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Storage energetico: arriva la batteria manganese-idrogeno di GES



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La batteria manganese-idrogeno sviluppata da Green Energy Storage si candida a nuova soluzione per lo storage energetico su larga scala. Validata da partnership industriali e scientifiche, la tecnologia promette maggiore flessibilità, efficienza e sostenibilità rispetto alle tradizionali batterie al litio, ponendosi come elemento chiave nella strategia di decarbonizzazione nazionale ed europea

Pubblicato il 19 gen 2026



Storage energetico
La batteria manganese-idrogeno di GES Green Energy Storage

Nel panorama delle tecnologie per lo storage energetico, la ricerca di soluzioni alternative alle tradizionali batterie al litio è diventata una priorità per industrie e governi impegnati nella decarbonizzazione.

Tra le innovazioni che promettono di ridisegnare il settore dello storage figura la batteria manganese-idrogeno, un sistema sviluppato anche da realtà italiane come Green Energy Storage GES e attualmente oggetto di attenzione sia in ambito industriale sia accademico. La validazione scientifica e le prime partnership con operatori del settore suggeriscono che questa tecnologia potrebbe avere un impatto rilevante sulle strategie energetiche nazionali ed europee, offrendo nuove opzioni per la gestione della flessibilità e della sicurezza delle reti elettriche.

La batteria manganese-idrogeno: una nuova frontiera per lo storage energetico

La presentazione ufficiale della batteria manganese-idrogeno di Green Energy Storage (GES) a Rovereto segna un passaggio rilevante nella ricerca di tecnologie alternative per l’accumulo di energia su larga scala.

La soluzione proposta si inserisce in un contesto in cui la domanda di sistemi di storage capaci di supportare la crescente volatilità delle energie rinnovabili è in costante ascesa, ma ancora priva di risposte industrialmente mature e sostenibili. La scelta di una batteria a flusso che utilizza il manganese come componente chiave, abbinato all’idrogeno autoprodotto internamente, rappresenta un approccio pragmatico per superare i limiti strutturali delle batterie commerciali agli ioni di litio, oggi dominanti nei progetti di accumulo ma penalizzate da costi, dipendenza da materie prime critiche e cicli vita ancora limitati per le applicazioni long-duration.

Salvatore Pinto, fondatore e presidente di GES ha affermato che «La presentazione della batteria manganese-idrogeno ha segnato un passaggio fondamentale per GES e per l’intero ecosistema dell’energia. Questa tecnologia è il risultato di anni di ricerca e di una visione industriale orientata a rendere lo storage di lunga durata una leva concreta per la transizione energetica e per la competitività del sistema Paese».

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Salvatore Pinto, fondatore e presidente di GES

Caratteristiche tecniche e vantaggi rispetto alle soluzioni tradizionali per lo storage energetico

La tecnologia sviluppata da GES si distingue per l’architettura a flusso, che consente una separazione funzionale tra capacità di accumulo ed erogazione di potenza. Questo disaccoppiamento permette una maggiore flessibilità nella progettazione e nell’adeguamento dei sistemi ai differenti scenari operativi della rete elettrica, riducendo i rischi di sovradimensionamento o inefficienze tipici delle batterie convenzionali.

L’impiego del manganese, elemento abbondante e a basso costo, contribuisce a mitigare il rischio geopolitico associato alla filiera delle materie prime strategiche, mentre la produzione interna dell’idrogeno elimina la necessità di logistiche complesse e riduce l’esposizione a oscillazioni dei prezzi di mercato.

I dati forniti da GES suggeriscono una densità energetica superiore rispetto alle altre batterie a flusso presenti sul mercato, con un’efficienza del ciclo superiore al 75% e una vita utile che supera i 10.000 cicli: parametri che posizionano la soluzione in una fascia competitiva per applicazioni di lunga durata.

