transizione energetica

Riciclo totale delle batterie al litio: a Reggiolo il primo hub industriale



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Nasce in Emilia il primo centro italiano in grado di riciclare completamente batterie al litio esauste, recuperando materie prime critiche con grande efficienza e integrando strumenti digitali per la tracciabilità. Il progetto, sviluppato da Reinova con A&C Ecotech e BTS & Saker, risponde ai nuovi standard normativi UE e rafforza la resilienza della filiera europea delle batterie nel quadro della transizione energetica

Pubblicato il 20 gen 2026



Riciclo totale delle batterie al litio
Modern electric car with battery, x-ray vehicle chassis, 3D rendering

Riciclo totale delle batterie al litio: cosa significa e perché è strategico?

Il riciclo totale delle batterie al litio indica un processo industriale in grado di recuperare quasi integralmente i materiali contenuti nelle batterie a fine vita, riducendo al minimo gli scarti non riutilizzabili. Non si tratta quindi di un semplice smaltimento, ma di una chiusura del ciclo delle materie prime.

Le batterie al litio contengono elementi di elevato valore, come appunto il litio, il nichel, il cobalto, il manganese, il rame e l’alluminio. Il riciclo totale punta a recuperare questi materiali con livelli di purezza tali da poterli reimpiegare nella produzione di nuove batterie, senza perdere prestazioni.

Le fasi del riciclo delle batterie al litio

Dal punto di vista tecnologico, il processo combina più fasi: pre-trattamento meccanico, separazione dei materiali e trattamenti chimici (idro o pirometallurgia) per estrarre i metalli in modo efficiente. Le tecnologie più avanzate consentono di ridurre il consumo energetico e l’impatto ambientale rispetto all’estrazione mineraria tradizionale.

Il riciclo totale ha un ruolo chiave nella transizione energetica. La crescita di veicoli elettrici e sistemi di accumulo rende indispensabile una gestione sostenibile delle batterie a fine vita, evitando dipendenze da materie prime critiche e riducendo le emissioni di CO2 lungo la filiera.

Dal punto di vista normativo, l’Unione Europea spinge verso questo modello attraverso il Regolamento Batterie, che introduce obiettivi stringenti di recupero e contenuto minimo di materiali riciclati nei nuovi accumulatori.

In prospettiva, il riciclo totale delle batterie al litio non è solo una soluzione ambientale, ma un fattore industriale e geopolitico, essenziale per garantire sicurezza degli approvvigionamenti, competitività delle imprese e sostenibilità del sistema energetico nel lungo periodo.

Una nuova forma di collaborazione alla base del progetto per il riciclo delle batterie al litio

A Reggiolo, nel cuore dell’Emilia, è entrato in funzione il primo hub industriale italiano dedicato al riciclo completo delle batterie al litio esauste. L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra aziende specializzate e punta a recuperare materie prime critiche con efficienze che fino a pochi anni fa sembravano fuori portata per i processi su scala industriale.

Il progetto si inserisce in particolare in un contesto regolatorio europeo sempre più stringente e risponde alla necessità di rafforzare l’autonomia strategica continentale su filiere chiave per la transizione energetica.

Il primo hub industriale italiano per il riciclo totale delle batterie al litio

L’ingresso in funzione del nuovo centro di riciclo delle batterie al litio rappresenta un fattore importante per il ruolo che può svolgere l’industria italiana della transizione energetica. L’impianto, sviluppato da Reinova in collaborazione con A&C Ecotech e BTS & Saker, rappresenta la prima infrastruttura nazionale capace di coprire l’intero ciclo di trattamento, dalla ricezione delle batterie esauste fino alla produzione di Black Mass di elevata purezza.

Obiettivo: gestione sicura ed efficiente dei rifiuti tecnologici

Questa iniziativa si inserisce in un contesto europeo in rapida evoluzione, in cui la gestione sicura ed efficiente dei rifiuti tecnologici costituisce una leva strategica sia per la competitività industriale sia per la sostenibilità delle filiere della mobilità elettrica. Il nuovo hub si distingue non solo per il livello di integrazione verticale dei processi, ma anche per la capacità di rispondere alle esigenze operative e normative imposte dall’accelerazione della penetrazione dei veicoli elettrici sul mercato.

Giuseppe Corcione, CEO di Reinova ha affermato che “siamo orgogliosi di aver reso possibile ciò che molti ritenevano realizzabile solo in un arco di dieci anni. Abbiamo progettato e messo a punto un impianto che non è solo un centro di stoccaggio, ma un vero e proprio generatore di valore. Oggi Reinova e i suoi partner possono ritirare batterie su tutto il territorio europeo, processarle e vendere Black Mass di altissima qualità alle aziende petrolchimiche, chiudendo definitivamente il cerchio della mobilità sostenibile“.

