PATHWAY TO COP28

Mitigazione e adattamento: i Governi accelerano sull’impegno a favore dei più deboli

Secondo un rapporto chiave presentato il mese scorso alla Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici a Bonn, 22 parti hanno segnalato un aumento dei livelli previsti di fornitura di risorse finanziarie pubbliche, con 6 parti che hanno dichiarato l’intenzione di raddoppiare i propri contributi entro il 2025

Pubblicato il 23 Lug 2023

Nella lunga strada ancora da percorrere in vista di Cop28, i Paesi sviluppati annunciano il proprio impegno verso l’obiettivo di mobilitare congiuntamente 100 miliardi di dollari in finanziamenti per il clima all’anno fino al 2025. Lo spiega un rapporto chiave presentato il mese scorso alla Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici a Bonn, il quale evidenzia inoltre l’impegno a garantire un migliore equilibrio tra i finanziamenti per l’adattamento (creazione della resilienza agli inevitabili impatti dei cambiamenti climatici) e la mitigazione (riduzione delle emissioni di gas a effetto serra).

Sei i Paesi che raddoppieranno i propri contributi

Il documento (SCARICA QUI IL TESTO ORIGINALE) rileva che “nonostante le sfide in corso, tra cui la pandemia di Covid-19, i problemi relativi alla sicurezza energetica e le pressioni inflazionistiche, molti governi si sono impegnati a mantenere o aumentare i loro attuali livelli di finanziamenti per il clima”. Ventidue parti hanno segnalato un aumento dei livelli previsti di fornitura di risorse finanziarie pubbliche, con sei parti che hanno dichiarato l’intenzione di raddoppiare i propri contributi entro il 2025.

LIVE STREAMING 20 marzo
Industry4.0 360SummIT: l'innovazione come leva contro l'incertezza. Ti aspettiamo online!

Accogliendo con favore le intuizioni del rapporto, Daniele Violleti, Senior Director presso il segretariato delle Nazioni Unite per i cambiamenti climatici, ha dichiarato: “Dobbiamo riconoscere che l’entità del passaggio trasformativo richiede un’accelerazione dei nostri sforzi per garantire prevedibilità e chiarezza sia nella finanza pubblica che in quella privata, nonché nell’accesso e nella fornitura di finanziamenti per il clima. Questo è fondamentale per incentivare un’ambiziosa azione per il clima che è fondamentale per una corretta attuazione dell’accordo di Parigi”.

Sostegno finanziario per l’adattamento

Nel rapporto, sette parti hanno delineato il loro impegno a raddoppiare i loro contributi ai finanziamenti necessari ai paesi in via di sviluppo per adattarsi ai cambiamenti climatici e 16 parti hanno sottolineato i loro sforzi per raggiungere un equilibrio tra adattamento e mitigazione, con altre tre parti che hanno riferito di essere vicine alla parità. Due parti hanno riferito di aver destinato oltre il 50% del loro sostegno bilaterale all’adattamento.

La relazione contiene inoltre informazioni dettagliate sull’aumento dei contributi finanziari attraverso i canali multilaterali, molti dei quali si concentrano sull’adattamento. Tali contributi sono stati forniti attraverso entità tra cui il Global Environment Facility (GEF), l’Adaptation Fund (AF), il Green Climate Fund (GCF) e il Least Developed Countries Fund (LDCF).

Esempi di azione per il clima

Di seguito sono riportati esempi di azioni presentate dai paesi nelle loro presentazioni:

  • Francia: lo Strumento AFD 2050, lanciato al vertice One Planet di Parigi, sostiene circa 30 paesi in via di sviluppo nell’attuazione dell’accordo di Parigi. Lo strumento mira ad assistere questi paesi nella progettazione e attuazione di strategie di sviluppo a lungo termine a basse emissioni e resilienti ai cambiamenti climatici.
  • Emessi sotto la presidenza tedesca del G7, i Just Energy Transition Partnerships (JETP) aiuteranno i paesi partner ad accelerare la loro transizione verso un sistema energetico giusto, eliminando gradualmente i combustibili fossili. Il JETP sudafricano era già stato annunciato alla COP26, con un finanziamento di 8,5 miliardi di dollari, di cui 700 milioni dalla Germania. Basandosi su questo successo, i leader del G7 intendono sostenere l’Indonesia, l’India, il Senegal e il Vietnam con JETP adattati alle esigenze e alle priorità specifiche di ciascun paese.
  • Norvegia: il Paese ha sviluppato il progetto Energia per lo sviluppo (EfD), un programma bilaterale di gestione delle energie rinnovabili specifico per paese. Il suo obiettivo primario è quello di migliorare l’accesso all’energia come mezzo per ridurre la povertà. Nell’ambito di questo programma, sono in corso di adozione misure per ridurre le emissioni da fonti energetiche fossili, comprese iniziative per combattere il flaring e le emissioni di metano. Dal 2007, l’iniziativa ha contribuito all’energia pulita per almeno 18 milioni di persone.
  • Svizzera: il Paese ha considerato prioritario considerare sistematicamente i rischi climatici e integrare misure di mitigazione e adattamento nella progettazione e nel monitoraggio di tutte le sue attività di sviluppo internazionale. Per garantire un’integrazione efficace, ha sviluppato uno strumento specifico, la Guida all’integrazione per la riduzione dei rischi per il clima, l’ambiente e le catastrofi (CEDRIG), che fornisce orientamenti su come integrare i fattori climatici e ambientali nonché la riduzione del rischio di catastrofi nei progetti di sviluppo internazionale.
  • Canada: con l’Iniziativa di partenariato per il clima, il paese ha impegnato 315 milioni di CAD (239 milioni di USD) per sostenere progetti di adattamento ai cambiamenti climatici nell’Africa subsahariana e in altre regioni. Il Canada pone inoltre una forte enfasi sull’importanza delle soluzioni guidate a livello locale e sul ruolo dei leader in prima linea nell’azione per il clima, con l’obiettivo di potenziare la leadership e le conoscenze indigene nell’affrontare il cambiamento climatico promuovendo partenariati tra le popolazioni indigene in Canada e quelle nei paesi in via di sviluppo.
@RIPRODUZIONE RISERVATA

Valuta la qualità di questo articolo

La tua opinione è importante per noi!

Articolo 1 di 5