La transizione energetica e la sostenibilità sono sempre di più al centro di un percorso che impatta direttamente su fattori come governance, investimenti, processi e accesso ai capitali. Per le imprese si tratta di sfide che aprono le porte a una ricca serie di vantaggi che si possono concretizzare solo se si supera l’approccio caratterizzato da interventi frammentati e complessi con tanti passaggi e tante figure diverse. Al contrario oggi la possibilità di generare un vero valore aggiunto grazie all’ESG arriva dalla capacità di disporre di una visione d’insieme, di garantire dati omogenei, precisione, velocità di analisi e di azione per trasformare, a tutti gli effetti, il rispetto degli obblighi normativi in competitività.
Sulla base di questi presupposti è stata creata Leyton ESG (annunciata da ESG360 nel servizio Leyton ESG: energia, finanza e sostenibilità al servizio della competitività n.d.r.) proprio con l’obiettivo di accompagnare le aziende nell’integrazione delle tre dimensioni che permettono di generare nuovo valore grazie all’ESG: la definizione della strategia e della rendicontazione, l’esecuzione tecnica dei progetti di efficientamento e decarbonizzazione, e l’autofinanziamento degli investimenti tramite finanza agevolata e incentivi.

Per conoscere meglio Leyton ESG, le sue strategie e le prospettive di sviluppo, ESG360 si è confrontata con Roberto Fabbi, CTO di Leyton ESG
Quali sono le motivazioni che hanno spinto alla creazione di Leyton ESG e quali sono i bisogni di mercato ai quali intendete rispondere con questa organizzazione?
Leyton ESG nasce dalla consapevolezza che la transizione ecologica ed energetica non è un traguardo statico, ma un percorso strategico di lungo periodo. Molte aziende si trovavano frammentate tra diversi consulenti: uno per la parte strategica, uno per gli interventi tecnici e un altro per la finanza agevolata, rendendo difficile mantenere una visione d’insieme. Con questa decisione abbiamo voluto creare un interlocutore unico, che rispondesse a due bisogni fondamentali del mercato:
- In prima istanza abbiamo voluto rispondere alla necessità di fornire una guida nel percorso ESG, per superare la logica dei singoli servizi e accompagnare le imprese in un’evoluzione strutturata. Supportiamo infatti il cliente dalla definizione della strategia iniziale alla misurazione dei risultati, fino alla rendicontazione finale, garantendo che ogni passo del percorso sia coerente, certificabile e orientato al miglioramento continuo.
- In secondo luogo, a livello di integrazione delle competenze, siamo in grado di agire seguendo un approccio che ci permette di rispondere al bisogno di semplicità e di offrire una sintesi rara sul mercato. Uniamo infatti la visione strategica ESG, le competenze tecniche di una ESCo certificata e la capacità di autofinanziare la transizione tramite incentivi e bandi.
In concreto agiamo con l’obiettivo di trasformare la sostenibilità da obbligo normativo a leva di competitività e ci impegniamo affinché ogni tappa del percorso ESG di un’azienda si traduca in dati certi, in processi più efficienti e in una maggiore solidità sul mercato, rendendo la transizione ecologica un investimento accessibile e profittevole.
Quali sono le principali caratteristiche del vostro approccio in termini di gestione dei progetti a livello di governance, responsabilità, KPI, investimenti?
Il nostro approccio si basa sulla concretezza e sulla misurabilità. Integriamo i nostri esperti (EGE e auditor certificati) con il team aziendale, creando una struttura di gestione chiara in cui ogni fase del percorso ESG ha responsabilità precise e condivise. Definiamo KPI tecnici e finanziari rigorosi (come le emissioni Scope 1, 2 e 3 o i risparmi energetici) per monitorare ogni progresso con dati oggettivi e certificabili. Abbattiamo poi i costi della transizione identificando bandi, crediti d’imposta e incentivi tecnici. In questo modo, siamo nella condizione di garantire un ROI più rapido. E infine, come ESCo certificata, gestiamo l’intero ciclo del progetto: dalla diagnosi energetica iniziale all’attuazione degli interventi, fino al monitoraggio dei risultati reali, agendo come unico partner responsabile.
