In Italia il 51% dei lavoratori con disabilità ritiene che l’Intelligenza Artificiale (AI) funga da strumento facilitatore nello svolgimento delle proprie attività lavorative. Il 63% la utilizza almeno una volta a settimana, un dato significativamente superiore rispetto ai lavoratori senza disabilità (37%). Più della metà crede che l’AI renda il lavoro più stimolante e che sia più semplice da imparare rispetto ad altre tecnologie. Inoltre, i benefici derivanti dall’uso dell’AI sembrano promuovere l’inclusione sul posto di lavoro: il 57% dei lavoratori con disabilità considera l’AI un valido supporto complementare alla supervisione “umana” per ridurre le disparità. Per il 52%, inoltre, il suo utilizzo può contribuire significativamente a rafforzare l’equità in azienda.
Intelligenza artificiale
Inclusione lavorativa, il valore dell’AI per le persone con disabilità
Nel percorso dell’intelligenza artificiale in azienda c’è ancora tanto lavoro da fare. Un segnale incoraggiante arriva dal più recente Workmonitor Pulse di Randstad che evidenzia come l’AI faciliti la gestione delle mansioni e promuova l’equità delle categorie più fragili

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