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Environment: Aws Disaster Response aiuta la ricostruzione “dati” dopo i disastri naturali

Utilizzando droni, dati e chilometri di cavi, il programma collabora con organizzazioni specializzate per ripristinare le infrastrutture di connessione internet e riportare speranza nelle aree colpite da uragani e altre calamità

23 Lug 2021

Redazione ESG360

Quando si verificano disastri naturali come uragani, incendi, inondazioni, o qualunque altra calamità, spesso ne vediamo l’impatto distruttivo attraverso immagini di persone in fila per cibo, acqua e riparo.
Però, quello che non si nota nel mezzo di un disastro è altrettanto vitale: i dati e la connessione. Il loro ripristino è assolutamente fondamentale per mettere in contatto le persone con i propri cari. Ma anche per raccogliere e analizzare rapidamente i dati in modo che i beni essenziali- cibo, acqua e riparo – possano essere distribuiti in modo più efficiente, sicuro ed equo alle persone che ne hanno bisogno.

“Il fatto che le persone chiedano una connessione wi-fi e un caricatore del telefono prima di chiedere l’acqua è vera al 100%”, ha affermato Brendan Harvey, executive director di Disaster Immediate Response Team (DIRT) di Help.ngo. “Questa richiesta non arriva solo da coloro che sono stati colpiti in prima persona dalla calamità, ma anche dai soccorritori che necessitano di comunicare tra di loro e con le comunità che sono lì per aiutare”.

Con l’aumento della gravità e della frequenza dei disastri naturali in tutto il mondo, l’organizzazione di Harvey e altri esperti di tecnologia, tra cui il team Disaster Response di Amazon Web Services (AWS) e i suoi volontari, sono sempre più preziosi. Alla fine del 2020, ad esempio, le squadre si sono recate nelle Filippine dopo che circa 390.000 persone sono state sfollate da un ciclone, per aiutarle a trovare un rifugio utilizzando filmati di droni e altre tecnologie.

Connessione dati sempre più essenziale

Il 1° giugno è iniziata ufficialmente la stagione degli uragani atlantici 2021 nel sud-est degli Stati Uniti, nei Caraibi e nella costa del Golfo. Tuttavia, la prima tempesta della stagione, denominata Tropical Storm Ana, ha iniziato a svilupparsi il 22 maggio, estendendo la serie di tempeste formate prima del 1° giugno in corso da ormai sei anni.
La stagione degli uragani del 2020 ha visto così tante tempeste – 30 in tutto – che l’Organizzazione Meteorologica Mondiale delle Nazioni Unite, che nomina le tempeste, ha esaurito i nomi e ha dovuto ricorrere all’alfabeto greco. La National Oceanic and Atmospheric Administration ha affermato che “una stagione al di sopra della norma è molto probabile” nel 2021.

Questa tendenza non riguarda solo questa regione o solo gli uragani. In tutto il mondo la gravità e la frequenza di incendi, inondazioni, forti tempeste e altri disastri naturali sono aumentate, così come i costi umani e finanziari. Per cercare di ridurre al minimo tali costi, l’accesso ai dati è diventato essenziale per le persone che hanno bisogno di aiuto e per coloro che lo offrono.
Il programma Aws Disaster Response dispone di volontari sempre pronti a fornire supporto durante i disastri. I dipendenti sono tenuti a seguire la formazione di Fema e della Croce Rossa prima di lavorare con i partner senza scopo di lucro, come Help.ngo o l’Information Technology Disaster Resource Center (Itdrc). I loro compiti possono includere il prestito di competenze tecniche per ripristinare la connettività sul campo. Inoltre, i volontari aiutano i clienti a sfruttare i servizi edge per accedere a dati critici a livello locale.

Itdrc è un’organizzazione di circa 2.500 volontari, principalmente localizzati negli Stati Uniti, la cui missione è connettere le comunità in crisi. Lavora con una serie di aziende tecnologiche, incluso il team di Aws Disaster Response, per presentarsi sulla scena di un disastro con generatori, antenne paraboliche, ripetitori wi-fi e chilometri di cavi. Quando manca la corrente e la copertura del cellulare è inesistente, i volontari di Itdrc lavorano per stabilire una connessione locale temporanea mentre le società di telecomunicazioni e di servizi pubblici sono impegnate a riparare l’infrastruttura permanente.

“Durante questi eventi è fondamentale poter dire alla gente: ‘Sto bene, sono al rifugio’ o in chiesa o ai parenti’, ma sto bene”, ha detto Hillis, capo delle operazioni presso Itdrc. “Aiuta la salute mentale della comunità. Se riesci a dire: “Sto bene”, significa che sta iniziando il processo di guarigione”.

I soccorritori possono attingere alla rete Itdrc per richiedere le forniture necessarie o per indirizzare le risorse dove sono più richieste. Utilizzando il dispositivo Aws Snowball Edge, una scatola portatile e robusta che offre la possibilità di raccogliere, archiviare ed elaborare rapidamente i dati quasi ovunque, i volontari di Itdrc hanno sostenuto una videoconferenza con le agenzie connesse per coordinare la risposta e utilizzare le risorse nel modo più efficiente il più possibile. Hanno anche fatto cose semplici come collegare uno schermo per trasmettere in streaming cartoni animati per i bambini nel rifugio. “Dà loro una sensazione di sicurezza e normalità”, ha detto Hillis. “Si tratta di iniziare la guarigione e, in questo senso, portiamo tanta speranza quanto infrastrutture”.

Nuove priorità contro sfide importanti

Non molto tempo fa, fornire una connessione dati immediata in alcune parti del mondo durante e dopo un disastro naturale non era una priorità, ha affermato Harvey, dirigente di Help.ngo. “Ma viviamo in un mondo sempre più interconnesso, mediato da Internet e dipendente dai dati, e questo è diventato particolarmente vero nel contesto della risposta alle emergenze e di ciò che accade in seguito”, ha affermato.

“Il nostro programma è stato fondato sulla convinzione che la tecnologia abbia il potere di risolvere i problemi più urgenti del mondo”, ha affermato Noah Eden, global lead Aws Disaster Response. “Aws è in una posizione unica per supportare le organizzazioni no profit, le organizzazioni che si occupano di gestire disastri e le comunità nei momenti di maggiore necessità. Combinando il volontariato con una tecnologia all’avanguardia, fra cui i droni, possiamo agire come un moltiplicatore di forza per le organizzazioni che rispondono ai disastri, aiutandole a superare le sfide uniche che devono affrontare sul campo”.

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