Partnership industriali e validazione scientifica della tecnologia GES

Il percorso verso la maturità tecnologica della batteria manganese-idrogeno è sostenuto da una rete articolata di collaborazioni industriali e scientifiche che coinvolge attori riconosciuti nel panorama nazionale ed europeo. Fra questi spiccano RINA, impegnata nelle attività di validazione tecnologica e ottimizzazione ingegneristica, De Nora per le piattaforme di testing, oltre a Manica, Fraunhofer Institute e istituzioni locali come Trentino Sviluppo e FBK – Fondazione Bruno Kessler. Questo ecosistema consente a GES non solo di accelerare l’industrializzazione del prodotto ma anche di sottoporre la tecnologia a rigorosi processi indipendenti di verifica delle prestazioni, elemento cruciale per conquistare la fiducia degli operatori energetici e dei decisori pubblici chiamati ad investire su infrastrutture strategiche.

Storage energetico: l’importanza di una filiera italiana ed europea dello storage

Matteo Mazzotta, amministratore delegato di GES ha tenuto a precisare come «La presentazione di questa batteria ha confermato la maturità di una tecnologia che non è solo innovativa dal punto di vista scientifico, ma anche pronta per affrontare il percorso di industrializzazione. L’obiettivo è contribuire alla costruzione di una filiera italiana ed europea dello storage, capace di ridurre la dipendenza da tecnologie e materie prime extra-UE».

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Matteo Mazzotta, amministratore delegato di GES

Implicazioni per la transizione energetica nazionale ed europea

L’introduzione su scala commerciale della batteria manganese-idrogeno potrebbe avere ricadute significative nella strategia energetica italiana ed europea, specie in considerazione degli obiettivi di decarbonizzazione fissati al 2030 e 2050.

Sistemi long-duration come quello proposto da GES sono considerati abilitatori essenziali per gestire l’intermittenza delle fonti rinnovabili su base giornaliera o settimanale, garantendo affidabilità alla rete senza dover ricorrere massicciamente a centrali fossili in standby. Inoltre, la riduzione del costo livellato dell’energia accumulata (LCOS) rispetto alle soluzioni convenzionali potrebbe accelerare la bancabilità dei progetti e favorire nuovi modelli di business legati ai servizi ancillari o allo storage distribuito. In prospettiva, la localizzazione della filiera produttiva intorno a materiali facilmente reperibili come il manganese offre anche un vantaggio competitivo nell’ambito delle politiche europee per l’autonomia strategica sulle tecnologie energetiche.

Le prospettive dello storage energetico

Guardando alle prospettive aperte dall’innovazione nel campo delle batterie manganese-idrogeno, emerge una traiettoria di sviluppo che coinvolge non solo la ricerca e l’industria, ma anche le strategie energetiche nazionali ed europee. La convergenza tra validazione scientifica e interesse industriale suggerisce che questa tecnologia potrebbe assumere un ruolo concreto nella diversificazione degli strumenti a supporto della transizione energetica. Resta da vedere in che misura essa riuscirà a superare i vincoli ancora presenti e a integrarsi efficacemente nei sistemi esistenti, in un contesto dove la domanda di soluzioni affidabili per lo stoccaggio dell’energia è destinata a crescere.

Storage energetico strategico per la transizione energetica

Il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, nel messaggio di saputo in occasione della presentazione ufficiale della batteria manganese-idrogeno ha voluto sottolineare che «Il tema degli accumuli rappresenta un elemento chiave nella transizione energetica che stiamo vivendo. Lo sviluppo di soluzioni avanzate per l’accumulo di energia è essenziale per la sicurezza energetica del Paese. In questo senso tecnologie come quella di Green Energy Storage rendono più forte l’Italia in Europa e valorizzano l’investimento pubblico in innovazione e ricerca industriale».

A sua volta Claudia Colla, Direttrice della Rappresentanza della Commissione europea per il Nord Italia ha fatto presente che «Il progetto di Green Energy Storage dimostra il ruolo centrale delle piccole e medie imprese innovative nella transizione energetica europea. Quando competenze scientifiche, imprenditorialità e politiche europee si incontrano, nascono soluzioni industriali capaci di generare valore nei territori e di competere a livello globale».

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