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Crediti di compensazione: i fattori chiave e come agire



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I crediti di carbonio evolvono: l’alta integrità è l’unico rimedio al greenwashing. Fondamentali la rimozione certificata (CRCF 2024), filiere nazionali, algoritmi peer-reviewed e costi etici perché solo l’assorbimento reale garantisce conformità e azione climatica.

Aggiornato il 15 mar 2026

Mauro Lajo

AD di Forever Bambù



crediti di compensazione
Mauro Lajo, AD di Forever Bambù

Si parla di crediti di carbonio dall’avvento del protocollo di Kyoto, 1997 e dalla sua applicazione nel 2005: nasceva lì il loro abc, a partire da come dovevano essere fatti e da chi. Ma come spesso succede, il mercato era ancora immaturo, composto da professionisti visionari e da project developer che erano necessariamente alle prime armi di questo mondo e che provavano a cimentarsi in ragionamenti legati al calcolo degli assorbimenti, a quello delle emissioni evitate, alla trasformazione in crediti di carbonio e a tanti altri temi correlati. Come sempre succede in una fase di start up, molti errori sono stati compiuti, anche se tutti in buona fede.

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