Point of View

Energy saving, efficienza, sicurezza e sostenibilità: il 4.0 per il PNRR

Schneider Electric è in grado di supportare OEM e machine builder nella costruzione di macchine e impianti industriali di nuova generazione, capaci di misurare al meglio le prestazioni energetiche

25 Mag 2022

L’energia, specialmente in questi tempi caratterizzati da enormi tensioni geopolitiche, è entrata prepotentemente nel dibattito pubblico. In particolare in molti vedono l’efficienza energetica come la strada migliore per coniugare competitività economica e sostenibilità ambientale. Ma, specialmente in ambito industriale, dove fare energy saving significa intervenire su processi e impianti, non è certo possibile improvvisare.

Piuttosto, occorre avere chiare strategie e linee di azione: la strada scelta da un operatore come Schneider Electric è quella di congiungere questa tematica con quella della digitalizzazione. “Si tratta di un tema che abbiamo iniziato ad affrontare una decina di anni fa – racconta Marco Gamba, Industry Innovation and Communication Leader di Schneider Electric –. All’epoca c’era molta meno digitalizzazione rispetto a oggi. Ad esempio, i classici prodotti come i power metering (misuratori di energia) si sono evoluti rispetto al passato, tanto da essere connessi: in effetti questi dispositivi, oltre a svolgere la propria classica funzione, sono dotati di una connettività integrata che permette di comunicare in maniera molto più immediata e comprensibile i dati raccolti”.

La conseguenza è che sia i misuratori che altri strumenti, come gli interruttori che un tempo garantivano esclusivamente la protezione del circuito, oggi sono integrati con dei moduli intelligenti predisposti per accogliere il dato energetico e renderne la misura sempre più capillare. “Questo permette di avere a disposizione un impianto che produce sempre più informazioni, poi storicizzate e archiviate in apposite piattaforme software, che possono essere residenti sia on premise che in cloud”.

Le richieste che arrivano dall’industria

Ma l’energia, come si sta clamorosamente osservando in questo momento di caro bollette, interessa non soltanto i sistemi di gestione e trasmissione della stessa (cabine, quadri elettrici), ma anche e soprattutto il suo consumo, in particolare da parte dei macchinari impiegati nelle moderne imprese industriali. Su questo fronte, in particolare, l’azione di Schneider Electric si rivolge al mondo dei machine builder e degli OEM, ovvero i produttori di macchinari industriali, rendendo possibile la realizzazione di impianti sempre più connessi e attenti all’energy saving.

“Fino a qualche anno fa trovare un misuratore di energia connesso su una macchina industriale era molto raro. In una fase successiva i machine builder che lavorano con aziende del Food e del Pharma hanno iniziato a valutare la possibilità di fornire questo tipo di dato. In effetti, sempre più spesso le grandi aziende del Food & Beverage inseriscono nei propri capitolati anche delle richieste che hanno a che fare con l’aspetto energetico. I costruttori più avveduti hanno così iniziato a rendere disponibili questi dati, costruendoci sopra anche dei servizi”, spiega l’Innovation leader di Schneider.

L’integrazione tra dato energetico e produttivo

C’è anche un altro aspetto che le soluzioni di Schneider Electric consentono di prendere in considerazione, ovvero la possibilità di mettere in relazione il dato energetico con quello produttivo: “In passato il responsabile energetico e quello della produzione avevano compiti e strumenti rigidamente separati, trovandosi a parlare soltanto alle riunioni di staff. Oggi invece effettuare uno scambio di dati tra questi due ambiti diventa importante: spesso e volentieri anche gli stessi KPI aziendali impongono di dover produrre al costo energetico minore possibile. D’altra parte il dato energetico riveste un ruolo importante per la manutenzione: se una macchina consuma troppo per i suoi standard, a parità di condizioni è probabile che qualcosa non stia funzionando per il verso giusto. C’è da sottolineare che da un punto di vista tecnologico l’integrazione tra questi due aspetti, grazie alla diffusione delle reti su base ethernet, è diventata molto più facile”.

L’integrazione è assicurata anche da EcoStruxure, la piattaforma di Schneider Electric abilitata per tecnologie IIoT (Industrial Internet of Things), che garantisce la necessaria interoperabilità tra i vari domini e ambiti di applicazione, mettendo insieme il dato che arriva dal sistema gestione delle macchine con quello energetico, così da creare un vero valore aggiunto per le imprese. “Si tratta di un aspetto fondamentale del funzionamento della piattaforma, vista la richiesta di rottura dei silos verticali che sempre più spesso vediamo provenire dalle aziende”, evidenzia Gamba.

Fermi e guasti elettrici - Infografica

La spinta del PNRR

Il connubio tra digitale e sostenibilità portato avanti da Schneider Electric, inoltre, si sposa perfettamente con l’impostazione dei moderni strumenti di incentivazione presenti nel nostro Paese, compreso il recente Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR).

“Tutto è partito dal Piano industria 4.0 dove, oltre ai macchinari, una fetta degli incentivi era dedicata alla gestione della qualità, tra cui l’energia. Il successivo programma Transizione 4.0, il PNRR e tanti altri bandi tendono a correlare i temi del digitale e della sostenibilità. Basti pensare che più della metà dei fondi del Piano di ripresa e resilienza è dedicato proprio a queste due tematiche. Un aspetto particolarmente positivo del PNRR è che non esiste un unico beneficiario degli incentivi: in effetti, al contrario di industria 4.0 non è soltanto incentivato il compratore del macchinario, ovvero l’utilizzatore finale, ma anche chi si impegna per sviluppare un prodotto più digitale e sostenibile, come gli stessi machine builder”.

Come realizzare macchine più sostenibili

Proprio chi opera in questo settore e ambisce a progettare macchinari di nuova generazione, capaci di rispondere a queste nuove esigenze di sostenibilità, possono contare sul supporto di Schneider Electric e dei suoi partner: “Il primo step, già messo in atto dai costruttori di macchine alcuni anni fa, è stato quello di passare alla macchina meccatronica, eliminando cioè sempre di più la parte meccanica, privilegiando così una gestione da parte dell’elettronica. Questo ha consentito di creare delle macchine che, oltre a essere più flessibili, sono anche più efficienti. In ogni caso, un costruttore che voglia oggi creare dei macchinari più sostenibili viene supportato dalla nostra forza di vendita per sfruttare appieno quei componenti che già possiede, oppure per aggiungerne di nuovi. Possiamo mettere in campo delle soluzioni che permettono di aumentare la capillarità del dato. Spesso e volentieri lavoriamo insieme al costruttore presso l’end-user, aiutandolo a promuovere queste innovazioni. In questi casi siamo in grado di portare la nostra testimonianza, ovvero tutto quello che abbiamo applicato al nostro interno per promuovere la sostenibilità e l’efficienza energetica. In Italia, dove abbiamo 5 stabilimenti e circa 3000 dipendenti, abbiamo applicato tutta una serie di soluzioni che ci hanno fatto risparmiare sino al 30% di energia e relativi costi”, puntualizza il manager. Non solo: Schneider Electric può anche contare su una rete molto ampia di partner, sia provenienti dal mondo energetico che da quello IT, che sempre più spesso cooperano efficacemente nella realizzazione di progetti complessi.

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Gianluigi Torchiani
Giornalista

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