Quali sono i componenti dell’offerta ESG e quali sono i risultati “misurabili” che permettete di raggiungere con le vostre progettualità. Ad esempio, come agite per la riduzione di consumi e costi, per l’accesso alla finanza agevolata, per il miglioramento di rating o score e per la riduzione del rischio?
L’offerta si struttura in 3 principali macroaree: ESG & sostenibilità, efficientamento energetico e decarbonizzazione, Autofinanziamento transizione energetica.
Supportiamo le aziende nella definizione della strategia e nella redazione del Bilancio di Sostenibilità. I risultati misurabili includono il miglioramento del rating ESG, la conformità alle normative (con Bilancio di Sostenibilità e EUDR) e la riduzione dell’impronta carbonica (LCA/GHG). Tutto questo si traduce inoltre in una riduzione del rischio operativo e in una maggiore attrattività verso investitori e istituti bancari.
Grazie alle nostre Diagnosi Energetiche e alla gestione tramite Energy Manager (EGE), puntiamo alla riduzione dei consumi e dei costi operativi. Implementiamo poi sistemi di gestione come la ISO 50001, che permettono un monitoraggio costante delle performance energetiche e l’individuazione di sprechi strutturali.
Grazie ai nostri servizi permettiamo alle aziende di accedere a strumenti come Certificati Bianchi (TEE), Conto Termico, Crediti d’Imposta e Bandi. Il risultato che mettiamo a disposizione si configura in un abbattimento immediato del costo dell’investimento e in un miglioramento del cash flow.
In sintesi, le nostre progettualità non portano solo un beneficio ambientale, ma generano un impatto economico diretto: minori spese energetiche, nuovi capitali tramite la finanza agevolata e un posizionamento di mercato più solido grazie a certificazioni e rating di alto livello.
Come si sviluppano le diverse fasi del percorso progettuale. Come agite a livello di assessment iniziale, di obiettivi, di strumenti e/o leverage per tappa e di misurazione?
Il nostro percorso è strutturato come un ciclo di miglioramento continuo.
Costruiamo una strategia su misura per ogni cliente, quindi il primo step è sempre un kick off nel quale intervistiamo l’azienda per capire i reali bisogni, i loro obiettivi nel breve, medio e lungo termine, i conseguenti KPI. Identifichiamo così i punti di forza e le aree di intervento. Presentiamo quindi la nostra soluzione e definiamo insieme il perimetro d’azione e il percorso, con traguardi ambiziosi ma realistici.
L’attività successiva dipende dal servizio specifico, ma nella maggior parte dei casi si configura in un’analisi dettagliata dei dati forniti dal cliente o raccolti dai nostri consulenti in loco durante i sopralluoghi e nella successiva elaborazione dei dati stessi per arrivare all’output definito durante l’assessment iniziale. In questa fase, a seconda del progetto, si può rendere necessario coinvolgere dei partner per installare dei misuratori, sistemi software, impianti tecnologici o simili.
Inoltre, assicuriamo un monitoraggio normativo continuo per trovare strumenti agevolativi per i progetti in essere o in divenire.
Concluso il progetto viene consegnato il dossier tecnico e inizia la fase successiva che, a seconda del progetto, può essere di monitoraggio, può prevedere l’ottenimento di una certificazione, oppure la continuazione del percorso ESG.
Relativamente all’Energy management, quanto è importante oggi il tema energy nell’ambito delle strategie ESG e che ruolo svolge il fatto di essere una ESCo certificata?
