Epson punta sulla sostenibilità: non venderà più stampanti laser

La società ha annunciato che dal 2026 in tutto il mondo eliminerà dal listino le macchine a tecnologia laser. Nel contempo ha presentato la nuova serie WorkForce Enterprise AM-C, con velocità di stampa di 40-60 ppm e un ridotto impatto ambientale, che è pensata per il mid-market

18 Nov 2022
Fabrizio Pincelli

Giornalista

Epson WorkForce Enterprise AM-C con finisher opzionale

Dal 2026, Epson abbandonerà la vendita e la distribuzione di stampanti a tecnologia laser a livello mondiale (sarà mantenuta la vendita di toner). L’annuncio è sicuramente destinato a destare scalpore nel settore della stampa. È pur vero che le laser non sono mai state il core business dell’azienda, tuttavia, le hanno permesso di vincere gare ed entrare in settori o aziende ai quali non poteva proporre un prodotto competitivo basato sulla tecnologia a getto d’inchiostro (le macchine sono costruite da Kyocera).

Ora, invece, il potenziale della stampa inkjet, in termini di sostenibilità e prestazioni, ha raggiunto un livello tale da consentire di fare la scelta strategica e considerarla l’unica tecnologia su cui puntare. “È nel nostro DNA limitare gli sprechi, ridurre le dimensioni e aumentare la qualità dei prodotti – ha affermato Massimo Pizzocri, Amministratore delegato di Epson Italia –. Nel 2008 abbiamo anticipato che entro il 2050 avremmo ridotto del 90% l’impatto dei nostri prodotti. Quello che nel tempo abbiamo promesso lo abbiamo sempre mantenuto e siamo sulla giusta via per ottenere i risultati che ci eravamo riproposti. Quindi, questo non è un annuncio ma è la condivisione di una tappa che abbiamo raggiunto nel nostro percorso. La decisione di abbandonare il mercato delle stampanti laser è coerente con le nostre scelte, che non possono essere legate solo a interessi commerciali”.

Secondo Pizzocri, se un’azienda guarda all’innovazione sostenibile le stampanti laser non rientrano in questo quadro, poiché consumano di più rispetto ai modelli inkjet e richiedono un maggior numero di consumabili. “La nostra attività sarà totalmente incentrata sulla tecnologia inkjet a freddo con testina piezoelettrica, che è frutto di un investimento di 700 milioni di euro e di cui siamo proprietari – ha sottolineato Pizzocri –. Non richiede calore per fondere il toner sulla carta e comporta quindi consumi energetici decisamente inferiori”.

Massimo Pizzocri, Amministratore delegato di Epson Italia
Massimo Pizzocri, Amministratore delegato di Epson Italia

Al posto delle laser, una nuova gamma di inkjet

Epson ha fatto coincidere la notizia del termine della commercializzazione di stampanti a tecnologia laser con la presentazione di una nuova gamma di multifunzione inkjet: la serie WorkForce Enterprise AM-C, con velocità di stampa di 40-60 ppm e rivolta al mid-market. “È il tassello che ci mancava per completare la gamma di macchine per l’ufficio, che ora include soluzioni per ogni esigenza di stampa, dai modelli per piccoli gruppi di lavoro ai multifunzione dipartimentali ad alta velocità”, ha dichiarato Luca Motta, Head of Sales Office Print di Epson Italia. Infatti, l’azienda è più che mai intenzione a rivestire un ruolo di primo piano anche nel segmento dei dispositivi office a media velocità.

WHITEPAPER
Modelli di agricoltura sostenibile per un’economia circolare
Smart agrifood
Sviluppo Sostenibile

D’altra parte, stando alle analisi di IDC, è un mercato molto interessante. In Italia, negli uffici, ogni anno si stampano ancora circa 60 miliardi di pagine A4. Il segmento delle stampanti inkjet è destinato a crescere a un tasso del 5,1% all’anno in Europa occidentale, mentre la domanda dei modelli laser subirà un calo dello 0,4%. Nel 2022 in Italia, invece, il segmento business inkjet cresce del 10% su base annua. Nel 2021 rappresentava il 22% del mercato e IDC prevede che raggiungerà il 28% entro il 2026. I trend di crescita delle stampanti inkjet per l’ufficio sono simili sia per l’area CEE sia per l’area MEA. Dalla ricerca IDC è emerso inoltre che quasi il 90% dei responsabili decisionali in ambito hardware delle aziende ora considera i consumi energetici e la riduzione dei rifiuti “estremamente” o “molto” importante nella scelta dei nuovi dispositivi di stampa. Proprio per questo, quasi due terzi (63%) hanno acquistato una business inkjet negli ultimi 12 mesi.

