In poco tempo l’AI ha mostrato quanti use case fossero possibili e quanto valore si possa creare con l’intelligenza artificiale. Molto spesso gli use case disponibili mostrano contesti molto definiti (ed è naturale che sia così) nei quali AI e persone si muovono sulla base di processi definiti. Nel rispetto di questi processi i risultati sono assai più che significativi e sono alla portata delle imprese che adattano la propria organizzazione. Un approccio questo che vale senza alcun dubbio nel caso in cui l’obiettivo primario è quello della sperimentazione, dell’adozione misurata e governata.
Resta però il fatto che l’AI crea valore quando persone e organizzazioni imparano a evolvere insieme alla tecnologia. In questo ambito si colloca il ruolo dell’Adaptive Intelligence che arricchisce le logiche di adozione e integrazione dell’AI di aspetti e temi legati alla governance ESG. L’Adaptive Intelligence sposta infatti l’attenzione dagli strumenti alla capacità di apprendere, verificare e cambiare: una prospettiva che collega competenze, processi e governance alla competitività dell’impresa.
ESG e Adaptive intelligence: la trasformazione comincia dopo l’adozione
Immaginiamo un’azienda che introduce un assistente AI: i dipendenti iniziano a utilizzarlo, alcune attività diventano più veloci e le prime sperimentazioni producono risultati interessanti. Altri dipendenti completano le loro esperienze e altri fattori vanno a completare il quadro di riferimento dell’Ai in azienda. Normalmente a questo punto (ovviamente semplificando molto i processi) emerge la necessità di rendere scalabili i fattori di miglioramento, ovvero di trasformare questi miglioramenti in una capacità stabile dell’organizzazione.
Il passaggio dall’AI all’Adaptive AI
È qui che prende forma il passaggio dall’intelligenza artificiale all’Adaptive Intelligence ed è qui che l’Intelligenza artificiale entra in relazione con l’ESG. L’ESG chiede a qualsiasi forma di innovazione di stabilire forme di interazione che consentano a persone, a tecnologie e a organizzazioni di collaborare e di adattarsi reciprocamente. L’apprendimento reciproco basato su forma di intelligenza artificiale concepite per adattarsi al contesto aziendale rappresenta un fattore abilitante per la Governance ESG dell’AI.
Uno dei punti chiave per questo sviluppo è rappresentato dalla ricerca di un equilibrio tra la velocità che caratterizza il progresso tecnologico e i tempi necessari alle persone per formarsi, per comprenderlo, per adattarsi e integrarlo nel proprio lavoro.
L’apprendimento e la individuazione delle competenze necessarie per gestire al meglio l’adattamento stesso diventa un valore aziendale nel momento in cui modifica il modo in cui viene affrontata l’evoluzione del lavoro in relazione all’organizzazione aziendale.
ESG e adaptive intelligence: la centralità delle competenze
nella ricerca di questo equilibrio dinamico la formazione svolge un ruolo fondamentale e aiuta le persone a gestire l’evoluzione del proprio ruolo in azienda: per questo è necessario instaurare una collaborazione tra le persone e le soluzioni AI basata su feedback continui e sulla possibilità di trasferire le conoscenze nei processi.
Nello stesso tempo va anche sottolineato che la capacità di adattamento richiede criteri per decidere quando consolidare un determinato cambiamento, quando e come considerare specifici indicatori di produttività piuttosto che KPI relativi a qualità del lavoro e a qualità dell’organizzazione.
La relazione tra ESG e Adaptive Intelligence rappresenta un modello di adozione dell’AI in stretta relazione con i valori associati in particolare alla “S” di Sociale e alla “G” di Governance.









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