Sicurezza alimentare

Banche alimentari contro la fame globale



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Le banche alimentari giocano un ruolo cruciale nella lotta contro la fame globale incrementando l’accesso al cibo per milioni di persone e promuovendo la sostenibilità attraverso la ridistribuzione di alimenti non consumati

Pubblicato il 20 ago 2025



banche alimentari

Il ruolo delle banche alimentari: cosa sono e come operano?

Le banche alimentari sono organizzazioni non profit che si occupano di recuperare eccedenze alimentari e ridistribuirle a persone e famiglie in difficoltà. Le banche alimentari nascono con una doppia missione: combattere lo spreco alimentare e contrastare la povertà.

Una fitta rete di collaborazioni alla base delle banche alimentari

Il funzionamento delle banche alimentari si basa su una rete di collaborazioni con aziende agricole, industrie, supermercati e ristorazione. Si tratta di realtà che donano prodotti invenduti ma ancora idonei al consumo, evitando che vengano smaltiti come rifiuti. Il cibo raccolto viene stoccato nei magazzini delle banche alimentari, dotati di sistemi di conservazione adeguati.
Successivamente, gli alimenti vengono distribuiti ad associazioni di volontariato, mense sociali, parrocchie e centri di accoglienza.


Un impegno per contrastare la fame globale

La lotta alla fame globale continua a essere una sfida cruciale, con 673 milioni di persone che hanno affrontato la fame nel 2024, secondo l’ultimo rapporto delle Nazioni Unite sullo Stato della Sicurezza Alimentare e della Nutrizione nel Mondo 2025 (SOFI). Anche se i tassi globali di fame e insicurezza alimentare mostrano un lieve miglioramento rispetto all’anno precedente, l’insicurezza alimentare è in aumento in Africa e nell’Asia occidentale. Questo è dovuto ai prezzi elevati degli alimenti nei paesi a basso e medio reddito, che ostacolano gli sforzi per ridurre la fame globale.

Lotta alla fame globale: il ruolo delle banche alimentari

Le banche alimentari svolgono un ruolo fondamentale nel combattere l’insicurezza alimentare e ridurre gli impatti ambientali della perdita e dello spreco di cibo. La Global FoodBanking Network (GFN) lavora con partner in 50 paesi per promuovere il recupero e la redistribuzione del cibo. Secondo i dati annuali più recenti, le banche alimentari della rete GFN hanno aumentato l’accesso al cibo per 38 milioni di persone nel 2024, fornendo l’equivalente di 2 miliardi di pasti. Quasi la metà di tutti gli alimenti forniti dalla rete erano frutta e verdura, che rimangono la categoria alimentare più costosa, come riportato dalle Nazioni Unite.

Collaborazione tra settori per trasformare i sistemi agroalimentari

Durante l’UNFSS+4, le banche alimentari sono state riconosciute dalla FAO, dal Global Compact delle Nazioni Unite e dal World Business Council for Sustainable Development come una delle 15 opportunità di co-investimento che illustrano come il settore privato possa lavorare con organizzazioni non governative e altri attori per trasformare i sistemi agroalimentari globali. Questo tipo di collaborazioni è essenziale per affrontare le sfide dell’accessibilità al cibo, soprattutto nei paesi più colpiti dall’inflazione alimentare.

Lisa Moon, Presidente e CEO della Global FoodBanking Network, ha sottolineato in una nota dell’organizzazione l’importanza di partnership tra governo, imprese e società civile per riequilibrare il sistema alimentare in modo che funzioni per tutti. Le banche alimentari comunitarie stanno rispondendo alla crescente domanda concentrandosi sulla distribuzione di cibi nutrienti come frutta e verdura, specialmente nei paesi a basso e medio reddito duramente colpiti dall’inflazione alimentare.

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