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Tecnologie pulite, forte crescita degli investimenti nel 2023



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I dati di Impact Sgr: Cina, Ue e Stati uniti rappresentano i due terzi del totale. Europa a quota 314 miliardi. Onshoring fondamentale per la competitività economica del Vecchio Continente e per stimolare la transizione energetica

Pubblicato il 12 mar 2024



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L’onshoring come ricetta per stimolare la competitività economica dell’Europa e per dare slancio alla transizione energetica del vecchio continente. E’ la ricetta suggerita da Impact sgr, società di gestione del risparmio specializzata nella finanza a impatto sostenibile, co-fondata da Fausto Artoni e Stefano Mach.

La crescita degli investimenti in tecnologie pulite

A restituire la fotografia di una forte crescita degli investimenti su scala globale in tecnologie pulite nel 2023 è l’ultimo outlook realizzato da Impact, secondo cui a guidare la crescita sono Cina, Unione Europea e Stati Uniti, che da soli rappresentano 2/3 degli investimenti totali. In particolare, la Cina da sola ha investito 623,9 miliardi di euro, il 38% del totale, mentre l’Europa si è attestata sulla cifra di 314,8 miliardi.

Investimenti green e competitività

La strategia europea di onshoring delle principali tecnologie pulite prevede maggiori investimenti, pianificati dalle aziende in impianti produttivi, che passeranno da meno del 5% al 27% tra il 2023 e 2025, per circa 60 miliardi di euro.

Se da una parte la discesa dei prezzi contribuisce in modo sostanziale alla forte crescita della competitività economica in Europa, dall’altra – sottolinea Impact – questa dinamica rischia di trovare un enorme ostacolo nella pressione al ribasso sui costi dovuta alla competizione con l’industria cinese. Come esempio la società cita “la rapida crescita della quota di auto elettriche cinesi nel mercato automobilistico europeo, passate da circa lo 0% nel 2019 all’8.4% nel 2023”.

I pro e i contro delle importazioni di prodotti clean tech cinesi

Per i politici europei, spiega Impact, si pone dunque un dilemma. Da un lato, l’importazione di prodotti cleantech cinesi a prezzi competitivi contribuisce ad accelerare la transizione energetica, ma dall’altro un’eccessiva penetrazione rischia di minare la competitività industriale, riducendo conseguentemente la capacità di generare posti di lavoro dalla transizione energetica.

Il ruolo dell’onshoring

“In quest’ottica – conclude l’analisi di Impact – l’onshoring diventa fondamentale non solo per la competitività economica, ma anche per la creazione di nuovi posti di lavoro e per stimolare la transizione energetica. Il consenso politico risulta vitale per questo processo, che altrimenti rischia di rallentare proprio mentre il cambiamento climatico sta accelerando in modo non lineare”.

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