L’energy management è un tema ormai fondamentale per le aziende, non soltanto per obblighi normativi (per le energivore, per esempio), ma anche perché è l’aspetto che nella maggior parte dei casi per primo viene affrontato nei percorsi ESG. Infatti, intervenire sui consumi energetici permette non soltanto di ridurre le emissioni e migliorare il proprio rating ESG, ma anche di tagliare i costi, garantendo una ricaduta fondamentale per le imprese. Inoltre, le numerose agevolazioni fiscali permettono di rientrare dagli investimenti per l’efficientamento energetico, rendendo il tutto ancora più interessante e accessibile anche per le aziende meno strutturate.
La scelta strategica di diventare una ESCo certificata ci permette di intervenire seguendo in prima persona tutte le fasi del percorso: in quanto soggetto riconosciuto siamo autorizzati ad eseguire operatività per conto del cliente, abbiamo accesso esclusivo ai Certificati Bianchi, possiamo realizzare Diagnosi Energetiche certificate, e così via.
Finanza pubblica e incentivi. Quali sono le principali linee guida legate all’integrazione di fondi e incentivi in relazione a progetti ESG?
L’integrazione di fondi e incentivi è la condizione necessaria per accelerare la transizione ecologica delle imprese. Non consideriamo gli incentivi come interventi isolati, ma mappiamo tutte le agevolazioni disponibili lungo l’intero percorso progettuale con una pianificazione strategica. Questo significa analizzare fin dall’inizio quali investimenti possono beneficiare di crediti d’imposta (come Transizione 5.0), quali di contributi a fondo perduto (bandi regionali, nazionali o PNRR) e quali di incentivi tecnici legati al risparmio energetico (come i Certificati Bianchi o il Conto Termico).
La normativa italiana ed europea è complessa e spesso prevede limiti alla cumulabilità tra diversi incentivi. La nostra linea guida è garantire la massima ottimizzazione finanziaria nel pieno rispetto delle regole, evitando rischi di revoca. Grazie alla forza del Gruppo Leyton, abbiamo una visione trasversale che ci permette di utilizzare correttamente strumenti diversi per abbattere drasticamente il payback period dell’investimento. Inoltre, integriamo i fondi in modo che l’efficientamento si autofinanzi.
Trasformiamo insomma la finanza pubblica da semplice “rimborso” a vero e proprio motore di investimento, permettendo alle aziende di realizzare progetti ambiziosi che, senza un’integrazione intelligente dei fondi, resterebbero nel cassetto
CSRD e reporting. Come supportate le aziende nella rendicontazione. Con quali processi, data model, controlli, audit trail? E come gestite la relazione tra rispetto della compliance e trasformazione delle imprese?
La direttiva CSRD impone robustezza e tracciabilità del dato anche non finanziario. Per questo partiamo dall’analisi di doppia materialità, identificando i temi su cui l’azienda deve riferire e concentrarsi in via prioritaria. Creiamo quindi un modello di raccolta dati personalizzato, che mappi i flussi informativi aziendali assicurando che ogni KPI applicabile richiesto dagli standard GRI ed ESRS sia alimentato da fonti certe e verificabili. Garantiamo la trasparenza delle informazioni fornite permettendo di tracciare l’origine di ogni dato. Infine, aiutiamo l’azienda a integrare i processi nei loro sistemi gestionali, riducendo il margine di errore manuale e rendendo il monitoraggio continuativo.
In merito al rapporto tra compliance e trasformazione, non ci fermiamo al rispetto dell’obbligo fine a sé stesso. Usiamo la conformità normativa come opportunità per la trasformazione, misurando l’impatto dell’azienda e intervenendo con le nostre competenze per attuare cambiamenti reali e migliorando davvero le performance. Il nostro vero obiettivo è la trasformazione energetica e competitiva.
A quali imprese vi rivolgete primariamente, sia dal punto di vista delle dimensioni (Pmi, mid-market, grandi imprese) sia in relazione alle industry (manifatturiero, servizi, energy-intensive)?
Copriamo tutte le imprese, dalle più piccole alle più grandi, assicurando ad ogni cliente lo stesso livello di attenzione e qualità. In termini di industry, abbiamo seguito e seguiamo aziende operanti nei settori più disparati: dal manifatturiero alla consulenza, dai servizi al vitivinicolo. Alle aziende energivore assicuriamo tutti i servizi necessari per la compliance normativa, ma grazie alla nostra offerta differenziata ci rivolgiamo anche alle piccole imprese interessate a certificazioni specifiche.
