Analisi

Inclusione: il punto di vista del dipendente, per uno smart working davvero smart

I temi della centralità della persona sono fondamentali per la creazione di un ambiente di Smart working che non serva soltanto ad abilitare gli utenti al lavoro da casa ma che permetta di focalizzarsi sulle esigenze e sulle priorità delle persone, che crei le condizioni per favorire la possibilità di sviluppare appieno il loro potenziale. Grazie al digitale le imprese possono contare su una forza lavoro più motivata, soddisfatta e produttiva migliorando i parametri di sostenibilità ambientale e sociale

27 Lug 2021

Mario Derba

Vice president Western & Southern Europe

Vice president Western & Southern Europe Citrix

Nel Quindicesimo secolo, gli artisti del Rinascimento Italiano rivoluzionarono il mondo dell’arte. L’architetto e scultore Filippo Brunelleschi viene considerata la prima persona ad aver utilizzato la prospettiva lineare. Altri pittori misero in pratica questo nuovo concetto con un trucco che rendeva tutto più facile: utilizzavano una griglia sottostante mentre disegnavano, così da ottenere l’effetto visivo desiderato nello spazio tridimensionale. Oggi, gli strumenti che ci facilitano il lavoro non sono più semplici griglie disegnate, ma tecnologie digitali e, ancora una volta, viviamo in un’era di rivoluzione del modo in cui lavoriamo.

Gli artisti del rinascimento fecero enormi progressi abbracciando un nuovo punto di vista; mentre i loro predecessori medievali dipingevano più grandi gli oggetti e le persone che consideravano più importanti, la nuova generazione di pittori abbracciò invece il punto di vista dell’artista e quindi quello dello spettatore. Di conseguenza fu l’individuo a trovarsi al centro della scena.

Persona come punto focale nelle strategie di lavoro

In maniera simile, oggi è l’individuo che deve essere il punto focale nelle strategie di lavoro. Il rapido incremento dell’utilizzo degli uffici casalinghi che è seguito al lockdown ha dimostrato che esiste un modo migliore di lavorare rispetto a quello che prevede il 100% della presenza in ufficio. La tecnologia dello smart working ha permesso infatti a chi lavora di farlo da ovunque voglia o abbia bisogno, e con qualsiasi dispositivo, facendo esattamente le stesse cose che si farebbero in ufficio, con le medesime regole di sicurezza e con lo stesso livello di affidabilità.

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La pandemia ci ha quindi obbligati a cambiare il nostro punto di vista. I lockdown che si sono succeduti hanno chiarito che il lavoro non è un luogo verso cui andare, ma qualcosa che facciamo. In Citrix, per esempio, abbiamo chiuso i nostri uffici locali il 7 marzo 2020 e sono stato in grado di continuare a lavorare senza nessun intoppo.

Tuttavia, questo nuovo modo di lavorare presenta un punto debole. Lo smart working non si traduce tanto nell’adottare una tecnologia affinché una location di lavoro possa essere indipendente, ma riguarda soprattutto il permettere a ogni lavoratore di raggiungere i propri obiettivi. In un mondo in cui esiste una grande richiesta di personale qualificato e di talenti, il nostro focus deve spostarsi dal limitare a mantenere attivi I processi di business ad assicurarsi che i dipendenti siano produttivi, sicuri, felici e in salute.

Lo smart working permette di spostare il focus sulle persone

Tutto ciò si può ottenere in modi diversi. I servizi cloud rendono le applicazioni, i servizi IT e u dati accessibili ovunque nel mondo. I workspace digitali offrono ai dipendenti un ambiente di lavoro facile da usare, sicuro e collaborativo per accedere a tutti i dati di cui hanno bisogno nei loro rispettivi ruoli. E l’intelligenza artificiale integrata in questi servizi cloud e spazi di lavoro digitali assiste i dipendenti in diversi modi; automatizza compiti ripetitivi, suggerisce modi per ottimizzare il workflow, offre assistenti digitali per qualsiasi cosa: dalla pianificazione di un meeting al tracciamento del proprio worklife balance. In questo modo, la tecnologia digitale non migliora soltanto i flussi di lavoro, ma anche la salute fisica e mentale dei dipendenti. Il fatto che lo smart working permetta di spostare il focus sulle persone è di importanza fondamentale, perché il successo delle aziende dipende da una forza lavoro motivata, produttiva e in salute.

Un approccio graduale, in funzione dei risultati

Questa rivoluzione non può però essere effettuata da un giorno all’altro, ma deve essere introdotta un passo per volta. Per esempio, un’istituzione finanziaria potrebbe in primo luogo mettere a disposizione dei trader soluzioni che permettano loro di lavorare da ovunque e nei giorni che preferiscono. Una volta che l’ambiente dello smart working è stato poi abilitato per questo specifico gruppo di utenti, l’azienda può procedere con il rollout in altri team e in altri dipartimenti. Come parte integrante di questo processo, le aziende dovrebbero raccogliere feedback dai loro dipendenti e reagire in modo flessibile e veloce, per essere sicure che gli ambienti di smart working incontrino le singole esigenze di ogni membro della loro forza lavoro.

Smart working non significa soltanto abilitare gli utenti a lavorare da casa ai tempi della pandemia. Significa focalizzarsi sulle esigenze e sulle priorità delle persone, e metterli in condizioni di lavorare per sviluppare appieno il loro potenziale. Con le attuali tecnologie digitali, gli strumenti per lo smart working sono già qui. Adesso affinché le aziende riescano ad avere una forza lavoro più felice, sana e produttiva serve soltanto un cambio di prospettiva.

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