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Da Despar sette ortofrutteti per biodiversità e inclusione


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Con la promozione di sette ortofrutteti solidali in collaborazione con AzzeroCO2 e Legambiente Despar Italia porta 3.400 piante su 26.000 m2 con percorsi di formazione per persone fragili. Il progetto parte il 14 ottobre dal carcere di Torino e coinvolge cooperative e realtà locali per unire biodiversità e inclusione

Pubblicato il 11 ott 2026



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Sette ortofrutteti solidali realizzati in collaborazione con AzzeroCO2 e Legambiente: un impegno che Despar Italia ha scelto di avviare che si traduce in qualcosa come 3.400 piante su 26.000 metri quadrati e una serie di percorsi di formazione per persone fragili. Un progetto che unisce la dimensione ambientale e quella sociale e che parte dal carcere di Torino coinvolgendo cooperative e realtà locali per unire biodiversità e inclusione.

Coltivare un frutteto può significare anche costruire un’opportunità di formazione, autonomia e partecipazione. È questa l’idea alla base dei sette nuovi ortofrutteti solidali promossi da Despar Italia nell’ambito della campagna Ortofrutteto Solidale Diffuso di AzzeroCO2 e Legambiente.

Il progetto prenderà il via il 14 ottobre dalla Casa Circondariale “Lorusso e Cutugno” di Torino. Con il coinvolgimento dei sei soci del Consorzio Despar Italia, interesserà circa 26.000 metri quadrati e prevede la messa a dimora di circa 3.400 piante, tra alberi da frutto, bulbi di zafferano, lavanda, specie aromatiche e orticole.

Agricoltura sociale: dalla cura delle piante alle competenze

La dimensione ambientale si intreccia con percorsi rivolti a detenuti, persone con disabilità o in altre condizioni di fragilità e vittime di sfruttamento. Sette realtà del Terzo Settore accompagneranno gli interventi nei territori, collegando le attività agricole alle esigenze delle persone coinvolte. (Su questi temi leggi: Vicino ai detenuti con Liberi Dentro e un ponte verso inclusione e sostenibilità.

Dove possibile, alla coltivazione si affiancheranno lavorazione, trasformazione e valorizzazione dei prodotti. L’obiettivo è creare percorsi nei quali imparare a seguire una filiera, acquisire competenze e sperimentare un ruolo attivo nella comunità.

L’evoluzione del Bosco Diffuso Despar

L’iniziativa sviluppa l’esperienza del Bosco Diffuso Despar, che dal 2023 ha portato alla piantumazione di oltre 4.500 alberi in diverse regioni italiane. E con gli ortofrutteti, l’impegno per la rigenerazione ambientale assume una componente sociale più marcata.

Per Filippo Fabbri, Direttore Generale di Despar Italia, il valore del progetto risiede nella possibilità di mettere in rete realtà diverse, valorizzandone le specificità e generando benefici ambientali e sociali. Il percorso raccoglie anche l’esperienza delle Case delle Api e delle precedenti iniziative dedicate agli ecosistemi.

Sette interventi costruiti sulle esigenze dei territori

Le attività si svilupperanno nei prossimi mesi seguendo la stagionalità adatta alla messa a dimora. Ogni intervento avrà caratteristiche proprie: colture, attrezzature e percorsi formativi saranno legati al contesto locale.

Torino: lo zafferano come percorso di formazione

Il primo intervento partirà nel carcere “Lorusso e Cutugno”. Despar Nord Ovest, insieme alla Cooperativa Ecosol, contribuirà a realizzare una coltivazione di 2.500 bulbi di zafferano su un’area di circa 4.000 metri quadrati.

Saranno coinvolte 20 persone detenute, che parteciperanno alla coltivazione, alla raccolta, alla lavorazione e al confezionamento. Il progetto consentirà così di seguire diverse fasi produttive, trasformando l’attività agricola in un’occasione di apprendimento.

Bologna e Modena: piante perenni, frutta e biodiversità

A Bologna, negli spazi di Salus Space, Despar Italia collaborerà con la Cooperativa Sociale Eta Beta alla messa a dimora di 200 piante perenni multifunzionali, tra aromatiche e orticole, e alla realizzazione di un nuovo impianto di irrigazione. L’intervento sosterrà biodiversità e resilienza agricola, affiancando i percorsi formativi e di inclusione della cooperativa.

A Modena, nei terreni della Fattoria Sociale Centofiori, gestita dalla Cooperativa Sociale “Giovani Ambiente Lavoro”, Despar Nord contribuirà alla piantumazione di 120 alberi da frutto biologici su 15.000 metri quadrati. Sono previsti irrigazione a goccia e strutture per ospitare api solitarie. La trasformazione della frutta in composte e marmellate offrirà ulteriori occasioni di formazione e inserimento lavorativo.

Gioia del Colle: un lavandeto per rafforzare l’autonomia

In Puglia, alla masseria sociale “Il Gelso Ritrovato”, Despar Centro Sud, attraverso Maiora, e la Cooperativa Sociale Tracceverdi realizzeranno un lavandeto di 300 piante su 2.000 metri quadrati, con irrigazione ed estrattore.

L’intervento amplierà il percorso “Scuola del contadino”, coinvolgendo 20 ragazzi con disabilità cognitive. Dalla coltivazione alla trasformazione e commercializzazione dei prodotti, potranno sperimentare un ciclo produttivo completo, sviluppando competenze e autonomia.

Ragusa e Messina: frutteti sociali e attività educative

A Ragusa, presso “Arte&Orti”, Despar Sicilia, attraverso Ergon, e la Cooperativa Sociale Proxima realizzeranno un frutteto con 80 alberi di varietà antiche e locali su 1.500 metri quadrati. L’iniziativa sosterrà i percorsi di accoglienza, formazione e inserimento socio-lavorativo della cooperativa.

A Messina, Despar Messina, attraverso Fiorino, collaborerà con Fattoria Urbana Villarè alla realizzazione di un impianto di 100 alberi da frutto su 3.000 metri quadrati: 50 piante di avocado e 50 di arancia rossa di Sicilia, secondo quanto indicato nel comunicato. Le nuove colture si integreranno con le specie tropicali già presenti, rafforzando le attività educative dedicate a biodiversità, stagionalità e produzioni locali.

Sardegna: la coltivazione nel percorso riabilitativo

In Sardegna, Despar Sardegna, attraverso SCS, e la Cooperativa Sociale CTR Onlus contribuiranno alla piantumazione di 80 piante, tra alberi da frutto e specie aromatiche, accompagnata da un impianto di irrigazione.

L’attività entrerà nel percorso riabilitativo degli ospiti della struttura, offrendo occasioni per sviluppare autonomia personale, capacità relazionali e partecipazione alla vita sociale.

Biodiversità e inclusione in un unico progetto

Per Giorgio Zampetti, Direttore Generale di Legambiente, la campagna mette insieme le dimensioni ambientale, sociale ed economica della rigenerazione. Orti, frutteti e lavandeti diventano spazi di lavoro e apprendimento, ma anche luoghi didattici e ricreativi, progettati in funzione delle persone che li vivono.

Sandro Scollato, Amministratore Delegato di AzzeroCO2, sottolinea il legame tra tutela della biodiversità e sostegno alle persone fragili. Nei contesti coinvolti, dagli istituti penitenziari alle comunità terapeutiche e alle cooperative sociali, la cura dell’ambiente può diventare uno strumento concreto di formazione e riscatto.

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