetica dei rifiuti con la produzione da fonti rinnovabili: questo l’obiettivo del Progetto europeo Waste2GridS – W2G, Rifiuti per le Reti (elettriche e gas), che ha visto la partnership tra ENEA, Ecole Polytechnique Fédérale de Lausanne (EPFL), Technical University of Denmark e gruppo industriale Solidpower. Al centro dell’iniziativa c’è la tecnologia rSOC (Celle a Combustibile a Ossidi Solidi Reversibili) che, oltre a produrre energia elettrica da rifiuti, è in grado di utilizzare l’elettricità in eccesso da fonte eolica e fotovoltaica per produrre combustibile gassoso da impiegare nei trasporti o da immettere nella rete di distribuzione del gas naturale. Diventa così possibile impiegare l’energia elettrica prodotta in eccesso da fonti rinnovabili, che altrimenti dovrebbe essere dirottata – attraverso le reti elettriche di nuova generazione – in altre aree territoriali.

In Italia, in particolare, gli impianti da fonti rinnovabili sono concentrati soprattutto al Sud, dunque l’energia elettrica in eccesso da essi generata viene trasferita nel resto del Paese, ma con la progressiva penetrazione di eolico e fotovoltaico nel mix energetico nazionale, la sovrapproduzione diventerà sempre più complessa da gestire. Gli innovativi sistemi rSOC consentirebbero di utilizzare questa sovrapproduzione e, in combinazione con lo sfruttamento dei rifiuti organici, di produrre biometano. Migliorando al contempo la gestione e la stabilità del sistema elettrico e favorendo l’integrazione tra la rete gas e la rete elettrica.

Il lavoro condotto dal team ENEA, nel progetto W2G, si è concentrato sulla valutazione della potenzialità dell’Italia ad accogliere questa tecnologia. L’analisi si è focalizzata su quattro regioni chiave del sud Italia, Molise, Puglia, Basilicata e Calabria, che costituiscono la zona di mercato per l’energia elettrica definita come SUD, dove si stima al 2030 un notevole incremento dell’eccesso di energia rinnovabile non programmabile.

Il progetto va nella direzione della direttiva Waste che fissa per il 2030 una quota del 60% di separazione dei rifiuti urbani per il loro riutilizzo o la loro valorizzazione energetica se non più riciclabili.

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