Svolgiamo anche servizi per le Pubbliche Amministrazioni o per aziende con partecipazione pubblica.
Possiamo mostrare uno usecase di “percorso integrato” dove energia + finanza + governance hanno generato un vantaggio competitivo misurabile?
Sì, ne abbiamo parecchi, ma ne presentiamo uno particolarmente significativo: un’azienda manifatturiera interessata alla sostenibilità come risposta alle richieste del mercato ci ha chiesto di iniziare con un rating di sostenibilità, allo scopo di mappare la sua situazione ESG. Da lì abbiamo identificato degli interventi di miglioramento che si sono concretizzati su diversi piani come certificazione parità di genere (UNI PdR/125) per migliorare la performance lato Governance; diagnosi energetica e inventario GHG, per efficientare i consumi e ridurre le emissioni; nella capacità di portare le performance energetiche e ambientali a un livello più alto, nel Bilancio di Sostenibilità, allo scopo di racchiudere tutte le attività in un unico output, utile anche per rispondere a stakeholder e differenziarsi nel loro settore. Da qui abbiamo poi definito un piano di decarbonizzazione su misura, che prevede altri e diversi progetti per i prossimi anni. In termini finanziari, inoltre, il percorso realizzato con noi e le analisi svolte su tutti gli aspetti aziendali, hanno prima permesso di identificare molteplici agevolazioni fiscali e hanno poi consentito all’azienda di accedervi monetizzando un ritorno economico complessivo di oltre 1 milione di euro in 3 anni. Questo è ciò che intendiamo con un percorso ESG autofinanziato.
Quali evoluzioni prevedete in termini di nuovi servizi, di partnership, di digitalizzazione del dato ESG e quali trend di mercato vi sembrano più determinanti per il futuro?
Prevediamo un’evoluzione significativa dei servizi in ambito Energia ed ESG, che si stanno rapidamente spostando dalla sola logica di compliance normativa verso un approccio orientato alla creazione di valore strategico per le imprese. In questo scenario, il ruolo della consulenza sarà sempre più quello di accompagnare le organizzazioni lungo percorsi strutturati di transizione energetica e sostenibilità, integrando efficienza energetica, decarbonizzazione, gestione dei rischi climatici e performance economico-finanziaria.
I nuovi servizi si concentreranno su soluzioni end-to-end relative a strategie di riduzione delle emissioni basate su dati misurabili, su modelli di Energy-as-a-Service, su strumenti avanzati di climate risk assessment e sul supporto alla rendicontazione CSRD ed ESRS.
In parallelo, crescerà l’importanza di partnership qualificate, nello specifico con player tecnologici, utility, istituzioni finanziarie e fornitori di dati, per costruire ecosistemi in grado di scalare soluzioni complesse e innovative.
La digitalizzazione del dato ESG rappresenterà a sua volta un fattore determinante. Piattaforme proprietarie, capaci di integrare dati energetici, ambientali e di filiera, consentiranno di passare da un reporting statico a una gestione dinamica e predittiva delle performance ESG. L’utilizzo di analytics avanzati e intelligenza artificiale permetterà di migliorare la qualità del dato, di anticipare rischi e di supportare decisioni strategiche, rendendo la sostenibilità parte integrante dei processi di business e riducendo il carico di lavoro richiesto alle imprese.
I trend di mercato più rilevanti saranno il rafforzamento della regolazione, il crescente peso dell’ESG nelle decisioni di investimento e di accesso al credito, l’accelerazione della decarbonizzazione e la centralità dei dati come asset competitivo.
In questo contesto, l’ESG non sarà più percepito come un obbligo, ma come una leva concreta di resilienza, innovazione e vantaggio competitivo di lungo periodo.







