L'indagine

Startup greentech: in Italia solo il 3% del totale, ma la crescita è a doppia cifra

Una ricerca di B-PlanNow mostra le grandi potenzialità del settore ma anche le aree di miglioramento in termini di investimenti ESG

Pubblicato il 25 Mag 2023

AI Questions Icon
Chiedi all'AI
Riassumi questo articolo
Approfondisci con altre fonti
Startup greentech: in Italia solo il 3% del totale, ma la crescita è a doppia cifra

A fine 2022 erano 14.262 (dati InfoCamere) le startup innovative in Italia: di queste, il 27,5% ha sede in Lombardia e il 76,7% è attiva nei servizi alle imprese. Ma quante di queste sono “green” e quali strategie adottano? Alla domanda ha risposto una ricerca di AGINE, acceleratore di startup per progetti in fase di avvio con un approccio unico e coerente.

L’indagine ha rivelato come al momento in Italia esistano circa 370 startup a vocazione totalmente “green”. I settori più presidiati sono “Agritech & Food” (20%) ed “Energia” (19%). Seguono Industria (15%), Mobilità Sostenibile (12%) e Riciclo (11%), più indietro Real Estate e Climate Monitoring.

In crescita (ma ancora poche) le startup a vocazione sostenibile

La percentuale delle startup a vocazione sostenibile non raggiunge il 3% del totale, ma ha subito una crescita ed un’accelerazione notevole rispetto all’anno precedente (+42%): tra i motivi, l’incremento degli investimenti in sostenibilità, solo in Italia negli ultimi anni parliamo di circa 700 milioni di euro raccolti (il 29% in ambito Agritech, il 23% per rinnovabili e affini, il 15% per la mobilità sostenibile).

A livello territoriale, le startup “greentech” primeggiano in Lombardia (circa 22%), Lazio (12%) e Piemonte (11%), la città principe è Milano, seguita da Roma e Torino.

Investimenti: l’87% da fonti nazionali

Gli investimenti in startup greentech italiane provengono, per l’87%, da fonti nazionali: i capitali stranieri incidono ancora troppo poco e la quota pro-capite ci pone peraltro al penultimo posto dietro la Grecia, con solo 3.5 euro; Germania e Francia nel 2022 hanno investito rispettivamente 30 e 40 euro per capita.

Negli ultimi 12 mesi (fonte: ricerca indipendente di FTI Consulting, commissionata da Amazon), due terzi degli investitori (69%) hanno richiesto maggiori dettagli sulle credenziali di sostenibilità delle startup in cui stanno investendo. A livello europeo, oltre la metà (52%) degli investitori sostiene di aver rifiutato un’opportunità di investimento in una startup negli ultimi 12 mesi a causa di preoccupazioni rispetto alle credenziali di sostenibilità dell’azienda.

In Italia ecosistema giovane e con grandi possibilità

“Analizzando i dati dell’ultimo State of Climate Tech Report di PricewaterhouseCoopers – spiega Nicola Zanetti, CEO e founder di B-PlanNow – notiamo come la crescita del capitale investito in startup green a livello globale abbia superato il 200% tra 2020 e 2021, toccando gli 87 miliardi di dollari. In Italia non abbiamo questi numeri ma possediamo un ecosistema giovane e con grandi possibilità”.

La Ricerca mostra anche in quali ambiti le startup greentech italiane reinvestano i fondi ottenuti: al primo post troviamo, senza sorprese, la Ricerca & Sviluppo (58%), seguita dal Marketing (21%).

“La nostra ricerca – conclude Zanetti – evidenzia i passi ancora da compiere per l’ecosistema greentech italiano, soprattutto sul fronte della raccolta di capitali. In B-PlanNow abbiamo una Unit dedicata proprio a questo e ci adoperiamo su tantissimi fronti, dalle fasi early a quelle più mature”.

Valuta la qualità di questo articolo

La tua opinione è importante per noi!

Articoli correlati