Reporting

Misurare e controllare le performance di sostenibilità: il ruolo di ISO 14001:2015 e GRI Standards

L’utilizzo sinergico della ISO 14001:2015 e dei GRI Standards, può facilitare le aziende nel raggiungimento degli obiettivi per il miglioramento delle performance ambientali e consente la misurazione e la comparazione del modello di sostenibilità adottato.

Pubblicato il 28 Apr 2021

ISO 14001

Le tematiche ambientali ed i modelli sostenibili sono state sostenute per la prima volta da strategie di medio periodo con l’introduzione dell’Agenda 2030, firmata nel 2015 dai paesi membri dell’ONU, dove sono stati introdotti 17 obiettivi di Sostenibilità comprendenti le aree ambientali, sociali ed economiche, da dover raggiungere entro il 2030 da tutti i paesi firmatari.

Le politiche di sostenibilità dei paesi aderenti all’Agenda 2030, si sono concretizzate sulle tematiche ambientali in processi che hanno comportato la ridefinizione delle strategie di Pubblic Procurement, chiedendo alle organizzazioni di adeguarsi a degli standard internazionali, globalmente riconosciuti, di sostenibilità, come i Sistemi di Gestione ambientali secondo la Norma ISO 14001.

ISO 14001 come standard di sostenibilità

Andrea Berni, P4I

Un’organizzazione che vuole rispettare l’ambiente e migliorare le proprie prestazioni ambientali può servirsi della ISO 14001:2015 e per misurare le proprie performance riferirsi agli indicatori di prestazione ambientale previsti dai GRI Standards. L’utilizzo sinergico della ISO 14001:2015 e dei GRI Standards, facilita le aziende nel raggiungimento degli obiettivi per il miglioramento delle performance ambientali e rende misurabile, promuovibile e comparabile il modello di sostenibilità adottato.

Tutte le organizzazioni che vogliono applicare un sistema di gestione ambientale conforme alla ISO 14001:2015 e quindi comportarsi in maniera virtuosa nei confronti dell’ambiente inizialmente, devono analizzare gli aspetti ambientali e gli impatti ambientali conseguenti, ovvero  ogni elemento di una attività, prodotto o servizio di una organizzazione che può interagire con l’ambiente (aspetto ambientale) e qualsiasi variazione dell’ambiente negativa o benefica, totale o parziale, conseguente ad attività, prodotti o servizi di un’organizzazione (impatto ambientale). Si può quindi attuare un processo organizzato per identificare aspetti e valutare gli impatti sull’ambiente, definendo:

  • il campo di applicazione del sistema di gestione ambientale di un’azienda;
  • gli aspetti ambientali correlati all’attività produttiva o di servizio dell’organizzazione ;
  • gli impatti ambientali conseguenti agli aspetti ambientali e la loro significatività.

La ISO 14001:2015 fornisce alle aziende uno strumento per la protezione dell’ambiente, rispondendo alle condizioni ambientali dei diversi contesti e agli obblighi di compliance in materia ambientale sempre più stringenti. La norma fornisce una serie di requisiti, applicabili a qualsiasi organizzazione. La ISO 14001, basata sul ciclo Plan-Do-Check-Act ossia il Ciclo di Deming (PDCA), specifica i requisiti per l’identificazione, il controllo e il monitoraggio degli aspetti ambientali, e anche il modo di gestire e migliorare l’intero sistema.

Monitorare gli impatti ambientali: ISO 14001, KPI e GRI standard

Ugo Tutolo, P4I

Per tenere sotto controllo l’andamento degli impatti ambientali, la ISO 14001 chiede alle organizzazioni di definire degli indicatori chiave di performance KPI; questi indicatori sono degli strumenti validi che definiscono in forma concisa una condizione ambientale. Essi analizzano principalmente gli impatti ambientali più significativi e sui quali l’organizzazione può agire a livello di gestione, attività, prodotti e servizi. La ISO 14001:2015 non ci dice però precisamente quale tipo di indicatore bisogna utilizzare, lascia ampia libertà alle organizzazioni. Per aiutare le organizzazioni a utilizzare dei KPI che siano rappresentativi della realtà aziendale, può essere utilizzata la sezione ambientale dei GRI Standards. I GRI Standards sono delle linee guida introdotte dal Global Reporting Initiative, un’organizzazione che ha come scopo quello di aiutare enti pubblici e privati nella misurazione delle performance di sostenibilità di tre tipologie: ambientali, sociali ed economiche. I GRI Standards sono adottati dalla maggior parte delle aziende per redigere la dichiarazione non finanziaria, una dichiarazione introdotta dal Decreto legislativo del 30 dicembre 2016 n. 254 di cui solo determinate organizzazioni sono soggette ad obbligo. In questa dichiarazione i soggetti obbligati devono indicare quali sono i loro impatti ambientali sociali ed economici applicabili al loro contesto. I GRI Standards ambientali sono suddivisi in otto indicatori, utilizzati dalle organizzazioni per misurare le performance in ambito: materiali utilizzati, energia, acque e scarichi idrici, biodiversità, emissioni, scarichi idrici e rifiuti, compliance ambientale e infine, valutazione ambientale dei fornitori. Le organizzazioni scelgono tra i KPI quelli più adattabili al contesto aziendale, in base ai propri temi materiali, cioè quelli che possono essere considerati importanti in quanto riguardano gli impatti ambientali dell’organizzazione o influenzano le decisioni degli stakeholder.

Conclusioni

Donato Mancuso, P4I

In conclusione, l’utilizzo sinergico della ISO 14001:2015 e della sezione ambientale dei GRI Standards permette, dal lato ISO 14001:2015 di costruire un sistema di gestione ambientale con il quale le organizzazioni fissano degli obiettivi di miglioramento delle performance ambientali migliorando costantemente i propri impatti ambientali. Dal lato ambientale dei GRI Standards, gli indicatori presenti dicono alle aziende quali KPI possono essere utilizzati per monitorare gli impatti ambientali, facilitando la scelta dell’indicatore più congruo da applicare al contesto organizzativo.

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