road to cop 31

Infrastrutture digitali pubbliche fondamentali per l’azione climatica


Indirizzo copiato

Dati interoperabili, intelligenza artificiale e sistemi digitali condivisi accelerano l’attuazione degli NDC, l’integrazione delle rinnovabili, delle reti e rafforzano gli allarmi precoci. In vista di COP 31 l’UNFCCC porta l’attenzione sul ruolo del digitale per trasformare gli impegni climatici in risultati

Pubblicato il 10 set 2026



AI Questions Icon
Chiedi all'AI
Riassumi questo articolo
Approfondisci con altre fonti
Cop 31 COP31 infrastrutture digitali azione climatica




Le infrastrutture digitali pubbliche possono diventare una componente fondamentale dell’azione climatica, mettendo in comunicazione dati, istituzioni e sistemi oggi spesso frammentati. È il messaggio lanciato da Simon Stiell, Segretario esecutivo dell’UNFCCC, durante un evento dedicato all’intelligenza artificiale e alle tecnologie digitali per i piani climatici nazionali.

Nel suo intervento nell’ambito degli incontri ONU sul clima, Stiell ha indicato nel digitale uno degli strumenti necessari per accompagnare il passaggio dagli impegni all’attuazione. L’azione climatica, ha sottolineato, è entrata in una nuova fase, nella quale gli obiettivi devono tradursi in progetti concreti e risultati misurabili.

Che cosa sono le infrastrutture digitali pubbliche

Con l’espressione Digital Public Infrastructure, o DPI, si indica un insieme di sistemi digitali condivisi, interoperabili e accessibili, progettati per sostenere servizi di interesse collettivo. Applicate al clima, queste infrastrutture permettono di raccogliere, integrare e utilizzare informazioni provenienti da settori e istituzioni differenti. Possono collegare dati relativi a energia, emissioni, trasporti, agricoltura, uso del suolo, finanza e rischi ambientali, creando una base informativa comune.

Il loro valore non dipende soltanto dalla disponibilità di grandi quantità di informazioni. È necessario che i dati siano affidabili, aggiornati, confrontabili e utilizzabili dai diversi soggetti coinvolti nelle politiche climatiche.

Dai dati frammentati alle decisioni climatiche

Secondo Stiell, dati solidi rappresentano il presupposto per assumere decisioni efficaci, progettare politiche coerenti e verificarne l’attuazione. Nella realtà, tuttavia, le informazioni climatiche sono spesso distribuite tra amministrazioni, imprese, enti di ricerca e organizzazioni internazionali che utilizzano formati e criteri differenti.

Le infrastrutture digitali pubbliche possono superare questa frammentazione, favorendo lo scambio delle informazioni tra settori, livelli di governo e piattaforme nazionali e internazionali.

Una maggiore interoperabilità rende possibile costruire scenari più accurati, individuare tempestivamente gli scostamenti dagli obiettivi e orientare le risorse verso gli interventi capaci di produrre l’impatto più significativo.

Un supporto per attuare i Nationally Determined Contributions NDC

Uno dei principali ambiti di applicazione riguarda i Nationally Determined Contributions, gli NDC, attraverso i quali ogni Paese definisce i propri impegni per la riduzione delle emissioni e l’adattamento al cambiamento climatico.

Per attuare questi programmi non basta fissare obiettivi generali. Occorre tradurli in misure settoriali, responsabilità, investimenti, indicatori e sistemi di monitoraggio.

Le infrastrutture digitali possono aiutare i governi a seguire l’avanzamento delle politiche, coordinare gli interventi e verificare la coerenza tra piani climatici, energetici, industriali e finanziari. Informazioni più complete e trasparenti possono inoltre aumentare la credibilità dei progetti e facilitare l’accesso ai finanziamenti.

Tra gli esempi citati da Stiell figura l’NDC Data Explorer, un’iniziativa guidata dai Paesi e sviluppata per rendere più accessibili e utilizzabili le informazioni contenute nei rispettivi piani climatici.

Dal monitoraggio delle reti agli allarmi precoci

Il contributo del digitale non riguarda soltanto la rendicontazione. Tecnologie, dati e intelligenza artificiale possono intervenire direttamente sul funzionamento dei sistemi energetici e sulla capacità di risposta agli effetti del cambiamento climatico.

Nelle reti elettriche, gli strumenti digitali possono migliorare le previsioni della domanda, coordinare la produzione distribuita e facilitare l’integrazione di fonti rinnovabili variabili come solare ed eolico.

Nell’adattamento, satelliti, sensori, modelli previsionali e piattaforme di condivisione dei dati possono potenziare i sistemi di allerta precoce. Informazioni più rapide e precise consentono alle autorità di prepararsi meglio a ondate di calore, alluvioni, siccità e altri eventi estremi. Il digitale può quindi contribuire sia alla mitigazione delle emissioni sia alla protezione di persone, territori e infrastrutture.

Il ruolo dell’intelligenza artificiale

L’intelligenza artificiale può ampliare ulteriormente le capacità delle infrastrutture digitali pubbliche. Algoritmi e modelli predittivi permettono di analizzare grandi volumi di dati, riconoscere correlazioni e simulare gli effetti di politiche o investimenti differenti. L’AI può essere utilizzata per ottimizzare le reti energetiche, analizzare i rischi climatici, controllare la deforestazione, supportare l’agricoltura resiliente e migliorare la pianificazione urbana.

L’UNFCCC ha inserito queste tecnologie anche nel proprio impegno verso i Paesi più vulnerabili, promuovendo soluzioni open source destinate soprattutto ai Paesi meno sviluppati e ai piccoli Stati insulari.

Collaborazione, accessibilità e governance dei dati

La realizzazione delle DPI climatiche richiede una collaborazione tra governi, organizzazioni internazionali, imprese tecnologiche, università e società civile. Nessun soggetto dispone, da solo, di tutti i dati e delle competenze necessari. Accanto all’innovazione emergono questioni decisive di governance. Le piattaforme devono garantire sicurezza, tutela dei dati, trasparenza degli algoritmi e accessibilità anche ai Paesi con minori risorse tecnologiche.

Occorre inoltre evitare che la trasformazione digitale ampli le disuguaglianze esistenti. Se dati, connettività e capacità di calcolo restassero concentrati nelle economie più avanzate, i territori maggiormente esposti alla crisi climatica rischierebbero di non beneficiare delle nuove soluzioni.

Dal potenziale tecnologico all’attuazione

Il messaggio dell’UNFCCC colloca le infrastrutture digitali pubbliche all’interno di una visione più ampia: la tecnologia deve essere valutata per la sua capacità di accelerare risultati climatici concreti. Disporre di dati migliori significa poter progettare politiche più efficaci, controllare l’avanzamento degli impegni, coordinare sistemi complessi e presentare agli investitori progetti più solidi.

Le infrastrutture digitali non sostituiscono le scelte politiche, gli investimenti e la cooperazione internazionale. Possono però creare la base comune necessaria per trasformare gli obiettivi climatici in decisioni verificabili e azioni realizzabili su larga scala.

Partecipa alla community

guest
0 Commenti
Più recenti
Più votati
Inline Feedback
Vedi tutti i commenti

Articoli correlati

0
Lascia un commento, la tua opinione conta.x