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Giornata della Terra: i segnali d’allarme dell’European State of the Climate report di C3S e WMO



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I dati dell’European State of the Climate report (ESOTC 2023) di The Copernicus Climate Change Service (C3S) e The World Meteorological Organization (WMO) in occasione della Giornata della Terra. Tra le evidenze: l’Europa si sta riscaldando più velocemente rispetto alla media globale, con un impatto significativo sulla salute delle persone e sul potenziale per l’energia…

Pubblicato il 22 apr 2024

Mauro Bellini

Direttore Responsabile ESG360.it e Agrifood.Tech



european c3s
Anomalie della temperatura dell'aria superficiale annuale sopra la terra europea (come definito da WMO Regional Association VI), da una gamma di dataset, dal 1900 al 2023 (l'anno di inizio varia in base al dataset), rispetto alla media per il periodo di riferimento 1991–2020. Fonte dei dati: HadCRUT5, NOAAGlobalTemp, GISTEMP, Berkeley Earth, JRA-55, ERA5. WMO

Mitigazione e Adattamento: la Giornata della Terra rappresenta una occasione fondamentale per fare il punto della situazione in merito ai dati e alle evidenze che rappresentano lo “stato di salute” del pianeta rispetto all’evoluzione dei cambiamenti climatici e in particolare dell’Europa. Una fotografia aggiornata e dettagliata della situazione arriva dallo studio 2023 European State of the Climate report (ESOTC 2023, consultabile in forma integrale qui n.d.r.) realizzato da The Copernicus Climate Change Service (C3S), in collaborazione con the World Meteorological Organization (WMO).

Al centro dell’attenzione dello studio le condizioni climatiche, le variazioni che impattano su tutto il sistema terrestre, la individuazione degli eventi più importanti e una lettura del rapporto tra cambiamenti climatici, politica climatica e salute.

Un focus speciale sulla “temperatura” dell’Europa

A dispetto delle attività e delle iniziative in corso, l’UE purtroppo registra un forte peggioramento ed è anzi il continente nel quale si registra il riscaldamento più veloce con temperature che hanno raggiunto valori che sono quasi il doppio rispetto alla media globale. Un aumento che è poi concentrato in un periodo “storico” molto preciso e molto vicino a noi, vale a dire nei tre anni che si collocano tra il 2020 e i giorni nostri.

Il 2023 è, come ormai ben noto, l’anno più critico, con la Sea-surface temperature (SST) media annuale più alta mai registrata per il Mar Mediterraneo e l’Oceano Atlantico nord-orientale.

Cambiamenti climatici e impatto sulla salute

Un altro tema chiave, in particolare per quanto riguarda i temi dell’adattamento, è legato all’impatto dei cambiamenti climatici sulla salute. Il report ESOTC presenta una serie di evidenze sulle conseguenze legate ai temi dello stress da calore sulla salute pubblica. L’analisi mette “sotto la lente” le reazioni del corpo umano rispetto a più fattori combinati tra loro, come le temperature elevate e come altre variabili che influenzano queste situazioni come l’umidità, gli effetti del vento, gli eventi metereologici più intensi ed estremi. Lo studio osserva come l’esposizione prolungata allo stress da calore sia nella condizione di peggiorare condizioni di salute che presentano già particolari fragilità o di esporre a maggiori rischi le popolazioni più vulnerabili.

I dati mostrano una realtà molto preoccupante, con una crescita di circa il +30% della mortalità legata al calore nel corso degli ultimi 20 anni, che arriva al 94% in alcune aree più esposte. Un pericolo che è stato purtroppo in larga misura vissuto nel corso del 2023, quando si è registrato un forte aumento dei giorni caratterizzati da una situazione definita come “forte stress da calore” a cui si è sommato un aumento record dei giorni caratterizzati da “estremo stress da calore“.

Il rapporto tra eventi metereologici estremi e qualità della vita

Nel momento in cui si focalizza l’attenzione sui temi dell’adattamento occorre anche guardare alle situazioni che sono state generate dagli eventi metereologici estremi, dalla mappa delle criticità che sono emerse e dalle conseguenze che si sono subite. Una valutazione cruciale per definire delle politiche climatiche e di riduzione dei fattori di rischio adeguate per un adattamento che tenga in considerazione tanto i temi della sicurezza quanto quelli della creazione di condizioni che permettano di definire livelli adeguati in termini di qualità della vita.

In questo caso i dati di riferimento riguardano le stime preliminari dell’International Disaster Database (EM-DAT) per lo scorso anno nell’area UE, dove risulta un impatto drammatico in termini di vite umane con 63 decessi causati dagli effetti delle tempeste, 44 lutti attribuiti alle conseguenze delle alluvioni e altre 44 persone che hanno perso la vita a causa degli incendi boschivi. La contabilità più economica parla di perdite attribuibili a clima e meteo che superano i 13 miliardi di euro nel 2023

Non è solo una questione legata al calore, ma al numero di variabili che impattano sull’ambiente

I rischi espressamente legati alla temperatura sono uno dei fattori che più hanno caratterizzato il 2023, ma il report ESOTC mette in evidenza che la criticità più significativa è collegata alla quantità e alle interconnessione tra diverse condizioni estreme. L’intensità in termini di contrasti a livello di temperatura e la violenza nelle precipitazioni, unitamente a un periodo estremamente lungo caratterizzato da alte temperature e siccità, hanno creato una situazione nella quale sono aumentati fortemente i rischi per persone e ambiente in relazione alle ondate di calore, alla siccità da una parte e alle alluvioni dall’altra, a cui si è aggiunto il rischio sempre più elevato di incendi boschivi.

Il risultato di questa situazione nel 2023 si è concretizzato in dati molto preoccupanti che hanno visto il nord-ovest dell’Europa raggiungere a giugno 2023 temperature record quando nelle aree del Mediterraneo il livello delle precipitazioni ha superato ampiamente la media stagionale. Il mese successivo la situazione si è invertita per arrivare a un agosto nel quale i paesi del sud Europa hanno registrato temperature ampiamente superiori alla media e approdare al settembre più caldo mai registrato in Europa. 

Se poi si guarda alle condizioni legate all’acqua ancora una volta il termine che meglio può definire questa situazione è quello del contrasto. A condizioni di drammatica siccità hanno fatto da contraltare alluvioni di portata mai registrata in tante aree del continente. Il report sottolinea che la rete fluviale europea per oltre un terzo ha registrato flussi che superavano la soglia di alluvione “alta” e che nel 16% dei casi superavano la soglia di alluvione “grave”. Ancora una volta i dati dell’International Disaster Database (EM-DAT) parlano di alluvioni che hanno colpito nel 2023 qualcosa come 1.6 milioni di persone in area UE e hanno provocato danni che ammontano all’81% delle perdite economiche addebitate agli impatti climatici sul continente.

I rischi a lungo termine legati allo scioglimento dei ghiacciai

Un altro fattore chiave nella lettura del report ESOCT riguarda le conseguenze per gli ecosistemi e in particolare per quei “polmoni” per l’equilibrio ambientale sotto tanti punti di vista che sono i ghiacciai. Nel corso del 2023 sono diminuite le nevicate in generale in Europa e in particolare nell’Europa centrale e nelle Alpi sia nel periodo invernale sia in primavera. Le alte temperature nel corso dell’estate, hanno fortemente colpito lo stato di salute dei ghiacciai in particolare di quelli alpini che hanno purtroppo perso circa il 10% del loro volume tra il 2022 e il 2023.

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