Riciclo totale delle batterie al litio
Giuseppe Corcione, CEO di Reinova

Tecnologia avanzata e recupero di materie prime

Il processo adottato presso l’impianto si fonda su uno sviluppo tecnologico che ha richiesto oltre diciotto mesi di ricerca e test su scala industriale. La metodologia di triturazione e separazione consente di ottenere una Black Mass con una purezza del 99,6%, fissando così un nuovo parametro di riferimento per il settore.

L’efficacia dell’impianto è stata validata su batterie con chimiche NMC (Nichel-Manganese-Cobalto) e LFP (Litio-Ferro-Fosfato), che insieme coprono quasi la totalità del parco circolante. Questo consente il recupero di una gamma completa di elementi critici – tra cui litio, cobalto, nichel, rame e alluminio – oggi essenziali per le supply chain europee delle batterie. La qualità del materiale riciclato apre concrete possibilità di reimpiego diretto nella produzione di nuove celle, chiudendo il ciclo dei materiali e contribuendo a mitigare le pressioni sulle importazioni da aree extra-UE.

Gestione integrata e compliance con il regolamento UE 2023/1542

L’operatività dell’hub italiano si distingue anche per la sua aderenza ai nuovi requisiti normativi introdotti dal Regolamento UE 2023/1542, che impone stringenti criteri di tracciabilità, sicurezza e sostenibilità lungo tutto il ciclo di vita delle batterie. Il centro integra strumenti digitali come il Battery Passport, garantendo la raccolta sistematica dei dati relativi all’origine, al trattamento e al destino finale dei materiali riciclati.

Questo approccio consente non solo la conformità formale alla normativa europea, ma anche un avanzamento concreto verso la trasparenza delle filiere e la responsabilità ambientale. In prospettiva, l’esperienza maturata offre un modello replicabile che può supportare le aziende nel soddisfare anticipatamente gli standard previsti dai futuri aggiornamenti regolatori.

Ruoli e sinergie tra Reinova, A&C Ecotech e BTS & Saker

La strategia del progetto si basa sull’articolazione delle competenze tra i partner coinvolti. Reinova si è occupata della progettazione dell’architettura impiantistica e degli standard operativi, curando anche lo sviluppo della piattaforma digitale per la tracciabilità delle batterie. A&C Ecotech ha gestito gli aspetti autorizzativi e logistici, assicurando l’allineamento alle normative nazionali ed europee sul trasporto e sul trattamento dei rifiuti speciali. BTS & Saker ha messo a disposizione tecnologie proprietarie per il pre-trattamento meccanico, già sperimentate su scala internazionale. Questa suddivisione dei ruoli ha consentito non solo un rapido avanzamento dei lavori ma anche una mitigazione efficace dei rischi regolatori e tecnologici associati a progetti pionieristici in ambito industriale.

Impatto industriale e prospettive di sviluppo per l’autonomia europea dal riciclo totale delle batterie al litio

Con una capacità annua stimata in 12.000 tonnellate di batterie trattate, l’hub si pone come un tassello verso una maggiore resilienza strategica dell’Unione Europea nell’approvvigionamento delle materie prime critiche necessarie alla transizione elettrica. Il modello operativo validato in Italia offre una soluzione concreta per ridurre i costi logistici legati all’esportazione dei rifiuti fuori dal continente e allo stesso tempo accorciare le catene del valore interne.

La replicabilità dell’infrastruttura su scala nazionale ed europea è funzionale agli obiettivi comunitari sull’indipendenza da fornitori terzi per metalli strategici come litio, cobalto e nichel. In prospettiva, iniziative come questa potranno rafforzare la posizione competitiva dell’industria europea delle batterie rispetto ai player asiatici, creando al contempo nuove opportunità occupazionali ad alta specializzazione.

Riciclo totale delle batterie al litio per un approvvigionamento sostenibile a supporto della competitività dell’industria

L’avvio del primo hub industriale italiano dedicato al riciclo totale delle batterie al litio segna un passaggio significativo per la filiera nazionale ed europea dell’energia. L’integrazione tra innovazione tecnologica, gestione coordinata e rispetto dei più recenti standard normativi UE suggerisce che la competitività industriale può conciliarsi con una maggiore attenzione all’approvvigionamento sostenibile delle materie prime critiche.

Le collaborazioni tra le realtà coinvolte testimoniano come dinamiche di partnership e specializzazione possano generare modelli operativi replicabili su scala continentale. Sullo sfondo, il tema dell’autonomia strategica europea resta centrale: la capacità di chiudere il ciclo delle batterie non solo risponde a esigenze ambientali e regolamentari, ma pone anche le basi per una maggiore indipendenza industriale in un settore cruciale per la transizione energetica.

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