Con l’avvio dei saldi estivi torna anche il tema dell’impatto ambientale del settore moda. Se gli sconti rappresentano un’opportunità di risparmio per la maggior parte delle famiglie italiane, l’aumento degli acquisti rischia di tradursi in un’ulteriore crescita dei rifiuti tessili, una delle frazioni che ancora oggi presenta i maggiori margini di miglioramento sul fronte della raccolta e del riciclo.
I dati richiamati da Ecotessili fotografano un trend significativo. Secondo l’Agenzia europea dell’ambiente (EEA), il consumo medio pro capite di prodotti tessili in Italia è passato da 17 a 19 chilogrammi all’anno tra il 2019 e il 2022. Parallelamente, le rilevazioni ISPRA mostrano che l’80% dei prodotti tessili non viene conferito nella raccolta differenziata, restando così escluso dai percorsi di recupero e riciclo.
La sostenibilità inizia dalla scelta di acquisto
Per il Consorzio Ecotessili la gestione sostenibile del tessile non riguarda soltanto la fase finale del ciclo di vita dei prodotti, ma parte molto prima, nel momento in cui il consumatore decide cosa acquistare.
“Quando si parla di sostenibilità nel tessile, l’attenzione si concentra spesso sulla fase di produzione o sul riciclo di un dato prodotto. In realtà una gestione sostenibile non inizia quando una t-shirt o un paio di sneakers vengono gettati, ma nel momento stesso in cui vengono acquistati», osserva Giancarlo Dezio, direttore generale di Ecotessili.
Secondo Dezio, i saldi possono trasformarsi in un’occasione per promuovere comportamenti di consumo più responsabili, privilegiando capi destinati a durare nel tempo piuttosto che acquisti impulsivi.
“Una parte importante della sfida si gioca nelle decisioni quotidiane di ciascuno di noi -spiega – a partire dagli acquisti. I saldi possono essere l’occasione per acquistare in modo più consapevole, privilegiando capi da utilizzare a lungo”.
In attesa dell’EPR, la prevenzione resta la strategia più efficace
Il consorzio evidenzia come la piena attuazione del sistema di Responsabilità estesa del produttore (EPR) consentirà di sviluppare filiere più strutturate per la raccolta e il recupero dei rifiuti tessili. Fino a quando questo modello non sarà completamente operativo, la prevenzione rappresenta lo strumento più efficace per limitare la produzione di scarti.
In quest’ottica, Ecotessili invita i consumatori ad adottare alcuni criteri nelle scelte d’acquisto: comprare soltanto ciò che si prevede di utilizzare realmente, privilegiare prodotti di qualità, verificare la composizione dei tessuti per favorire una futura riciclabilità e orientarsi verso capi facilmente riparabili o modificabili, così da prolungarne il ciclo di vita.
Raccolta differenziata, tassello essenziale dell’economia circolare
Quando un indumento non può più essere riutilizzato, resta fondamentale conferirlo correttamente nella raccolta differenziata secondo le modalità previste dal proprio Comune. È questo il passaggio che permette di recuperare i materiali e alimentare le filiere dell’economia circolare.
“La raccolta differenziata è il passaggio chiave per consentire il recupero dei materiali e alimentare l’economia circolare – conclude Dezio – Il primo passo resta però una scelta d’acquisto responsabile. Tutto ciò che compriamo perché realmente necessario, se utilizzato a lungo e conferito correttamente a fine vita, riduce drasticamente la quantità di rifiuti generati ogni anno”.








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