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L’ESG transition di Credem: più digital, focus su ambiente, investimenti in competenze

Al centro dell’evoluzione sostenibile in corso in Euromobiliare Advisory SIM c’è il progetto ESG Transition. Iniziato in questa area, con un focus sugli investimenti, è stato poi esteso a tutto il gruppo Credem e sta tuttora sviluppandosi. Al momento, tra le iniziative realizzate, l’integrazione di criteri ESG nel processo di investimento, il consolidamento della corporate social responsibility e un modello di comunicazione e formazione di dipendenti e reti. È stato realizzato anche un decalogo della sostenibilità per sensibilizzare la workforce soprattutto su un uso responsabile e intelligente del digitale

Pubblicato il 11 Gen 2023

Marta Abbà

Giornalista

Fare spazio agli ESG incastrandoli nelle attuali strategie di business, costrette a fare i conti con la crisi energetica e geopolitica, è una mission complessa ma inevitabile. C’è infatti una terza crisi impossibile da ignorare e che richiede l’impegno di tutti. Quella climatica.

Tra le tante iniziative satellite, improvvisate, e quelle più di marketing che di sostanza, c’è chi ha approcciato questa emergenza in modo previdente e responsabile. E sta dimostrando che anche in Italia, Paese che per tradizione “gioca” sempre in emergenza, si può agire step by step, per tempo e con lungimiranza. In questa categoria di organizzazioni, spunta anche il Gruppo Credem, con il suo progetto lanciato “addirittura” in epoca pre-covid, nel dicembre del 2019. Si chiama “ESG transition” e vede la sua genesi all’interno di Euromobiliare Advisory SIM. 

Area investimenti ESG oriented, primo doveroso step

I principali obiettivi di questa iniziativa sono consolidare e sviluppare ulteriormente la corporate social responsibility e una cultura aziendale della sostenibilità diffusa. Il primo step ha riguardato l’integrazione di criteri ESG nel processo d’investimento, per poi sviluppare modelli di comunicazione sempre più conformi verso la comunità finanziaria e la clientela. Non c’è da stupirsi, quindi, che l’area Wealth Management del Gruppo Credem di cui EA SIM fa parte, sia stata la prima ad essere coinvolta.

“Al di là della sensibilità della singola realtà, esiste una spinta lato business per adeguarsi al più presto alle richieste dei regulators che mostrano una crescente attenzione per la finanza verde. Anche gli investitori sono molto sensibili. L’Italia, da questo punto di vista, sembra essere piuttosto avanti” spiega Jacopo Costa, Data Officer & Innovation Specialist. 

Per lavorare sul processo di investimento, ci si è focalizzati sui dati,per garantire informazioni EGS qualificate, creare un database proprietario e arrivare a un sistema di valutazione proprietario. Per operare in modo efficiente e coerente, molto si è investito sulle persone.. “Abbiamo dato priorità all’identificazione di figure che potessero innescare una svolta concreta e veloce su ESG e investimenti. Nel team, quindi, abbiamo incluso analisti specializzati, con la certificazione europea CESGA in grado di individuare titoli o altri asset che rispecchiassero i requisiti di sostenibilità e di compliance coerenti con la nostra politica di investimento”.

Decalogo della Sostenibilità, per “una vita da ufficio” più green

Avviato nell’area più urgente da convertire al green, soprattutto per via della pressione normativa, il progetto ESG transition ha avuto, tra gli altri, anche un risvolto sulle indicazioni di comportamento dei dipendenti, funzionali a migliorare la Corporate Social Responsibility, L’approccio individuato è stato morbido, ma pervasivo. Una delle prime iniziative consiste nel Decalogo della Sostenibilità, esteso poi a tutti i dipendenti del Gruppo.

L’efficacia del Decalogo sta nel pragmatismo e nella semplicità delle best practices ivi contenute, che rendono la ESG transition fattibile e nemmeno troppo disruptive per le persone, dal punto di vista di una forza lavoro non sempre pronta a rivoluzionare le proprie consuetudini. “Molti consigli riguardano temi digitali, da un utilizzo della rete internet rispettoso dell’ambiente, all’uso di motori di ricerca sostenibili, dalla digitalizzazione dei documenti fino alla scelta di inviare mail o messaggi, sapendo che impatto hanno” racconta Pescatrice, sottolineando la buona accoglienza che questo documento ha internamente ricevuto.

Innovazione, digitale e ambiente: le tre coordinate della trasformazione

All’interno del Gruppo si stanno poi sviluppando iniziative di lungo termine e volte al mondo delle startup. Costa cita quella portata avanti dal team innovation di Credem, in collaborazione con CDP. Lo scopo è quello di individuare le migliori realtà fintech con cui collaborare, tra quelle che forniscono strumenti dedicati al mondo bancario, mirate all’efficienza dei processi. “Riducendone i consumi, si minimizza anche il loro impatto energetico”.

L’idea è di puntare sempre di più sul digitale per introdurre nuovi processi e migliorare e rendere efficienti quelli esistenti con un impatto importante sull’ambiente. L’onboarding digitale, la comunicazione a distanza, la firma digitale: “i benefici della digital transformation, lato ESG, sono evidenti, ma va ammesso che non sono stati la molla che ha fatto scattare e tuttora abilita il cambiamento. Le priorità sono state il risparmio di tempo e costi e le aspettative dei regulators che abbiamo però visto anche come opportunità” ammette Costa.

Un’altra scelta strategica che caratterizza l’ESG transition di EA SIM e di tutto il Gruppo Credem è l’impegno sull’ambiente e sulla Transizione Sostenibile delle PMI. Tra le tre grandi dimensioni dell’ESG, è quella su cui ha consapevolmente più strada da fare rispetto al sociale o alla governance. “Il mondo bancario, per sua natura, si è dovuto occupare del proprio impatto sulla società e su compliance, governance ed etica ben prima degli ESG. Invece l’ambito ambientale è sempre stato più distante dal nostro settore ma oggi non è semplicissimo selezionare delle iniziative che non sfocino nel greenwashing” spiega Mario Pescatrice, Corporate & Family Advisor in EA SIM. Un problema che anche le PMI clienti avvertono e segnalano, uno dei tanti motivi per cui “molti sono indietro sulla voce ambiente”. “Supportare le PMI dapprima nel rendicontare i temi della sostenibilità e successivamente nella corretta comunicazione verso l’esterno per il miglioramento della performance aziendali è uno dei nostri principali obiettivi. In ottica complessiva tutto il Paese dovrà occuparsene e, in ogni sua componente strategica” conclude Pescatrice.

Il contenuto è stato realizzato all’interno del progetto Leaders&Tech, la community di Innovatori di IBM in collaborazione con il Network Digital360 e Partners4Innovation.
L’obiettivo della community è favorire lo scambio di innovazione trasversale e continua, concreta e scalabile su temi di primaria importanza per il business
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