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Banking e cambiamenti climatici: i tre focus della BCE



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La Banca Centrale Europea amplia il suo impegno sulla relazione tra banking e cambiamenti climatici con la identificazione di tre aree per il 2024 e il 2025: l’impatto e i rischi della transizione verso un’economia verde, l’aumento dell’impatto fisico dei cambiamenti climatici e i rischi derivanti dalla perdita e degrado della natura

Pubblicato il 22 apr 2024

Mauro Bellini

Direttore Responsabile ESG360.it e Agrifood.Tech



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Un altro passo in avanti nell’integrazione tra conoscenza e gestione dell’impatto dei cambiamenti climatici e mondo banking. La Banca Centrale Europea ha scelto di allargare il proprio impegno in relazione all’impatto del climate change focalizzando l’attenzione su tre grandi aree tematiche che saranno al centro delle attività dell’istituto nel periodo 2024 – 2025 rispetto alle questioni ambientali.

Il rapporto diretto tra capitale naturale e sistema finanziario

In una nota dell’istituto (accessibile qui, n.d.r.) la Presidente della BCE, Christine Lagarde aveva sottolineato che “l’aumento delle temperature e il degrado del capitale naturale stanno imponendo un cambiamento nella nostra economia e nel nostro sistema finanziario… Ampliando e intensificando i nostri sforzi possiamo comprendere meglio le implicazioni di questi cambiamenti e contribuire a sostenere la stabilità e supportare la transizione verde dell’economia e del sistema finanziario”.

A questo scopo è stata presa la decisione di intensificare gli sforzi su tre aree chiave anche a seguito della revisione delle azioni climatiche dell’istituto in funzione del lavoro svolto grazie all’agenda climatica 2022 della BCE.

I tre punti chiave sui quali si concentrano le attività sono:

  1. l’impatto e i rischi della transizione verso un’economia verde, con una speciale attenzione ai temi dei costi della transizione e alle corrispondenti necessità di investimento;
  2. l’aumento dell’impatto fisico dei cambiamenti climatici e in particolare come le misure per l’adattamento al climate change possono influenzare l’economia;
  3. i rischi derivanti dalla perdita e degrado della natura, ovvero come questa tipologia di rischi interagiscono con quelli legati al clima e come questi fattori possono poi influenzare il lavoro della BCE attraverso il loro impatto sull’economia e sul sistema finanziario.

Banking e cambiamenti climatici: il tema dei nuovi rischi

Più in dettaglio sui temi della transizione verso un’economia verde, la BCE intende lavorare sugli effetti del finanziamento della transizione, sui piani di transizione e su come le green transition influiscono su aspetti come lavoro, produttività e crescita. Si tratta di temi di impatto che sono destinati a cambiare profondamente il quadro di modellazione macroeconomica della BCE.

In relazione all’aumento dell’impatto fisico dei cambiamenti climatici, l’attenzione riguarda l’analisi delle conseguenze degli eventi meteorologici estremi sull’inflazione e sul sistema finanziario. A questo aspetto si deve aggiungere una analisi di come questo processo può essere integrato negli scenari climatici e nelle previsioni macroeconomiche.

Relativamente al terzo punto ovvero alla perdita e degrado della natura, qui la BCE intende analizzare il legame sempre più stretto tra le implicazioni economiche e finanziarie e l’evoluzione degli ecosistemi naturali.

L’attenzione su queste tre aree di focus si affianca alle altre azioni BCE in particolare in relazione alla politica monetaria e alla supervisione bancaria. In questo senso è previsto un miglioramento degli indicatori climatici, una crescita di attenzione a livello di monitoraggio dei rischi e all’intensificazione delle attività di divulgazione dei risultati.

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