Alla conquista del mid-market

La nuova serie WorkForce Enterprise annovera tre modelli compatti e “leggeri”, che contribuiscono a ridurre l’uso delle risorse in fase di produzione e spedizione (il peso è molto contenuto rispetto a quello di una laser, ma si parla comunque di circa 120 kg). Non solo: anche le cartucce di inchiostro ad alta capacità prevedono un minore impiego di risorse e agevolano la spedizione, lo stoccaggio e la gestione dei materiali di consumo, oltre a ridurre i tempi di inattività per l’esecuzione degli interventi di manutenzione ordinaria. “Questo va a vantaggio sia delle aziende sia dei nostri partner, che potranno liberare più spazio nei loro magazzini – ha precisato Motta –. Non solo. Con le nuove machine, gli interventi di manutenzione saranno più semplici e questo consentirà ai partner di dedicare meno persone all’assistenza tecnica, che potranno essere spostate in altri ambiti, come la prevendita o la vendita”.

Da sottolineare poi che le testine rimangono umidificate anche quando la stampante non è in uso. Questo, secondo i dati di Epson, riduce del 27% i cicli di pulizia, il che si traduce in un risparmio sui costi e in una riduzione dei materiali di scarto.

Ancora in tema di partner, Luca Motta ha evidenziato il ruolo strategico che svolgerà il canale per l’affermazione delle WorkForce Enterprise. “Il mid market vede ogni anno la vendita di circa 20.000 stampanti. Entro il 2026, intendiamo conquistare una quota almeno del 20% di tale segmento. E questo risultato lo vogliamo ottenere lavorando con i partner. Non ne abbiamo bisogno di nuovi, dobbiamo essere convincenti con quelli che abbiamo affinché adottino la tecnologia a getto d’inchiostro. A loro abbiamo dedicato anche una sezione del nostro sito dove poter configurare al meglio una stampante con il finishing più adatto alle esigenze dell’utente”.

LucaMotta, Head of Sales Office Print di Epson Italia
LucaMotta, Head of Sales Office Print di Epson Italia

Optimization Report, una prova pratica della sostenibilità

Riguardo invece il consumo energetico, Luca Motta ha precisato che “sei stampanti della nuova gamma, a regime, consumano la stessa energia di una laser equivalente”. Sicuramente un dato eclatante, ma quello che forse assume ancor più rilievo in termini di sostenibilità è l’Optimization Report. Non è proprio una novità, è stato presentato ad aprile, ma diventa particolarmente importante proprio quando si decide di passare dalla tecnologia laser a quella a getto d’inchiostro. L’Optimization Report permette infatti di fare un’analisi del parco installato determinando quanto si potrebbe risparmiare se fossero sostituite tutte le macchine laser presenti negli uffici con stampanti dotate della nuova tecnologia Epson in termini di consumi energetici, ore uomo per la sostituzione dei materiali di consumo, costi per lo smaltimento dei materiali di consumi e costi per la manutenzione.

L’elaborazione viene fatta da una società indipendente e il risultato è un report di 14 pagine che può anche essere inserito nel bilancio di sostenibilità qualora la sostituzione delle macchine sia avvenuta realmente e il calcolo non sia solo una simulazione.

“Ogni prodotto della nostra gamma di stampanti inkjet per l’ufficio offre alle aziende la tecnologia di cui hanno bisogno per conseguire gli obiettivi di sostenibilità previsti – ha concluso Luca Motta –. Ai nostri partner e clienti forniamo soluzioni basate su tecnologie sostenibili, che fanno davvero la differenza nel ridurre i consumi energetici e le emissioni di CO2”.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

Articolo 1 di 5