Se l’energia pulita fosse giudicata solo dai numeri, il verdetto sarebbe ambiguo. Mai nella storia recente il sistema energetico globale aveva installato così tanta capacità rinnovabile in un solo anno, e mai solare ed eolico avevano inciso in modo così profondo sul mix elettrico mondiale. Eppure, proprio mentre i record si accumulano, cresce anche la distanza tra ciò che sta accadendo e ciò che dovrebbe accadere per evitare che la transizione resti incompiuta.
Nel 2024 oltre il 90% della nuova capacità elettrica installata a livello globale è stata rinnovabile. Nel 2023 quasi il 30% dell’elettricità mondiale è arrivata da fonti pulite. Numeri che, isolati, raccontano una storia di successo. Inseriti nella traiettoria climatica al 2030, però, rivelano una realtà più complessa: la green energy sta crescendo rapidamente, ma non abbastanza velocemente.
È in questa tensione tra accelerazione e insufficienza che si gioca oggi il futuro della transizione energetica. Perché non si tratta più soltanto di una questione di fattibilità tecnologica, ma di scala, ritmo e capacità del sistema economico e politico di adattarsi a una trasformazione che, nei dati, è già iniziata.
Che cos’è l’energia pulita e perché conta nella strategia ESG
Per comprendere il ruolo dell’energia pulita è necessario chiarirne il significato. Secondo l’Institute for Environmental Research and Education, “la clean energy è l’energia prodotta da fonti che non rilasciano inquinanti né gas a effetto serra nell’atmosfera”. Questa definizione mette in evidenza un aspetto fondamentale: l’energia pulita non coincide automaticamente con il concetto di rinnovabilità, ma riguarda l’impatto complessivo del processo di generazione sull’ambiente e sulla salute umana.
Nel quadro ESG, l’energia pulita assume un valore trasversale. Dal punto di vista ambientale, contribuisce alla riduzione delle emissioni climalteranti e dell’inquinamento atmosferico. Sul piano sociale, favorisce un miglioramento della qualità della vita e nuove opportunità occupazionali. In termini di governance, richiede politiche industriali, infrastrutturali e finanziarie coerenti e di lungo periodo.
I numeri globali dell’energia pulita: produzione e capacità installata
Guardare ai dati consente di cogliere con precisione l’evoluzione dell’energia pulita su scala globale. Secondo il report Renewable Energy Highlights 2025 di IRENA, nel 2023 la produzione elettrica da fonti rinnovabili ha raggiunto 8.928 terawattora, con una crescita annua del 5,6%, nettamente superiore a quella delle fonti non rinnovabili.
Ancora più rilevante è il dato sulla capacità installata. A fine 2024, le rinnovabili hanno superato 4,4 terawatt, pari al 46,2% della capacità elettrica globale. Si tratta dell’aumento annuo più elevato mai registrato, segnale che l’energia pulita non è più una componente marginale del sistema energetico, ma ne rappresenta ormai uno dei pilastri strutturali.
Solare ed eolico: il motore dell’energia pulita globale
All’interno del mix rinnovabile, solare ed eolico svolgono un ruolo dominante. Nel 2024 il solare ha raggiunto una capacità installata di 1.866 GW, diventando la prima fonte rinnovabile per potenza, seguito dall’eolico con 1.133 GW. Insieme, queste due tecnologie hanno rappresentato il 97,5% delle nuove installazioni rinnovabili dell’anno.
Questa dinamica riflette la rapida riduzione dei costi e la maturità tecnologica raggiunta, ma introduce anche nuove complessità. L’energia pulita basata su fonti variabili richiede infatti sistemi elettrici più flessibili, capaci di gestire l’intermittenza e di integrare grandi volumi di produzione distribuita.
Reti, accumulo e flessibilità: le infrastrutture chiave dell’energia pulita
La diffusione dell’energia pulita non può prescindere da un’evoluzione profonda delle infrastrutture. L’accelerazione delle rinnovabili rende indispensabili investimenti nelle reti elettriche, nei sistemi di accumulo e nelle soluzioni digitali per la gestione della domanda.
Le batterie, il pompaggio idroelettrico e le tecnologie emergenti di storage consentono di compensare la variabilità di solare ed eolico, aumentando l’affidabilità del sistema. Allo stesso tempo, le smart grid e le microreti permettono una gestione più efficiente dell’energia pulita a livello locale, rafforzando la resilienza complessiva del sistema energetico.
Il ritardo del calore e dei settori difficili da decarbonizzare
Nonostante i progressi nel settore elettrico, l’energia pulita fatica ad affermarsi in altri ambiti. Nel 2023 solo il 6,2% della produzione globale di calore proveniva da fonti rinnovabili, con forti differenze tra le regioni. Questo ritardo rappresenta una delle principali criticità della transizione energetica.
Industria pesante, trasporti e riscaldamento restano settori complessi da decarbonizzare. In questo contesto, vettori energetici come l’idrogeno verde assumono un ruolo strategico. Come ricorda il documento IERE, “L’idrogeno verde è prodotto attraverso l’elettrolisi, utilizzando energia rinnovabile per scindere le molecole d’acqua”, offrendo una prospettiva concreta per estendere l’energia pulita anche ai settori hard-to-abate.
Energia pulita e obiettivi 2030: il problema della velocità
Il punto critico non riguarda tanto la direzione della transizione, quanto la sua velocità. IRENA stima che per triplicare la capacità rinnovabile installata e superare gli 11 terawatt entro il 2030, sarebbe necessario mantenere un tasso di crescita annuo superiore al 16%. Il ritmo attuale, pur record, non è ancora sufficiente.
Questo divario evidenzia la necessità di politiche più incisive, di un maggiore coordinamento internazionale e di strumenti finanziari capaci di mobilitare capitali su scala adeguata. Senza un’accelerazione decisa, il potenziale dell’energia pulita rischia di non tradursi in una riduzione delle emissioni coerente con gli impegni climatici.
Perché l’energia pulita è il pilastro delle strategie ESG
Nel contesto ESG, l’energia pulita rappresenta un elemento abilitante che connette clima, sviluppo economico e inclusione sociale. Ridurre le emissioni, migliorare la qualità dell’aria, rafforzare la sicurezza energetica e creare occupazione sono obiettivi che trovano nell’energia pulita una sintesi efficace.
La transizione energetica è già in corso, ma la sfida ora è trasformare la crescita quantitativa delle rinnovabili in una trasformazione strutturale del sistema energetico globale. I dati mostrano che la strada è tracciata; resta da capire se la velocità sarà sufficiente per arrivare in tempo.






