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FER X, FER Z e MACSE: come cambia il mercato elettrico


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FER X, FER Z e MACSE sono strumenti complementari per favorire lo sviluppo delle rinnovabili: il primo sostiene la produzione da fonti rinnovabili mature, il secondo punta a incentivare le energie programmabili e il terzo remunera la capacità di accumulo. Insieme favoriscono un sistema elettrico più stabile e decarbonizzato

Pubblicato il 20 set 2026



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FER-X, FER-Z e MACSE
Incentive – thing that motivates or encourages someone to do something, text concept on card


Punti chiave

  • FER X: sostegno a rinnovabili mature tramite gare e contratti per differenza, stabilizza i ricavi e facilita i finanziamenti riducendo l’esposizione alla volatilità dei prezzi.
  • FER Z: modello basato su aggregatori che combinano impianti e sistemi di accumulo per offrire profili energetici programmabili e rendere prevedibile la produzione intermittente.
  • MACSE: meccanismo gestito da Terna per aste di capacità di stoccaggio (batterie, pompaggio), remunera la disponibilità a lungo termine e consente lo spostamento dell’energia nel tempo.
Riassunto generato con AI


FER X, FER Z e MACSE: la nuova energia italiana

La crescita delle fonti rinnovabili sta cambiando profondamente il funzionamento del sistema elettrico italiano: per produrre più energia da sole e vento non basta installare nuovi impianti; occorre anche garantire ricavi sufficientemente prevedibili agli operatori e mantenere la rete in equilibrio.
Fotovoltaico ed eolico generano infatti elettricità in funzione delle condizioni meteorologiche, non della domanda, ne derivano momenti di produzione abbondante, alternati a fasi in cui è necessario ricorrere ad altre forme di energia. Per governare questa trasformazione sono stati sviluppati strumenti con funzioni differenti ma complementari.
Tra questi assumono particolare importanza FER X, FER Z e MACSE.
Il FER X sostiene la realizzazione di impianti alimentati da fonti rinnovabili mature.
Attraverso procedure competitive e contratti per differenza, riduce l’esposizione dei produttori alla volatilità dei prezzi.
Il FER Z introduce una logica più evoluta, fondata sull’aggregazione di impianti e sistemi di accumulo con l’obiettivo di trasformare una produzione intermittente in profili energetici più regolari e programmabili.
Il MACSE interviene sullo stoccaggio dell’elettricità con un meccanismo gestito da Terna che seleziona mediante aste nuova capacità di accumulo.

La loro funzione diventa sempre più importante con la crescita delle fonti rinnovabili non programmabili. I tre strumenti insieme agiscono su produzione, stabilità dei ricavi, programmabilità e flessibilità del sistema. Comprenderne il funzionamento permette di valutare opportunità, costi e criticità della transizione italiana.

FER X: incentivi per le rinnovabili mature

Il FER X è il meccanismo italiano di sostegno alla produzione elettrica da fonti rinnovabili con costi di generazione ormai vicini alla competitività di mercato. È rivolto principalmente a tecnologie mature come fotovoltaico, eolico, idroelettrico e impianti alimentati da gas residuati dai processi di depurazione.

Il sistema punta a favorire la realizzazione di nuova capacità rinnovabile offrendo ai produttori una maggiore stabilità dei ricavi. Gli impianti di dimensioni maggiori accedono al sostegno mediante procedure competitive gestite dal GSE, nelle quali gli operatori presentano offerte al ribasso rispetto a un prezzo massimo.

Come funziona il contratto per differenza

Il modello prevede un contratto per differenza a due vie. Quando il prezzo di mercato dell’elettricità è inferiore al prezzo aggiudicato, il GSE riconosce al produttore la differenza; quando è superiore, il produttore restituisce l’eccedenza.

In questo modo si riduce il rischio legato alla volatilità dei prezzi e si facilita il finanziamento degli impianti. Allo stesso tempo, il sistema limita le sovra-remunerazioni nelle fasi di mercato caratterizzate da prezzi elevati.

Il regime FER X, inizialmente introdotto in forma transitoria, è stato successivamente sviluppato nel quadro definitivo. La logica rimane quella del sostegno pay-as-produced, collegato cioè all’energia effettivamente immessa in rete.

FER Z: rinnovabili aggregate e programmabili

Il FER Z a differenza del FER X, non dovrebbe incentivare direttamente ogni singolo impianto sulla base dell’energia prodotta, ma remunerare la capacità di fornire un determinato profilo energetico, per esempio costante durante la giornata oppure concentrato nelle ore di maggiore domanda.

Il ruolo centrale sarebbe affidato agli aggregatori, come utility e trader. Questi soggetti sottoscriverebbero con il GSE un contratto per differenza e costruirebbero un portafoglio composto prevalentemente da nuovi impianti rinnovabili, combinando fotovoltaico, eolico, idroelettrico e sistemi di accumulo.

Da produzione intermittente a profilo energetico

L’aggregatore avrebbe il compito di bilanciare le diverse fonti e garantire il profilo promesso. Potrebbe quindi acquistare energia tramite PPA virtuali e utilizzare batterie o capacità acquisita attraverso il MACSE per spostare nel tempo l’elettricità prodotta.

L’obiettivo è trasformare una produzione rinnovabile per natura variabile in una fornitura più prevedibile e utile al sistema. Il FER Z va però descritto correttamente: non è ancora un meccanismo consolidato e operativo come il FER X, ma un modello in definizione, soggetto a valutazioni regolatorie e alle regole europee sugli aiuti di Stato.

MACSE: il mercato della capacità di accumulo

Il MACSE, acronimo di Meccanismo di approvvigionamento di capacità di stoccaggio elettrico, è lo strumento gestito da Terna per sviluppare nuova capacità di accumulo attraverso aste competitive. Non incentiva la produzione di elettricità, ma la disponibilità di sistemi capaci di assorbirla quando è abbondante e restituirla quando serve. Possono rientrare nel meccanismo batterie elettrochimiche, pompaggi idroelettrici e altre tecnologie di stoccaggio ammesse dalla disciplina.

In base al meccanismo definito, gli operatori selezionati ricevono una remunerazione di lungo periodo in cambio della disponibilità della capacità contrattualizzata. Terna può utilizzarla per spostare energia tra ore diverse e favorire l’integrazione delle fonti non programmabili.

Tre strumenti con funzioni complementari

FER X, FER Z e MACSE in sintesi: FER X stabilizza i ricavi degli impianti rinnovabili; il FER Z vuole aggregare produzione e accumulo per offrire profili energetici più regolari; il MACSE costruisce la capacità di stoccaggio necessaria a trasferire l’elettricità nel tempo.

La loro integrazione può aiutare ad aumentare la produzione rinnovabile senza compromettere l’equilibrio della rete. Più cresce il peso di sole e vento, infatti, più diventano necessari strumenti capaci di gestire variabilità, eccedenze e momenti di scarsa produzione.

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