Il settore delle energie rinnovabili sta attraversando una fase di trasformazione senza precedenti. Negli ultimi anni in particolare, l’Italia e l’Europa hanno registrato una forte espansione dell’energia solare fotovoltaica, che si è consolidata come una delle principali fonti di energia pulita. Tuttavia, questa rapida penetrazione è stata accompagnata in alcuni Paesi da una crescente volatilità dei prezzi e dalla comparsa sempre più frequente di prezzi negativi sul mercato elettrico.
Il tema dell’eccesso di offerta fotovoltaica in alcune ore del giorno
Tra gli altri fattori, l’eccesso di offerta fotovoltaica in determinate ore del giorno, specialmente durante quelle di massima irradiazione, ha ridotto la competitività dei progetti puramente solari. A ciò si aggiunge la difficoltà di concludere PPA a lungo termine, in un contesto di incertezza in cui i prezzi dell’energia cambiano in modo imprevedibile.
Il ruolo chiave dell’ibridazione delle tecnologie rinnovabili
Di fronte a questa nuova realtà, l’ibridazione delle tecnologie rinnovabili, che combina energia solare, eolica e stoccaggio, emerge come una risposta strategica per mantenere la redditività, la stabilità e la sostenibilità del settore.
Cosa si intende per ibridazione nelle energie rinnovabili?
L’ibridazione consiste nel combinare diverse fonti di energia rinnovabile e di accumulo in un unico progetto o punto di connessione. Le configurazioni più comuni sono: solare fotovoltaico + eolico, solare fotovoltaico + batterie o solare fotovoltaico + eolico + batterie.
Ibridazione: obiettivo di diversificare le fonti di generazione
Questa integrazione consente di diversificare il profilo di generazione, bilanciando i momenti di produzione di energia. Quando il sole cala, può esserci vento, e quando entrambe le risorse scarseggiano, lo stoccaggio consente di continuare a fornire elettricità. In definitiva, l’ibridazione rende gli impianti rinnovabili più gestibili, flessibili e in linea con la domanda reale del sistema elettrico.
Quali sono i vantaggi principali dell’ibridazione?
Uno dei principali vantaggi dell’ibridazione è la possibilità di offrire prodotti energetici più interessanti e stabili per i clienti. Un PPA ibrido copre meglio il fabbisogno di consumo, riduce i rischi associati alla variabilità di una singola fonte e consente di fissare prezzi più competitivi a lungo termine.
Inoltre, l’integrazione dello stoccaggio e delle diverse tecnologie apre le porte alla partecipazione ai mercati ausiliari organizzati dagli operatori del mercato elettrico, dove i generatori possono essere remunerati per ridurre o aumentare la potenza in base alle esigenze del sistema. Ciò contribuisce non solo alla stabilità di quest’ultimo, ma anche a una maggiore efficienza nell’uso delle risorse.
Dall’ibridazione una serie di vantaggi anche legati alla gestione dell’energia tramite batterie
La gestione dell’energia tramite batterie introduce anche la possibilità di arbitraggio intraday, che finora era limitato alla generazione rinnovabile. Potendo immagazzinare energia nelle ore di bassa redditività e venderla nei momenti di prezzo più elevato, si ottimizzano i ricavi e si allinea l’offerta all’andamento della domanda oraria.
Un’altra sfida che l’ibridazione aiuta a superare è quella delle limitazioni di rete. Nelle regioni con un’alta concentrazione di energie rinnovabili non è sempre possibile immettere tutta l’energia prodotta. L’integrazione di batterie consente di evitare perdite immagazzinando l’energia e rilasciandola successivamente, quando la rete dispone di capacità di evacuazione. Si tratta, in definitiva, di una misura difensiva che migliora il rendimento complessivo degli asset.
Infine, l’ibridazione prepara il settore a partecipare al futuro mercato della capacità, già operativo in Italia e Francia e in fase di sviluppo in Spagna. Questo nuovo contesto consentirà ad aziende come BNZ di ottenere entrate aggiuntive grazie a una gestione più efficiente dei propri asset, rafforzando così la sostenibilità economica dei progetti.
Come l’ibridazione contribuisce a mitigare la volatilità e i prezzi negativi?
Una delle grandi sfide del settore delle energie rinnovabili è la sovrapproduzione simultanea di energia, che fa crollare i prezzi in determinate fasce orarie. Gli impianti ibridi, essendo più flessibili, riducono questa pressione sul sistema: possono immagazzinare energia o generarla da diverse fonti, adeguando il loro contributo in base alla domanda.
Adeguare la produzione alle curve di consumo con l’ibridazione
In questo modo, l’ibridazione adegua la produzione alle curve di consumo, attenua la volatilità e contribuisce a frenare la tendenza dei prezzi negativi, favorendo un mercato più stabile, efficiente e sostenibile nel lungo termine.
BNZ considera l’ibridazione un elemento chiave per la transizione energetica europea e per questo motivo l’azienda ha scelto di investire in modo importante nell’integrazione di batterie ed energia eolica nel proprio portafoglio fotovoltaico.
Verso un futuro rinnovabile più intelligente e sostenibile grazie alle opportunità dell’ibridazione
L’ibridazione non è più una sfida tecnica né un’innovazione puntuale: è una necessità strutturale affinché il settore delle energie rinnovabili continui a progredire. Consente di massimizzare i ricavi, diversificare i rischi e mitigare la volatilità, promuovendo al contempo un mercato più equilibrato e sostenibile.
Il futuro delle energie pulite passa attraverso l’integrazione di tecnologie complementari e la loro flessibilità. BNZ ha scelto di credere fermamente che questa sia la strada da seguire per garantire la competitività, la sicurezza del sistema e una transizione energetica solida e duratura.








