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SET Plan Ue, ENEA rafforza il ruolo italiano nella ricerca per la decarbonizzazione



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La presenza rafforzata dell’Agenzia nei tavoli europei conferma il peso crescente dell’Italia nelle strategie energetiche comunitarie e offre l’occasione per comprendere come il piano Ue orienti ricerca, investimenti e sviluppo tecnologico verso un sistema a basse emissioni.

Pubblicato il 29 apr 2026



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Si consolida la presenza italiana nel Piano Strategico per le Tecnologie Energetiche dell’Unione europea, con ENEA sempre più centrale nei processi decisionali e operativi. L’Agenzia conta oggi nove rappresentanti in sette dei quindici Implementation Working Group (IWG) e co-presiede tre di questi tavoli tecnici, dedicati a settori chiave come energia dal mare, batterie e distretti energetici positivi.

Si tratta di un presidio rilevante in un contesto in cui i gruppi di lavoro sono chiamati a definire i Common Implementation and Investment Plan, strumenti che guideranno investimenti, priorità di ricerca e sviluppo tecnologico nei prossimi anni.

La partecipazione italiana si inserisce in una strategia di medio-lungo periodo che punta a rafforzare il coordinamento tra politiche energetiche, innovazione e competitività industriale, con un allineamento riconosciuto anche dal Piano nazionale integrato energia e clima (PNIEC).

Cos’è il SET Plan e perché è centrale per la transizione

Lo Strategic Energy Technology Plan (SET Plan) rappresenta uno degli strumenti chiave dell’Unione europea per accelerare la transizione verso un sistema energetico a basse emissioni. Nato nel 2007 e rafforzato nel tempo, il piano mira a sviluppare e diffondere tecnologie energetiche pulite in modo rapido e competitivo.

Nel quadro dell’Unione dell’energia, il SET Plan svolge un ruolo strategico perché allinea i programmi nazionali di ricerca e innovazione con gli obiettivi europei in materia di energia pulita, contribuendo a rafforzare autonomia strategica e competitività industriale.

Il suo funzionamento si basa su una stretta cooperazione tra Stati membri, imprese e centri di ricerca, con l’obiettivo di portare sul mercato tecnologie low-carbon e ridurne progressivamente i costi attraverso sforzi coordinati.

Governance e nuove regole dopo il Net Zero Industry Act

Negli ultimi anni il SET Plan ha conosciuto un’evoluzione significativa. Dal 2024 è integrato nel quadro normativo del Net Zero Industry Act, che ne ha rafforzato il ruolo istituzionale e introdotto una nuova governance con uno Steering Group ad alto livello.

Elemento chiave della nuova fase sono proprio i Common Implementation and Investment Plan, che definiscono target, milestone e impegni finanziari pubblici e privati per ciascuna tecnologia strategica.

Le attività del piano si articolano lungo tutta la catena dell’innovazione, dalla ricerca alla diffusione sul mercato, e coprono ambiti cruciali come rinnovabili integrate nei sistemi energetici, efficienza industriale, batterie, idrogeno, cattura della CO₂ e sicurezza nucleare.

Il contributo italiano tra ricerca e industria

In questo contesto, il ruolo di ENEA assume un valore strategico anche per il sistema Paese. La partecipazione ai gruppi di lavoro europei consente infatti di influenzare le traiettorie tecnologiche e indirizzare gli investimenti verso filiere nazionali ad alto potenziale.

Il coordinamento tra ministeri della Ricerca e dell’Ambiente e Sicurezza energetica rafforza ulteriormente questa presenza, trasformando il SET Plan in un vero e proprio ponte tra politiche europee e priorità nazionali.

In questa prospettiva, il piano non è soltanto un meccanismo di cooperazione internazionale, ma un driver per sostenere innovazione, competitività industriale e sviluppo di tecnologie strategiche per la decarbonizzazione.

I rappresentanti ENEA nei gruppi di lavoro del SET Plan

Nel dettaglio, la presenza di ENEA nei tavoli europei si traduce in incarichi operativi e di coordinamento affidati a diversi esperti dell’Agenzia. Gianmaria Sannino è co-chair dell’Implementation Working Group dedicato all’energia dal mare, mentre Paola Clerici Maestosi co-presiede quello sui Positive energy district. Sul fronte delle tecnologie per l’accumulo, Francesco Vellucci e Margherita Moreno co-presiedono entrambi l’IWG batterie.

Completano il quadro Viviana Cigolotti nel gruppo sull’idrogeno, Simona De Iuliis nel solare termico, Federico Rocchi nel nucleare, insieme a Carlos Herce e Marcello Salvio impegnati sull’uso sostenibile ed efficiente dell’energia nell’industria.

Una rappresentanza articolata che riflette la varietà delle competenze italiane nei settori chiave della transizione energetica e contribuisce a rafforzare il ruolo del Paese all’interno della governance tecnologica europea.

Verso una governance integrata della transizione energetica

L’evoluzione del SET Plan evidenzia come la transizione energetica europea stia assumendo una dimensione sempre più integrata, in cui ricerca, industria e politiche pubbliche convergono.

La presenza rafforzata di ENEA nei tavoli europei conferma il ruolo dell’Italia come attore attivo in questa trasformazione, con la possibilità di contribuire alla definizione delle priorità tecnologiche che guideranno la decarbonizzazione nei prossimi decenni.

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