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Sostenibilità: per Ecovadis l’Europa è leader globale, mentre l’Italia aumenta il suo punteggio

Nel Business Sustainability Risk & Performance Index, basato sull’analisi di 46mila aziende di tutto il mondo, il nostro Paese mostra un crescente miglioramento, mentre il Vecchio Continente supera anche Usa e Giappone. Le migliori performance nell’ambito Lavoro e Diritti Umani, mentre rimane nella fascia di rischio medio l’Approvvigionamento Sostenibile

03 Dic 2021

L’Italia registra un crescente miglioramento delle performance di sostenibilità: dal 44,9 del 2016, nel 2019 aveva ottenuto il punteggio di 52,1 aumentato quest’anno fino al 53,6. Le grandi aziende italiane registrano un punteggio di 50,6 (48,8 nel 2019), superate dalle PMI che registrano il 53,9 (52,5 nel 2019) dimostrando migliori performance di sostenibilità rispetto alla media europea di 52,1. In linea con le tendenze globali, l’ambito in cui nel 2020 le aziende italiane si sono impegnate maggiormente e hanno ottenuto la valutazione media complessiva più elevata è quello del Lavoro e Diritti Umani con il punteggio di 56,4, seguito da Ambiente (54,5), Etica (50,8) e Approvvigionamento Sostenibile (42,8) che rimane nella soglia di rischio medio.

Sono alcuni dei dati che fotografano la situazione del nostro Paese nell’ambito della quinta edizione annuale del Business Sustainability Risk & Performance Index, rilasciata da EcoVadis, azienda leader in valutazioni di sostenibilità. Solo in Italia l’indice di EcoVadis ha esaminato le prestazioni delle piccole e medie imprese (organizzazioni con 26-999 dipendenti) e delle grandi aziende (organizzazioni con 1.000 o più dipendenti) in cinque regioni geografiche e nove settori: industria leggera, pesante e avanzata, food and beverage, edilizia, commercio all’ingrosso, trasporti, information and communication technology (ICT), finanza, settore legale e consulenza.

Europa in crescita come leader mondiale

Il report globale rivela che l’Europa, dove risiede quasi la metà delle aziende quotate in borsa più sostenibili del mondo, ha ottenuto il punteggio di 52,5 (in crescita rispetto al 51,2 del 2019), contro il 46,7 del Giappone, 46,5% del Nord America, 43,9 degli Emirati Arabi, 38,3 dei paesi BRIC e il 36,9 della Grande Cina. L’Index si basa sulla performance di sostenibilità di oltre 46.000 aziende valutate da EcoVadis nel periodo 2016-2020 sulla base di 21 criteri di sostenibilità in quattro ambiti: Ambiente, Lavoro e Diritti Umani, Etica e Approvvigionamento Sostenibile. I punteggi variano su una scala da zero a 100, dove inferiore a 25 corrisponde a un rischio elevato, 25-44 rappresenta un rischio medio, oltre 45 indica una buona prestazione e sopra 64 una performance avanzata.

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L’indice di quest’anno ha visto la più forte crescita delle performance nel tema del Lavoro e Diritti Umani, che riguarda la salute e la sicurezza dei dipendenti, le condizioni di lavoro, il lavoro minorile e forzato, la diversità e la discriminazione, con il punteggio di 50,7 rispetto al 48,2 dell’Ambiente, 44,3 dell’Etica e il 37,6 dell’Approvvigionamento Sostenibile. È allarmante il dato in discesa sulla performance degli acquisti sostenibili – un catalizzatore chiave per mitigare i rischi di sostenibilità in tutta la catena di approvvigionamento – che ha perso nel 2020 0,4 punti rispetto al punteggio di 38 del 2019. 

Supply chain: aziende indietro sulle normative sulla due diligence

Fra le principali evidenze dell’Index, emerge che il Covid-19 non ha rallentato lo slancio della sostenibilità globale. Nonostante l’interruzione delle catene di fornitura globali a causa della pandemia, la performance globale di sostenibilità delle aziende ha continuato a migliorare nel 2020. Il punteggio medio di 50,7 per Lavoro e Diritti Umani è un record. Seguono il tema Ambiente con un punteggio medio di 48,2, ed Etica con un punteggio medio di 44,3. L’Approvvigionamento Sostenibile continua ad avere il punteggio più basso, in calo per il quinto anno consecutivo. Questa continua decrescita fa pensare che molte aziende sono impreparate a soddisfare le prossime normative sulla due diligence della catena di approvvigionamento.

Il preoccupante risultato della Cina

L’indagine rivela poi che la Grande Cina è indietro rispetto ad altre regioni sulla sostenibilità. L’Europa rimane la regione leader, con un punteggio medio di 52,1, con il Nord America che sale rapidamente con un punteggio di 46,5. La Grande Cina con il punteggio di 36,9, rimane la regione con il risultato più basso, anche se aumentato di 0,7 punti rispetto al 2019. La mancanza di gestione della sostenibilità in Cina è preoccupante alla luce dei rischi di sostenibilità a monte nelle catene di approvvigionamento.

La performance di sostenibilità, poi, varia molto da un settore all’altro. I settori altamente regolamentati (chimica, elettronica e produzione alimentare) mostrano migliori performance di sostenibilità e miglioramenti anno dopo anno. I servizi finanziari, legali e di consulenza sono in testa, con un punteggio medio di 51,0. I servizi all’ingrosso e i professionisti e i trasporti hanno il più alto potenziale di miglioramento, con punteggi medi di 45,8 e 44,8, rispettivamente.

Aziende di medie dimensioni meglio delle grandi

Infine, emerge che le aziende di medie dimensioni superano quelle piccole e grandi. Se analizziamo per dimensioni aziendali la performance nel tema degli acquisti sostenibili, le aziende di medie dimensioni (100-999 dipendenti) hanno marginalmente superato le loro controparti più piccole (meno di 100 dipendenti) e più grandi (oltre 1.000 dipendenti) con un punteggio medio di 38,2.

“La performance di sostenibilità delle aziende sta migliorando in tutte le regioni e industrie poiché i leader aziendali riconoscono che le pratiche sostenibili offrono un vantaggio competitivo tangibile – ha commentato Pierre-François Thaler, co-fondatore e co-Ceo di EcoVadis -. Ma bisogna fare di più per migliorare la performance degli acquisti sostenibili, soprattutto perché la catena di approvvigionamento genera costi sociali e ambientali maggiori rispetto alle operazioni interne di un’azienda. La sostenibilità è un viaggio e la catena di approvvigionamento è la via più veloce per raggiungere la meta. Le aziende che abbiamo valutato almeno tre volte hanno incrementato le loro pratiche sostenibili e sono migliorate in tutti i settori della sostenibilità”.

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