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Innovazione e ricambio generazionale nell’agrifood: ritorna Generazione Terra



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L’edizione aggiornata di Generazione Terra, promossa da ISMEA, prevede un sostegno per le startup e introduce nuovi strumenti finanziari e incentivi per agevolare l’accesso alla proprietà fondiaria da parte dei giovani under 41

Pubblicato il 24 mar 2026



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Favorire il ricambio generazionale in agricoltura e sostenere la nascita di imprese innovative condotte da giovani come una delle priorità strategiche per il settore primario italiano. In quest’ottica si inserisce la nuova edizione di “Generazione Terra”, lo strumento promosso da ISMEA che mira a facilitare l’accesso alla terra da parte delle nuove leve, con un’attenzione particolare alle aree interne e montane. L’iniziativa prevede meccanismi finanziari dedicati e incentivi specifici, con l’obiettivo di sostenere l’innovazione, rendere più competitivo il comparto agricolo e rafforzare la presenza dei giovani imprenditori, anche nelle zone più fragili del territorio nazionale.

Nuova edizione di Generazione Terra: obiettivi e destinatari

La rinnovata edizione di “Generazione Terra” si inserisce in un contesto nazionale in cui il ricambio generazionale in agricoltura rappresenta una delle sfide più rilevanti per la competitività e la sostenibilità del settore primario. La misura, promossa da ISMEA in coerenza con le priorità del Ministero dell’Agricoltura, mira a facilitare l’accesso alla proprietà fondiaria da parte degli under 41, siano essi imprenditori agricoli già attivi o giovani intenzionati ad avviare una nuova iniziativa imprenditoriale.

L’intervento non fa distinzioni tra chi possiede esperienza consolidata e chi può vantare titoli di studio specifici, allargando così il perimetro dei potenziali beneficiari a una platea eterogenea. In un settore segnato storicamente da barriere di ingresso elevate, l’iniziativa si propone di abbattere uno degli ostacoli principali: la difficoltà nell’acquisizione dei terreni agricoli.

Meccanismo di funzionamento e vantaggi finanziari dello strumento ISMEA

Il tratto distintivo di Generazione Terra risiede nell’adozione dell’istituto del patto di riservato dominio, una formula che vede ISMEA acquisire i terreni per poi assegnarli ai giovani richiedenti, demandando il saldo del debito a un piano pluriennale. Questo meccanismo consente l’accesso fino al 100% del valore fondiario con finanziamenti che possono raggiungere 1,5 milioni di euro per gli imprenditori già attivi e 500 mila euro per gli startupper con titolo di studio adeguato. Il piano prevede due anni di preammortamento seguiti da un mutuo fino a trent’anni, con la possibilità di revisione in caso di miglioramento del tasso applicato dopo il quinto anno.

Dal punto di vista gestionale e finanziario, la struttura della misura riduce l’onerosità delle prime fasi di investimento, favorendo una pianificazione sostenibile a medio-lungo termine e mitigando i rischi tipici delle start-up agricole.

Premio di primo insediamento e focus su aree interne e montane

Una componente peculiare dell’attuale versione della misura è rappresentata dal premio di primo insediamento, destinato ai giovani startupper che avviano una nuova attività agricola. L’importo può arrivare fino a 100 mila euro, utilizzabile per ridurre le rate iniziali del finanziamento e alleggerire così l’impatto economico dei primi anni operativi. Di particolare rilevanza è la scelta di modulare l’intensità del sostegno in funzione della localizzazione territoriale: le aree interne e montane beneficiano infatti di condizioni più favorevoli, riconoscendo le criticità specifiche legate all’operatività in contesti periferici o svantaggiati.

Questa attenzione si traduce anche nella riserva esclusiva del 10% delle risorse complessive a favore delle iniziative localizzate in tali territori, introducendo un elemento selettivo che mira a contrastare lo spopolamento rurale e stimolare nuove dinamiche imprenditoriali nelle aree più vulnerabili del Paese.

Impatto della misura e prossimi passi operativi

A distanza di oltre un decennio dall’avvio della misura, i dati mostrano un impatto concreto: dal 2011 si sono concluse 765 operazioni fondiarie, interessando complessivamente 27 mila ettari e generando transazioni per circa 483 milioni di euro. Tali cifre suggeriscono una capacità progressiva dello strumento nell’incidere sulle dinamiche strutturali della proprietà agricola italiana. In vista della nuova apertura delle domande (dal 22 aprile al 19 giugno), ISMEA ha annunciato che i criteri aggiornati saranno pubblicati a breve sul proprio sito istituzionale. La tempistica lascia spazio agli operatori per valutare approfonditamente le condizioni d’accesso e predisporre i piani aziendali richiesti. Per decisori pubblici e privati interessati alle filiere agricole innovative, monitorare l’attuazione della misura potrebbe offrire indicazioni utili anche rispetto alle future politiche territoriali e agli strumenti finanziari dedicati al settore primario.

L’articolazione della misura risponde alla necessità di rendere più accessibile il settore agricolo alle nuove generazioni, con una particolare attenzione ai territori meno valorizzati. Il quadro normativo e finanziario delineato sembra orientato a sostenere non solo i singoli beneficiari, ma anche l’intero comparto agricolo in una prospettiva di medio-lungo termine. Resta centrale il monitoraggio delle prossime fasi attuative, che potranno offrire indicazioni più puntuali sull’efficacia degli strumenti messi in campo e sulle eventuali criticità da affrontare per consolidare risultati duraturi nel tessuto produttivo nazionale.

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