L'indagine

Sustainability: per il 90% dei manager l’IT è essenziale per ridurre la carbon footprint

Secondo una nuova indagine di Pure Storage, la maggior parte degli addetti alle policy ESG aziendali afferma di non poter raggiungere i propri obiettivi senza un’infrastruttura tecnologica maggiormente sostenibile caratterizzata da livelli elevati di efficienza, scalabilità e semplicità

Pubblicato il 15 Dic 2022

Quali sono le opportunità a disposizione dei professionisti IT per collaborare con i responsabili dei programmi di sostenibilità aziendale allo scopo di ridurre l’impronta ambientale delle rispettive organizzazioni?

Pure Storage, pioniere del data storage, offre una risposta nel nuovo report realizzato in collaborazione con Wakefield Research, “Drivers of Change: Pure Storage IT Sustainability Impact Survey 2022” (SCARICA QUI L’INFOGRAFICA ORIGINALE), fondato su una ricerca che ha coinvolto 1.000 responsabili di programmi di sostenibilità e che ha registrato risultati simili in tutti i vari mercati in cui è stato effettuato, Stati Uniti, Regno Unito, Francia e Germania.

Secondo l’indagine, metà dei sustainability manager è in ritardo sugli obiettivi: la maggior parte dei sustainability manager – il 78% – riconosce che le iniziative di sostenibilità sono considerate prioritarie dalla leadership delle rispettive aziende, con la maggioranza che prevede di centrare gli obiettivi entro un periodo che va dai tre ai sette anni (56%). Tuttavia solo quasi metà (51%) del campione afferma di essere in linea con i relativi programmi.

Tecnologia essenziale per ridurre i consumi

Dall’analisi emerge poi che la tecnologia gioca un crescente ruolo essenziale nelle iniziative di sostenibilità: la schiacciante maggioranza dei sustainability manager (86%) concorda sul fatto che le aziende non possono raggiungere i rispettivi obiettivi senza ridurre significativamente i consumi energetici delle infrastrutture tecnologiche. Un problema destinato a crescere, dato che l’81% prevede che l’impatto delle infrastrutture tecnologiche sull’impronta ambientale di un’azienda sia destinato ad aumentare nei prossimi 12 mesi.

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Disallineamento nelle decisioni

E’ inoltre evidente un disallineamento nelle decisioni di acquisto tra IT e sostenibilità:  quasi 2 intervistati su 3 (64%) affermano di essere chiamati in causa solo dopo che il processo di acquisto della tecnologia è già stato avviato.

Carenza di sostegno

Infine, il sostegno delle iniziative di sostenibilità aziendale da parte dei team IT è fortemente carente: molto più di qualsiasi altra funzione interna (es. finanza, dirigenza, operations), l’IT viene indicato come quello che particolarmente evita di compiere i passi necessari a supportare gli obiettivi di sostenibilità della propria azienda (34%). Solo circa la metà del campione (51%) afferma che il proprio team IT prende in considerazione la sostenibilità al momento di decidere gli acquisti di tecnologia.

L’incredibile potenzialità dell’IT

Cosa significa tutto questo per il settore? I data center sono attualmente responsabili dell’1% del consumo globale di elettricità. Il World Economic Forum calcola che la digitalizzazione ha generato il 4% delle emissioni globali di gas serra nel solo 2020; tuttavia, se estese su scala, le tecnologie digitali potrebbero ridurre le emissioni del 20% entro il 2050.

Data center e digitalizzazione giocano un ruolo indiscutibilmente importante in qualsiasi strategia di sostenibilità aziendale. Anche se i sustainability manager sono impegnati a raggiungere i loro obiettivi ambientali, essi non possono farlo senza un’infrastruttura IT maggiormente sostenibile caratterizzata da livelli elevati di efficienza, scalabilità e semplicità.
Di conseguenza esiste un’incredibile opportunità per i professionisti IT di aiutare le rispettive aziende a compiere passi avanti nella riduzione del proprio impatto ambientale. Costruendo e adottando infrastrutture tecnologiche sostenibili supportate da produttori di IT all’avanguardia, efficiente e scalabile, i team IT hanno la possibilità di generare un impatto immediato e significativo attraverso tecnologie ingegnerizzate per consumare molta meno energia, ridurre le necessità di raffreddamento e diminuire decisamente i rifiuti.

“Al crescere dei workload di dati, mitigare l’impatto ambientale dell’infrastruttura informativa è vitale – afferma Ajay Singh, Chief Product Officer di Pure Storage –. Questo primo report che analizza il ruolo centrale che l’IT può rivestire nella sostenibilità in genere può essere uno strumento importante per aiutare i responsabili IT a migliorare le loro strategie di data storage e ridurre il carbon footprint delle aziende percorrendo la strada verso la trasformazione digitale”. 

@RIPRODUZIONE RISERVATA

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